Emilia-Romagna, le costruzioni trainano la crescita regionale
09/03/2026

Il settore delle costruzioni in Emilia-Romagna chiude un ciclo espansivo durato cinque anni (2021-2025), con un balzo cumulato del valore aggiunto che ha sfiorato il 9%. Secondo le rilevazioni di Prometeia e Unioncamere, infatti, l’anno scorso il comparto ha rappresentato, con un PIL superiore a 10 miliardi di euro, il 5,2% del totale regionale, confermandosi motore trainante dell’economia. Il sistema edile ha dato un contributo decisivo alla tenuta del PIL emiliano-romagnolo (nel 2025 +0,6% contro la media nazionale dello 0,5%) e, con un aumento del valore aggiunto reale del +2,4%, si colloca al primo posto tra i settori economici regionali, staccando nettamente l’industria (+0,9%), il terziario (+0,4%) e l’agricoltura (-5,5%). A supporto dello sviluppo della filiera nella regione ma non solo, ci sarà SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in programma dal 7 al 10 ottobre 2026 presso BolognaFiere, la cui nuova edizione è stata presentata oggi a Bologna.
Sul fronte della demografia d’impresa, le rilevazioni Unioncamere contano 68.551 aziende registrate in regione (16% del totale). Il bilancio imprenditoriale è positivo: il 2025 si chiude con un saldo attivo di 607 unità, frutto di 3.907 nuove iscrizioni. Il buon andamento del settore si riflette anche sui livelli occupazionali: secondo gli ultimi dati ISTAT elaborati da Unioncamere, il comparto edile impiega mediamente oltre 119.700 addetti, il 5,8% dell’occupazione complessiva regionale. Nell’ultimo anno la forza lavoro nelle costruzioni è cresciuta del +3,1% (circa 3.600 unità in più), confermando un trend positivo di lungo periodo: negli ultimi cinque anni il settore ha creato quasi 13.000 nuovi posti di lavoro (+8,9%). Resta tuttavia critica la difficoltà di reperimento del personale: per il 2026 le imprese segnalano ancora una forte carenza di operai specializzati e tecnici di cantiere, figure chiave per portare a termine le opere del PNRR. Per il 2026 il settore “rifiata”: è attesa una lieve recessione tecnica (-0,2%), legata alla progressiva rimodulazione dei bonus edilizi e alla fase conclusiva dei cantieri PNRR.
Tra i temi centrali per la filiera anche il partenariato pubblico-privato, al centro della conferenza stampa di SAIE 2026. L’Emilia-Romagna è tra le prime regioni italiane per utilizzo del PPP, con 25 affidamenti registrati nel portale del DIPE su 267 a livello nazionale (fonte: Relazione DIPE 2024, Presidenza del Consiglio dei Ministri). La Regione ha inoltre varato un Piano straordinario da 300 milioni di euro (di cui 200 milioni da un mutuo BEI) per recuperare circa 3.500 alloggi pubblici sfitti.
Alla conferenza stampa di presentazione di SAIE 2026, dal titolo "Oltre il PNRR: il futuro delle costruzioni tra partenariato pubblico-privato e nuove opportunità", svoltasi a Bologna, hanno partecipato Matteo Lepore, Sindaco di Bologna; Emanuele Ferraloro, Presidente Federcostruzioni; Stefano Betti, Presidente ANCE Emilia Area Centro; Rosa Grimaldi, Prof. Ordinario Università di Bologna e Vice Presidente di BolognaFiere Group; Ivo Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf, società organizzatrice di SAIE; e Tommaso Sironi, Project Manager SAIE, che ha presentato le novità dell’edizione 2026 della fiera.
“Federcostruzioni consolida la collaborazione con SENAF e il SAIE e presenterà a ottobre la nuova edizione del Rapporto sulla filiera delle costruzioni che fotografa la situazione dell’economia delle costruzioni, che è parte fondamentale dell’economia del Paese, rappresentando oltre un quarto del PIL nazionale” – ha commentato Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni.
