Efficienza energetica: in Emilia-Romagna nel 2025 quasi 5 edifici certificati su 10 ricadono nelle classi peggiori, F e G.
21/09/2026

Bollette che salgono, un contesto internazionale che rende l'approvvigionamento energetico sempre più complesso e un patrimonio immobiliare che, nella sua parte più consistente, disperde energia perché vecchio e mai riqualificato. È l'intreccio che pesa oggi sulle famiglie italiane: perché il modo più diretto per ridurre i consumi, e quindi i costi, passa dallo stato degli edifici in cui viviamo. E la fotografia in Emilia-Romagna non è incoraggiante: secondo l'elaborazione di SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti su base dati SIAPE, quasi 5 edifici residenziali su 10 per i quali nel 2025 è stato richiesto un attestato di prestazione energetica (APE) ricadono nelle due classi peggiori, F e G. Solo il 12% appartiene alle classi A.
A smuovere qualcosa, negli ultimi anni, è stata soprattutto la stagione dei bonus edilizi, che secondo le recenti stime di Nomisma avrebbe permesso al Paese di raggiungere il 56% degli obiettivi 2030 previsti dalla Direttiva Case Green. Un risultato che però non basta: senza un piano di attuazione definito e un investimento costante di fondi, il percorso di riqualificazione rischia di fermarsi proprio mentre servirebbe accelerare. Gli incentivi fiscali hanno comunque messo in moto uno svecchiamento del patrimonio edilizio oggi più necessario che mai. Di riqualificazione edilizia e di efficientamento energetico si discuterà durante SAIE – La Fiera delle Costruzioni, in programma a BolognaFiere per la sua sessantesima edizione, dal 7 al 10 ottobre 2026.
Certificazioni energetiche 2025: la fotografia dei dati SIAPE
Qual è veramente lo stato degli edifici residenziali? Secondo il sistema informativo sviluppato da ENEA, in Emilia-Romagna nel 2025 sono stati emessi 118.385 Attestati di Prestazione Energetica (APE). Guardando alla distribuzione per classe energetica, il quadro mostra una presenza ancora molto rilevante degli immobili nelle fasce meno efficienti: circa il 48% delle certificazioni ricade infatti nelle ultime classi energetiche, F e G, pari rispettivamente al 21,1% e al 26,5% del totale. Le classi energetiche più elevate, dalla A1 alla A4, rappresentano invece complessivamente circa il 12% degli APE, con la sola A4 al 5,6%.
E nelle province, qual è la situazione? Nel 2025, le province con la maggiore incidenza di APE nelle classi A sono Bologna (14%), Rimini (13%), Modena (12%), Ravenna (12%), Parma (11%), Forlì-Cesena (11%), Reggio Emilia (9%), Piacenza (9%) e Ferrara (7%).Sul fronte opposto, la maggiore incidenza di APE nelle classi energetiche F e G si registra a Ferrara (56%), Ravenna (50%), Reggio Emilia (50%), Parma (49%), Forlì-Cesena (48%), Piacenza (48%), Modena (47%), Rimini (44%) e Bologna (44%).
“I dati SIAPE restituiscono in Emilia-Romagna un patrimonio residenziale con un importante potenziale di riqualificazione, con circa il 48% delle certificazioni rilasciate nel 2025 ancora nelle classi F e G. È un ritardo che il ciclo dei bonus ha in parte intaccato e che oggi si lega a due elementi: la volatilità dei prezzi dell'energia e un quadro europeo che, tra recepimento della direttiva e nuovi requisiti minimi, alza progressivamente l'asticella – ha dichiarato Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIE. In questo scenario la filiera delle costruzioni ha un ruolo decisivo. La riqualificazione è quindi un investimento che genera un effetto domino su produttività, occupazione e valore degli immobili: servono però innovazione, tecnologie e competenze diffuse per renderla scalabile. È la ragione per cui SAIE si conferma il punto di incontro tra imprese, associazioni e professionisti: una sfida di questa portata, che tocca la struttura stessa del Paese, si affronta solo mettendo intorno allo stesso tavolo tutta la filiera.”
La sessantesima edizione di SAIE Bologna e le iniziative sui temi della sostenibilitàSAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, organizzata da Senaf con il patrocinio e la collaborazione di ANCE, Federcostruzioni (solitamente mettiamo prima Federscotruzioni, poi ANCE) e delle principali associazioni e ordini professionali del comparto, torna a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026, per la sua sessantesima edizione. Quattro i settori espositivi – Progettazione e Digitalizzazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media – affiancati dai percorsi tematici dedicati a Sostenibilità, Infrastrutture, Persone al Centro e Innovazione. Diverse le iniziative incluse nel percorso Sostenibilità, tra queste spicca il Laboratorio Serramento e Posa in Opera, curato dal Consorzio LegnoLegno; la Piazza Sismica ISI, sulla progettazione antisismica, organizzata e gestita in collaborazione con ISI – Ingegneria Sismica Italiana e i suoi associati e la Piazza Impianti A.I.M.I. (Associazione Italiana Manutentori Installatori), che ospita mini-convegni sul mondo della termoidraulica e sull’integrazione tra edifici e impianti. Un ruolo centrale è poi affidato ai SAIE Lab| Live, che daranno continuità in fiera ai contenuti sviluppati durante le cinque tappe itineranti dei SAIE Lab 2026, trasformando esperienze, casi concreti e confronto con i territori in momenti di approfondimento a valenza nazionale. Tra questi saranno presenti in fiera l’Arena SAIE Lab Prevenzione sismica e Ricostruzione dedicata alla riduzione del rischio sismico, al consolidamento e alle tecniche di ricostruzione del patrimonio edilizio, e l’Arena SAIE Lab Comfort e Finiture in cui si approfondiranno i temi dell’efficienza e del comfort abitativo, oltre all’innovazione dei materiali e le soluzioni per edifici più sostenibili.
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