L’Europa non fa nulla per controllare l’IA
L’avanzata dell’Intelligenza artificiale che metterà in serio pericolo i consumi, va controllata e guidata, ma Bruxelles è fermo e sembra perso
05/10/2026
di Chiara Gismondi

Un profondo, gelido menefreghismo sta scivolando tra i corridoi dell’Unione Europea.
L'indifferenza di fronte a una minaccia imminente come quella dell’Intelligenza Artificiale pronta, in tempi brevissimi, a rimpiazzare la forza lavoro umana con dei robot, si rimane senza parole.
Ciò che lascia sgomenti è l'inerzia dei leader di Bruxelles che appaiono addormentati, ipnotizzati, ciechi davanti a un pericolo che rischia di azzerare la manodopera aziendale e, di conseguenza, di uccidere i consumi, spegnendo il motore stesso dell'economia.
In questo silenzio inquietante, che stringe il cuore come una morsa, è arrivato un segnale d'allarme brutale.
A lanciarlo è ASML, il colosso olandese che produce i macchinari per la litografia avanzata, capace di stampare i microchip più sofisticati del pianeta.
I dati del secondo trimestre del 2026 descrivono uno scenario desolante: l'azienda non ha venduto nemmeno un singolo macchinario destinato all’Unione Europea.
«L’Europa rimane ferma, non sta costruendo fabbriche di chip», ha denunciato Frank Heemskerk, vicepresidente esecutivo dell’azienda.
Le sue parole sollevano un sospetto strisciante e oscuro: “Forse dietro a questa paralisi ci siano ordini incomprensibili da rispettare, direttive invisibili calate dall'alto.
Eppure, la storia ci ha sempre insegnato che le grandi trasformazioni epocali non si subiscono, si governano.
Richiedono statisti capaci di rischiare, di studiare il domani.
In passato, l’Italia ha dimostrato di avere leader del calibro di Andreotti e Craxi, figure capaci di decifrare il futuro, di cavalcare le giuste iniziative e di sciogliere le incertezze dei loro tempi con audacia politica.
Oggi, invece, si respira solo una logorante tattica d'attesa.
Un'attesa sottomessa, finalizzata a eseguire ordini precostituiti, che sconcerta e ferisce gli animi di chi osserva.
Se si allarga lo sguardo oltre i confini italiani, il panorama europeo appare drammaticamente frammentato, un mosaico di debolezze.
La Germania è sprofondata in una crisi strutturale, la Francia attraversa uno dei periodi più bui della sua intera esistenza e l’Italia è distratta, perennemente sospesa in una campagna elettorale senza fine.
Nel frattempo, l'orizzonte si oscura.
Abbiamo di fronte un pericolo titanico, capace di annientare i consumi, distruggere per sempre lo stile di vita moderno e far retrocedere la civiltà indietro nei secoli, fino all'epoca della sottomissione monarchica.
Un declino inevitabile, per un’Unione composta da 27 Stati guidati da un potere senza volto...
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