Una particolare intesa
L’apertura di Trump al diesel di Mosca, al centro gli interessi americani
19/10/2026
di Leonardo Scontrini

Il 9 ottobre Donald Trump ha annunciato un’intesa con Vladimir Putin per immettere diesel russo sul mercato americano-mondiale, con l’obiettivo di abbassare i prezzi dei carburanti, soprattutto per agricoltori, autotrasportatori statunitensi e questo avviene a poche settimane dalle elezioni di metà mandato. Nella stesso tempo, il Tesoro statunitense ha autorizzato azioni positive sul carburante russo fino al 7 aprile 2027. Il 13 ottobre Trump ha poi descritto l’accordo come destinato al mercato mondiale, ridimensionando il riferimento alle forniture americane.
L’Unione europea continua invece ad applicare le proprie sanzioni e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi. Queste diverse posizioni evidenziano una diversa politica tra Bruxelles e Washington che punta ad ottenere nuove forniture capaci di contenere i prezzi interni, mentre Bruxelles continua ad evidenziare una posizione politica- strategica contro Mosca.
Per il momento non è documentato un piano americano di acquisto e rivendita di petrolio all’Europa, ma se il posizionamento europeo non cambia è molto probabile è molto probabile che questo obiettivo diventi realtà.
La Russia, per il momento è fuori gioco e con il conflitto di Hormuz, gli unici fornitori del petrolio russo sono gli americani e questo è un errore strategico pesantissimo.
Il tema della dipendenza, però, emerge anche in un gesto quotidiano: “pagare con una carta di credito come Visa, Mastercard o American Express, che, guarda caso, fanno capo a gruppi statunitensi.
Avere un conto presso un istituto europeo, sarebbe molto più tranquillizzante e il Brasile, per ovviare a questo svantaggio, ha costruito un’alternativa dalle fonti americane attraverso la banca centrale (Banco Central do Brasil) , un sistema pubblico che permette di pagare e trasferire denaro direttamente fra conti, in pochi secondi e a qualsiasi ora, senza utilizzare un circuito di carte.
Una relazione di ACI Worldwide stima che nel 2021 Pix avrebbe generato 5,7 miliardi di dollari di risparmi sui costi per imprese e consumatori.
Pix è poi entrato nel contenzioso commerciale con Washington e Il 15 luglio 2026, l’Ufficio del rappresentante commerciale americano (USTR) ha annunciato un dazio aggiuntivo del 25% su determinati beni brasiliani, dopo un’indagine effettuata su diversi settori.
Fra le contestazioni figurano esplicitamente le politiche favorevoli a Pix, che secondo l’amministrazione americana svantaggerebbero le imprese statunitensi dei pagamenti elettronici.
Il governo brasiliano respinge le accuse e difende Pix come infrastruttura pubblica aperta, capace di favorire inclusione e concorrenza.
Il sistema compare dunque fra le motivazioni ufficiali dei dazi, insieme ad altre questioni commerciali. (Le fonti consultate non documentano invece un ultimatum di Trump che ne imponga l’abolizione).
Letti insieme, il caso del diesel e quello di Pix mostrano come la difesa degli interessi americani possa assumere forme diverse: riaprire uno spazio commerciale quando serve ad aumentare l’offerta di carburante; esercitare pressione quando le politiche di un altro Paese vengono considerate dannose per le imprese statunitensi. Le due vicende hanno origini e conseguenze differenti, ma sollevano una domanda comune sul potere contrattuale di chi controlla forniture, reti e accesso ai mercati.
Qui la cronaca lascia spazio a una domanda politica. Se costruire un’alternativa pubblica diventa anche motivo di pressione commerciale, quanto spazio conserva un Paese per scegliere? Il diesel russo e Pix sono vicende distinte; leggerle insieme permette però di interrogarsi su come Washington difenda i propri interessi.
Nella metafora del mulino, conta capire chi controlla i canali attraverso cui scorre l’acqua.
Per chi oggi ha vent’anni, queste decisioni riguardano il costo della vita e occorre chiedersi chi stabilisce le regole, chi trae vantaggio da una scelta e quali alternative esistono per una concreta collaborazione.
Comprendere ciò da cui dipendiamo è il primo passo per poter scegliere il nostro futuro…
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