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I disastri della globalizzazione

La distruzione delle famiglie, la fuga delle produzioni, l’antagonismo dei sessi, la distruzione della media borghesia, sono state le leve portanti delle aggressioni violente che accadano nelle classi davanti ad una lavagna


12/10/2026

di Mario Sutter


Nelle scuole la paura prende il posto dell’educazione.
Il CNR ha recentemente pubblicato i dati di ESPAD Italia, la rilevazione europea che analizza i comportamenti degli adolescenti e la fotografia che emerge è impietosa.
Dietro le cifre si intravede una realtà sempre più difficile da ignorare: la rabbia cresce, il rispetto si sgretola e la scuola, uno dei pilastri della formazione dei giovani, si ritrova sempre più spesso a fare i conti con la violenza.
Secondo i dati richiamati, il 43% degli studenti, tra i quindici e i diciannove anni, individua nella situazione familiare una delle radici della propria rabbia.
Un quadro che richiama i legami affettivi della famiglia, dove le relazioni al di fuori dell'unione di coppia e in progressivo aumento indebolendone l’autorità.
Quando vengono meno i punti di riferimento, il disagio rischia di trasformarsi in aggressività e l'educazione perde terreno proprio quando avvengono queste lacerazioni.
I numeri, del resto, fanno riflettere.
Tra i quindici e i diciannove anni, molti ragazzi hanno affermato di aver aggredito un adulto e Il 3,6% riferisce di aver assalito verbalmente un insegnante.
Non sono soltanto percentuali da riportare in una tabella, perché queste aggressioni sono il frutto di un disagio che dovrebbe far riflettere una Nazione.
A questo punto si apre una questione più ampia.
La globalizzazione, con le sue trasformazioni economiche e sociali, ha contribuito a ridisegnare profondamente il nostro modo di vivere che ci ha portati ad avere un risparmio privato che supera i 12mila miliardi di euro.
Questa becera globalizzazione, ha progressivamente indebolito l'antico nucleo familiare, considerato un ostacolo rispetto a un modello di sviluppo sempre più orientato agli interessi economici globali e la domanda che sorge è la seguente: “Quale ritorno positivo abbiamo ottenuto quando i legami educativi e affettivi perdono la loro centralità?”
Per comprendere la drammaticità di questa situazione, basta volgere lo sguardo verso quello che di recente è accaduto in una classe di Giulianova.
In quel Istituto, il docente Fabrizio Frezza, riprende un alunno e subito viene violentemente aggredito e dopo le minacce ricevute, l'insegnante è stato colpito da un infarto.
Una vicenda che, al di là degli accertamenti sulle responsabilità, riporta al centro dell'attenzione la condizione di chi ogni giorno entra in aula per insegnare, trasmettere conoscenze e contribuire alla formazione delle nuove generazioni.
Secondo quanto riferito, la famiglia avrebbe presentato una denuncia, dove saranno gli accertamenti a chiarire fatti e le eventuali responsabilità.
Resta, però, una domanda che non può essere liquidata in poche righe di cronaca: “Chi protegge gli insegnanti quando il luogo in cui dovrebbero esercitare la propria autorità educativa diventa teatro di minacce e aggressioni?”
La giustizia farà il suo corso, con i lunghi tempi e le procedure previste, ma per chi torna in classe ogni mattina, la paura non può aspettare la conclusione di un procedimento burocratico ed esageratamente interminabile.
Per Fabrizio Frezza, come per chiunque si trovi ad affrontare una simile esperienza, l'auspicio più importante è che possa tornare in salute e lasciarsi alle spalle questo drammatico episodio che, grazie alla filosofia globalista, è diventato un cancro da estirpare immediatamente…

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