Prima pagina

Epta, il tesoro del Made in Italy che conquista il mondo

Dalla visione imprenditoriale della famiglia Nocivelli a un gruppo internazionale da oltre due miliardi di euro di ricavi aggregati. Diecimila dipendenti, una presenza in più di cento Paesi e una strategia che unisce innovazione, sostenibilità e coraggio imprenditoriale


02/11/2026

di Mario Pinzi


Ci sono storie imprenditoriali che raccontano molto più del successo di un’azienda.
Raccontano la capacità di guardare lontano, di trasformare un’intuizione in un progetto industriale e di portare il talento italiano a competere sui mercati internazionali; la storia del Gruppo Epta è una di queste.
Nato ufficialmente nel 2003 per volontà di Luigi Nocivelli, con sede a Milano, il Gruppo prende il nome da una parola greca che significa «sette», un richiamo simbolico ai sette figli della famiglia, un nome che racchiude le radici familiari di un progetto destinato, in pochi anni, a superare i confini nazionali e a diventare uno dei protagonisti mondiali della refrigerazione commerciale.
Oggi quella visione ha assunto dimensioni internazionali.
Con il recente ingresso di Hauser, Epta ha superato i due miliardi di euro di ricavi aggregati, consolidando il proprio ruolo di player globale indipendente, una realtà industriale che conta oltre 10.000 dipendenti, opera in più di 100 Paesi e dispone di oltre dieci unità produttive nel mondo.
Dietro questi numeri non c’è soltanto una crescita dimensionale, ma una precisa strategia industriale: “espandersi attraverso acquisizioni complementari, conquistare nuovi mercati e costruire alleanze con realtà capaci di condividere la stessa visione imprenditoriale”.
Un percorso che parte dalla storica unione con la famiglia Triglio Godino e prosegue con l'ingresso di Iarp nel 2013, nel 2019 arriva lo sbarco negli Stati Uniti con Kysor Warren, mentre nel 2023 prende forma la joint venture con Viessmann Refrigeration Solutions e Infine, nel 2026, l'operazione Hauser segna un ulteriore passaggio strategico.
Una sequenza di operazioni che dimostra come le acquisizioni possano diventare uno strumento di crescita, senza rinunciare ai valori e all'identità di un'impresa familiare.
L'amministratore delegato Marco Nocivelli conferma la solidità del percorso: il Gruppo ha chiuso il 2025 con un fatturato di 1.724 milioni di euro e prevede di archiviare il 2026 con un'ulteriore crescita.
Un risultato importante, soprattutto considerando il contesto internazionale nel quale l'azienda è chiamata a operare.
Sebbene le stime ipotizzino una possibile ripartenza nell'arco di qualche anno, lo scenario rimane caratterizzato da un'elevata incertezza.
A queste tensioni si aggiungono le complessità di Cina e Stati Uniti e il forte aumento dei costi di trasporto. Nonostante le difficoltà, tuttavia, le prospettive finanziarie a breve termine si mantengono solide».
Parole che restituiscono la fotografia di un'impresa consapevole delle difficoltà, ma determinata a non arretrare, perché è proprio nei momenti di maggiore incertezza che si misura la qualità di una strategia industriale.
L'Italia, del resto, continua a custodire tesori imprenditoriali capaci di sorprendere il mondo; nel campo dell'industria, della tecnologia e della qualità, il nostro Paese conserva competenze straordinarie e Epta rappresenta uno degli esempi più significativi di questo patrimonio.
La sua eccellenza è stata riconosciuta anche da importanti istituzioni: il Gruppo è stato inserito per il settimo anno consecutivo tra le Best Managed Companies di Deloitte ed è stato annoverato tra i Leader della Sostenibilità de Il Sole 24 Ore.
Un modello che dimostra come sia possibile crescere, rafforzare la propria presenza internazionale e competere ai massimi livelli senza necessariamente ricorrere alla quotazione in Borsa.
