L'Editoriale

Le fragranze Made in Italy

Otto italiani su dieci, trai i quindici e i settant’anni utilizzano il profumo, in Italia il suo valore supera i 3 miliardi e nel mondo 88 miliardi di euro


02/11/2026

di Mario Pinzi


Il profumo che rende indimenticabili: la nuova frontiera del Made in Italy.
Dallo stile all’identità olfattiva, la moda italiana può conquistare nuovi mercati abbinando alle proprie creazioni fragranze esclusive.
Una sfida che unisce arte, emozione e opportunità economiche.
Un profumo nasce dall’incontro di ingredienti diversi, sapientemente combinati da mani esperte, capaci di trasformare essenze e materie prime in autentiche opere d’arte.
È una magia invisibile che prende forma sulla pelle, si fonde con chi la indossa e diventa parte della sua identità.
Perché una fragranza non deve soltanto lasciare una scia: deve lasciare un ricordo.
Deve rendere indimenticabile una persona, anche quando quella persona non è più presente.
La creazione di queste fragranze rappresenta un comparto strategico per il Made in Italy, eppure, sembra che il mondo della moda non abbia ancora compreso fino in fondo il potenziale di un abbinamento capace di amplificare il valore di una creazione: “l’abito e il profumo, lo stile e l’emozione, l’immagine e la memoria, due linguaggi diversi, destinati a incontrarsi per dare vita a un’esperienza completa.
Gli italiani, del resto, sono considerati autentici ricercatori di fragranze esclusive, e il 64% della popolazione sarebbe alla continua ricerca di profumi di alta qualità, una percentuale nettamente superiore alle medie degli altri Paesi europei.
Un dato che racconta la sensibilità di un mercato attento alla qualità, alla ricerca e alla personalizzazione.
In Italia, le vendite di profumi si distribuiscono per il 62% nel segmento femminile e per il 38% in quello maschile.
Due mercati differenti, accomunati da una stessa esigenza: “Trovare una fragranza capace di esprimere la personalità di chi la indossa”.
Perché il vero talento di un profumo consiste proprio in questo: “saper sbocciare su ogni pelle, rivelando sfumature diverse e diventando qualcosa di unico per ciascuno.
Insieme alla Francia, l’Italia rappresenta uno dei pilastri storici della profumeria, un settore che, secondo le stime riportate, raggiunge un valore di 88 miliardi di euro nel mondo e di 37 miliardi in Europa.
Nel nostro Paese, la profumeria non è soltanto una questione di bellezza o di lusso, è anche un comparto capace di generare reddito, creare occupazione e contribuire al benessere delle persone attraverso un’esperienza che coinvolge i sensi, risveglia emozioni e custodisce ricordi.
Ed è proprio qui che emerge uno dei punti di forza dell’Italia: il talento.
Nel nostro Paese sono nati veri artisti dell’alta profumeria di nicchia, creatori capaci di andare oltre le formule convenzionali per dare vita a composizioni rare, riconoscibili e difficili da dimenticare.
Fragranze che non si limitano a profumare, ma raccontano una storia e trasformano un gesto quotidiano in un segno distintivo.
Nel panorama internazionale, le donne russe, inglesi e asiatiche figurano tra le consumatrici che utilizzano il profumo con maggiore frequenza, ma quando si parla di qualità e creatività, l’Italia può giocare una partita di primo piano grazie ai suoi maestri profumieri indipendenti, capaci di realizzare fragranze di nicchia dal carattere inconfondibile.
Dopo anni di evoluzione del settore, la prossima sfida potrebbe essere quella di ampliare i canali di vendita e ripensare il rapporto tra profumeria e moda.
Non più soltanto profumerie tradizionali, dunque, ma anche boutique di alta moda, dove i grandi marchi possano affiancare alle proprie collezioni fragranze studiate per esaltarne l’identità.
È su questo terreno che potrebbe prendere forma una nuova opportunità: abbinare agli abiti profumi capaci di rendere indimenticabili sia chi li indossa sia chi li ha creati.
La moda Made in Italy possiede già le risorse per affrontare questa sfida sui mercati internazionali.
Accanto alle grandi maison, esiste infatti un patrimonio di artisti freelance e creatori indipendenti in grado di realizzare quella magia che nasce dall'incontro tra ricerca, sensibilità e conoscenza delle essenze.
Il valore aggiunto non sarebbe più soltanto l’esclusività dello stile, ma anche quella olfattiva.
Non soltanto un abito da riconoscere, ma una fragranza da ricordare, un’identità più completa, capace di accompagnare la persona e di prolungare nel tempo l’esperienza della creazione.
Si tratta di una scommessa concreta, con prospettive di crescita legate anche alla forza commerciale dei grandi marchi della moda.
La possibilità di sviluppare una nuova rete distributiva all’interno delle boutique già esistenti consentirebbe di raggiungere una clientela d’élite, abituata a ricercare prodotti esclusivi e disposta a investire nella qualità.
Una rete che potrebbe valorizzare contemporaneamente la creatività dei profumieri indipendenti e la capacità dei marchi italiani di trasformare un prodotto in un simbolo di appartenenza, eleganza e riconoscibilità.
C'è, infine, un elemento che rende questa prospettiva particolarmente interessante: “la memoria olfattiva”, un odore può riportare alla mente una persona, un incontro, un luogo o un'emozione con un'intensità sorprendente.
Il profumo entra nelle relazioni umane in modo discreto, ma profondo, non si vede, eppure può lasciare un'impronta destinata a durare.
Per questo, chi saprà interpretare per primo l'incontro tra alta moda e profumeria d'autore potrebbe conquistare una quota significativa di un mercato internazionale dal valore miliardario.
La prossima grande firma della moda italiana, dunque, potrebbe non limitarsi a vestire una persona, potrebbe darle anche una fragranza inconfondibile.
Perché lo stile cattura lo sguardo, ma è il profumo, a volte, a rendere un ricordo eterno…

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