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I Mondiali nel Qatar stravinti dall'ipocrisia


21/11/2022

di Sandro Vacchi


Gianni Infantino, chi era costui ? Eh, no, don Abbondio, non faccia l'ipocrita anche lei. "Costui" è il numero uno del calcio mondiale, dicesi Fifa, forse perché fa paura, con i suoi quasi trenta miliardi di giro d'affari, una delle più grandi aziende del globo.
Alla vigilia del Campionato del mondo più criticato della storia, il simpatico italo-svizzero seduto su quella montagna di soldi simboleggiati da un pallone da calcio, ha pensato bene di immedesimarsi niente meno che in John Kennedy. <I am a berliner !> esclamò il più amato ma anche più detestato dei presidenti americani, in visita al Muro di Berlino molti anni prima che migliaia di sudditi del comunismo sovietico lo abbattessero nel 1989.
Sì, perché il Muro per antonomasia non è caduto, come da più di trent'anni ci raccontano altri ipocriti al cubo. Non è stato un terremoto, o una alluvione, a buttarlo giù, ma uomini e donne stanchi di essere privati della libertà. Per inciso: sono finiti dalla giurisdizione di Mosca a quella di Berlino, e oggi sono padroni dell'Europa.
Torniamo a Infantino sultano degli Ipocriti. Alla presentazione del Mondiale in Qatar non si è detto, naturalmente, berlinese, bensì "qatarino, arabo, africano, gay, disabile, migrante, donna". Insomma, più o meno uno degli emarginati della Terra, secondo la vulgata ufficiale buonista. Ha dimenticato negro ed ebreo, pensionato Inps e iscritto al PD, ma il concetto era quello. Ha scordato anche di sentirsi miliardario e promotore della più cialtronesca operazione economico-pallonara della storia.
La bellezza di dodici anni fa, nel 2010, i Mondiali furono assegnati per il 2018 alla Russia e per il 2022 al Qatar, micro Stato della penisola arabica. Polemiche a non finire. La Russia di Putin era già famosa per come prendeva a pedate i diritti umani, e la guerra all'Ucraina era ancora ben lontana. E che in Qatar e nel mondo arabo in genere i diritti umani fossero calpestati ancora di più non era un mistero nemmeno per i bambini dell'asilo.
Perché queste scelte in apparenza demenziali, soprattutto se viste con la lente d'ingrandimento del buonismo politicamente corretto già allora rampante ?
La Russia si sperava di attirarla in orbita filo occidentale e capitalista, l'Unione Europea non era ancora un ectoplasma come oggi, la crisi energetica attuale era lontana, la Corea del Nord non minacciava ogni settimana di lanciare missili nucleari su mezzo mondo. Lo faceva l'Iran, è vero, ma l'Occidente si affidava allo stellone e soprattutto a un deterrente: Israele. Che a parole è vilipeso da tutta la sinistra mondiale, ma che è come il Vaticano: dove c'è il papa non cadono bombe, dove c'è Israele, la bomba atomica l'hanno gli ebrei. E meno male !
E il Qatar? Troppo presto per assegnare il campionato all'Arabia Saudita, dove ancora cadevano teste in quantità ogni venerdì sulla piazza principale di Ryad e i diritti umani erano entità semisconosciute. Oggi le donne saudite guidano l'automobile e hanno ottenuto la parvenza di qualche concessione. Meglio, per il momento, deviare sugli Emirati, il Kuwait, il Qatar, che sono appena fuori le mura.
Le anime belle del buonismo planetario immaginavano probabilmente che dribbling e rovesciate avrebbero reso "buoni" anche giuristi e poliziotti qatarini... Col cavolo ! I servizi segreti di tutto il mondo segnalavano già, in tutta l'area mediorientale, la recrudescenza dell'estremismo islamico, che nel giro di pochi anni avrebbe commesso massacri nei Cinque continenti, nessuno escluso, con bombe umane, tagliagole e sventagliate di mitra.