La scelta di aprire il capitale ad altre famiglie imprenditoriali, quando esiste una condivisione di valori e obiettivi, può infatti diventare una leva strategica per accelerare lo sviluppo e consolidare la competitività.
Ma la crescita di Epta non si misura soltanto attraverso acquisizioni, fatturato e presenza geografica, c'è un altro elemento che spiega la sua capacità di anticipare il mercato: la ricerca.
«Non rincorrere le regole, ma anticiparle»: è questo, secondo Nocivelli, il principio che ha guidato il dipartimento Ricerca e Sviluppo del Gruppo, che oggi può contare su oltre 300 professionisti a livello internazionale.
Una filosofia che affonda le radici nel passato, già nel 1999, con oltre vent'anni di anticipo rispetto agli obblighi normativi, Epta realizzava in Svezia il suo primo impianto a refrigerazione naturale, una scelta allora pionieristica, diventata oggi una delle direttrici fondamentali della transizione ecologica del settore.
Nel mondo si contano ormai oltre 5.500 impianti di questo tipo, capaci di ridurre l'impatto ambientale fino a 4.000 volte rispetto ai gas tradizionali e, contemporaneamente, di garantire risparmi energetici significativi.
Questa attenzione all'innovazione si ritrova anche nei prodotti più recenti, tra le novità figura UNIT, a marchio Iarp, progettato secondo i principi dell'economia circolare, con isolamento in sughero e una riciclabilità fino all'80%.
A questa soluzione si affianca la nuova gamma di banchi verticali Zenith, presentata alla fiera EuroShop di Düsseldorf, in grado di assicurare un risparmio energetico fino al 36%.
Non si tratta di miglioramenti marginali, la refrigerazione può infatti incidere fino al 40% sui consumi energetici di un supermercato e ridurre questo peso significa intervenire direttamente sui costi di gestione delle imprese e, allo stesso tempo, contribuire alla sostenibilità ambientale.
In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dazi e dall'incidenza del costo dell'energia in Italia, fattori che frenano gli investimenti di lungo periodo, Epta sceglie dunque di puntare sull'efficienza, sull'innovazione e sulla solidità industriale.
I numeri confermano questa direzione: ai 1.724 milioni di euro di fatturato registrati nel 2025 si affiancano oltre 72 milioni di euro di investimenti destinati all'innovazione e alla digitalizzazione.
Eppure, un'impresa non costruisce il proprio futuro soltanto attraverso gli impianti produttivi e le tecnologie, lo costruisce anche attraverso le persone che ne fanno parte.
Per questo Epta ha sviluppato iniziative concrete come il Manifesto D&I, l'EPTAcademy 5.0, realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano, e il programma di volontariato aziendale EptaGIVES, progetti che testimoniano una convinzione precisa: la competitività globale non può essere separata dalla responsabilità sociale, dalla formazione e dalla valorizzazione delle risorse umane.
Epta si presenta così come un vero e proprio Green Transition Enabler, un abilitatore della transizione ecologica che continua a contribuire all'evoluzione del settore con la stessa ambizione che ne ha accompagnato il percorso fin dalle origini.
La sua storia dimostra che il Made in Italy non è soltanto un marchio da esibire, ma un patrimonio di competenze, capacità industriali e visione strategica da portare nel mondo.
Ecco perché definire Epta un tesoro italiano non è un'esagerazione, e il riconoscimento del valore di un'impresa che ha saputo trasformare le proprie radici familiari in una presenza internazionale, mantenendo al centro innovazione, qualità e responsabilità.
In un Paese che spesso fatica a raccontare le proprie eccellenze, storie come questa meritano di essere divulgate, conosciute e spiegate, perché rappresentano una parte importante della ricchezza collettiva italiana e dimostrano, soprattutto alle nuove generazioni, che anche partendo da Milano è possibile costruire un'impresa capace di conquistare il mondo.

(riproduzione riservata)