“Siamo a marzo 2026 ed è innegabile che il settore delle costruzioni si trovi di fronte a quello che l'ANCE definisce un bivio strutturale: il progressivo azzeramento dei bonus edilizi e la corsa contro il tempo per chiudere i cantieri PNRR – ha aggiunto Stefano Betti, Presidente di ANCE Emilia Area Centro. Con il PNRR che entra nel suo "ultimo miglio" (la scadenza per la gran parte delle opere è giugno 2026), le linee di azione sulle quali preme da tempo l’ANCE e che diventano ora priorità assolute sono. 1) Un "Piano Casa" strutturale (Target 2032), che necessita di risorse importanti per l'edilizia sociale i lavoratori e gli studenti; 2) Stabilità normativa per la Direttiva "Case Green" (EPBD): entro maggio 2026 l'Italia deve recepire la direttiva europea e dovrà accompagnarla con un piano industriale di lungo termine che dia certezza alle imprese e ai proprietari. 3) La nuova legge sulla Rigenerazione Urbana, per smettere di consumare suolo ed avere delle norme che rendano economicamente vantaggioso demolire e ricostruire nelle città, superando i vincoli burocratici, spesso derivanti da norme vecchie di oltre 50 anni, che oggi rendono più facile costruire su un prato verde che riqualificare un capannone dismesso. 4) Un nuovo Testo Unico delle Costruzioni che sostituisca quello vigente, oramai inutilizzabile dato il continuo sovrapporsi di variazioni ed aggiunte non organiche tra di loro. Qui in Emilia-Romagna oltre alle succitate problematiche vi si aggiunge la forte tematica del dissesto idrogeologico. I fondi non devono servire solo a "riparare", ma a ridisegnare la sicurezza idraulica del territorio. Le imprese emiliane chiedono piani pluriennali di manutenzione, non solo appalti straordinari post-calamità. La via Emilia è il motore economico della regione e dell’Italia, ma soffre di un paradosso: le aziende cercano personale, ma i lavoratori non trovano casa. Bisogna spingere per sbloccare aree dismesse da destinare a Social ed all’affordable Housing. Qui il PPP potrebbe giocare un ruolo cruciale: la dismissione di aree pubbliche atte a dare risposte mediante offerta di alloggi in vendita ed affitto a prezzi calmierati.”
"La filiera delle costruzioni è chiamata oggi a una sfida di maturità: costruire il proprio futuro oltre la stagione del PNRR, investendo su competenze, innovazione e nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato - ha dichiarato Ivo Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf, società organizzatrice di SAIE. I numeri ci dicono che le basi sono solide, ma è adesso che si decidono le traiettorie dei prossimi anni. SAIE torna a Bologna con questa consapevolezza: essere il luogo dove imprese, professionisti e istituzioni si confrontano sulle soluzioni più concrete per accompagnare la trasformazione del settore. Dalla digitalizzazione del cantiere all'efficienza energetica, dalla formazione delle nuove professionalità alla rigenerazione del patrimonio costruito, in fiera si lavorerà su ciò che conta davvero per chi opera ogni giorno sul campo."
“SAIE rappresenta una piattaforma strategica per il confronto e lo sviluppo della filiera delle costruzioni, un settore decisivo per la crescita industriale e occupazionale del Paese – ha aggiunto Rosa Grimaldi, Prof. Ordinario Universita’ di Bologna e Vicepresidente di BolognaFiere Group. Il modello di alternanza tra Bologna e Bari, realizzato insieme al partner industriale Nuova Fiera del Levante, ha negli anni rafforzato la capacità della manifestazione di dialogare con l’intero sistema nazionale delle costruzioni, valorizzando le diverse vocazioni territoriali e ampliando la partecipazione di imprese e professionisti. In una fase di transizione che porterà il comparto oltre il ciclo del PNRR, diventa ancora più importante disporre di piattaforme di confronto in cui imprese, professionisti e istituzioni possano condividere visione, innovazione e nuove opportunità di investimento, valorizzando competenze, sostenibilità e modelli di collaborazione pubblico-privato sempre più necessari per la crescita del Paese.”
I trend emersi durante la conferenza stampa saranno protagonisti all’interno di SAIE 2026, che torna in Emilia-Romagna dopo il successo dell’edizione barese del 2025, proseguendo l’alternanza strategica annuale tra i poli di Bologna e Bari. L’ultima edizione bolognese del 2024 aveva registrato risultati record, con oltre 40.000 partecipanti (in crescita del +7% rispetto all’edizione precedente), 560 aziende espositrici (+30%), 232 convegni di aggiornamento tecnico-professionale e il supporto di 48 patrocinatori (partner istituzionali, associazioni tecniche e ordini territoriali), a conferma del ruolo di SAIE come manifestazione fieristica di riferimento nazionale per l’intero sistema delle costruzioni. SAIE Bologna 2026 si caratterizza per un format espositivo evoluto, articolato in quattro settori espositivi – Progettazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media – che rappresentano l’intero ecosistema delle costruzioni. Accanto ai saloni espositivi, le iniziative speciali si articolano in quattro percorsi tematici: SAIE Sostenibilità, dedicato all’efficienza energetica e ai materiali ecosostenibili; SAIE Infrastrutture, incentrato sui grandi progetti infrastrutturali; SAIE Persone al Centro, focalizzato sulla crescita professionale e lo sviluppo delle competenze; e SAIE Innovazione, che esplora la digitalizzazione, le innovazioni e le tecnologie per il cantiere. Un programma pensato per offrire novità di prodotto, contenuti tecnici e momenti esperienziali attraverso padiglioni espositivi tematici, aree dimostrative, convegni e masterclass. In avvicinamento alla fiera, a partire dal 20 marzo tornano inoltre i SAIE Lab, i laboratori tecnici itineranti giunti al quarto anno, con cinque tappe sul territorio nazionale – Reggio Emilia, Perugia, Napoli, Brescia e Genova – i cui contenuti confluiranno direttamente a SAIE Bologna 2026.
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