La frittata era già fatta, però. In nome del Dio Denaro si passò anche sopra l'ostacolo più difficile: il clima, caldo pazzesco soprattutto in estate. Per evitare la cottura a vapore di calciatori e arbitri, gli emiri e la Fifa tagliarono la testa al toro: giocare il Mondiale in autunno, e chi se ne frega dei campionati nazionali per club. Che infatti saranno campionati-spezzatino sospesi per settimane prima di riprendere con un sacco di giocatori spompati dal Mondiale, quando non infortunati. Una volta certi guai capitavano in piena estate , ma oggi deve: DEVE ! vincere l'Islam.
Così il Qatar, staterello di poco più di undicimila chilometri quadrati con 380 mila abitanti, solo un terzo dei quali del posto, grande quindi la metà dell'Emilia-Romagna e con gli stessi abitanti di Bologna, ha avuto il suo Mondiale.
Con un PIL di 180 miliardi di dollari, vale a dire esattamente un decimo dell'Italia, è molto più ricco di noi, che di abitanti ne abbiamo una sessanyina di milioni. La popolazione è in gran parte importata, come detto. Noi abbondiamo di clandestini e vittime dei trafficanti; quando annegano in Mediterraneo si spandono lacrime e si girano sceneggiati tivù, ma non li ferma nessuno, e quando qualcuno ci prova viene sputazzato dai cuori teneri. Domandare ai due ministri dell'Interno che hanno preceduto e seguito l'ineffabile Luciana Lamorgese.
Sapete cosa fanno in Qatar? Accolgono, anzi chiamano a lavorare soprattutto pakistani. Lo fanno degli sponsor, datori di lavoro, che gli danno due lire e, spesso, la morte. Diritti civili ? Buonanotte ! Cifre ufficiali parlano della bellezza di 6.500 operai morti in questi anni per costruire gli otto stadi dei Campionati del mondo. Sindacati ? Damazze che si stracciano le vesti? Giornali che pubblicano le cifre dell'ecatombe? Ma fate il piacere ! I morti per il grande business sono stati sicuramente più di quanto dicano i numeri del governo, perché tutti gli irregolari non appaiono. Sapete come si chiama questa povera gente nemmeno restituita alle famiglie? Schiavi !
E Sua Altezza Infantino ha addirittura la faccia tosta di equipararsi a un migrante come questi scarti anonimi dell'umanità. E il suo portavoce Bryan Swanson rivela in conferenza stampa di essere gay. Come mai non un mese fa? O un anno fa, mister Coraggio ? Perché sa che nessuno sceicco avrà più tempo di reclamarne l'espulsione in quanto "impuro", come è stato fatto per gli alcolici e il prosciutto. Provi, se ha davvero coraggio, a cercare di abbordare qualcuno nei gabinetti pubblici, per vedere cosa gli succede. Sempre che gli restino gli occhi.
Il Gatto e la Volpe del 2022 sono costoro: ipocriti e millantatori, difensori di regimi autoritari e di legislazioni barbare che altrove condannano: fino a quando gli viene accreditato lo stipendio.
L'Italia dovrebbe essere fiera della propria impotenza calcistica per non essersi qualificata alla festa della morte, in questi stadi splendidi e con l'erba pettinata come una ragazzina il giorno della Cresima. Ci ha eliminati alle qualificazioni addirittura la Macedonia del Nord, una beffa sesquipedale, una presa per i fondelli per la Nazionale quattro volte campione. Ma almeno potremo dire: <Non non c'eravamo !>
C'è invece la Rai, che per procurarsi i diritti di questo spettacolo di menzogne ha sborsato duecento milioni di euro. Nostri. Sono l'equivalente di 400 miliardi di vecchie lire. E gli azzurri neppure ci sono. Per farci vedere Qatar – Ecuador ? Non vedevamo l'ora.
Di questo passo, fra qualche anno assisteremo al match del secolo: Corea del Nord – Iran. I diritti umani ? L'umanità non esiste già più.

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