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Dopo Meloni e Trump, tensione diplomatica tra Francia e Italia: Parigi convoca l’ambasciatore

La Francia segnala disappunto formale per alcune affermazioni dell’area conservatrice, riaprendo il confronto tra sovranismo e linea europeista


23/02/2026

di Marco Ricci


Nuove tensioni diplomatiche scuotono i rapporti tra Francia e Italia dopo una serie di dichiarazioni politiche che hanno acceso il dibattito internazionale. Il governo francese, guidato dal presidente Emmanuel Macron, ha convocato l’ambasciatore italiano a Parigi per chiarimenti in merito ad alcune affermazioni ritenute “incompatibili con il rispetto tra Stati alleati”.
Al centro della controversia vi sarebbero dichiarazioni provenienti dall’area politica conservatrice europea e statunitense, in un clima già reso teso dal confronto ideologico che vede protagonisti la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e l’ex presidente americano Donald Trump.
Secondo fonti diplomatiche francesi, Parigi avrebbe espresso preoccupazione per l’uso di espressioni ritenute polarizzanti nel dibattito pubblico europeo. In particolare, l’Eliseo avrebbe ribadito la necessità di evitare generalizzazioni o accuse collettive verso intere aree politiche, sottolineando che “la responsabilità istituzionale impone misura e rispetto”.
Il governo francese non ha parlato di “divieti” formali, ma ha riaffermato l’importanza di contrastare discorsi che possano alimentare tensioni sociali o delegittimare il confronto democratico.
La convocazione dell’ambasciatore — prassi diplomatica che segnala disappunto senza configurare una rottura — si inserisce in un momento di forte polarizzazione politica in Europa e negli Stati Uniti.
Negli ultimi mesi: In Italia, il governo Meloni ha rafforzato il proprio profilo identitario in ambito europeo. Negli Stati Uniti, Trump ha riacceso il confronto su immigrazione, sicurezza e politica estera. In Francia, Macron ha difeso una linea centrista e istituzionale, puntando sulla stabilità dell’Unione Europea.
Le divergenze ideologiche tra governi non sono nuove, ma raramente si traducono in segnali diplomatici formali.
Da Roma non sono giunti commenti ufficiali immediati, ma ambienti governativi parlano di “normale confronto tra alleati”. Fonti italiane sottolineano come la libertà di espressione resti un valore cardine delle democrazie occidentali.
In Francia, invece, il Ministero degli Esteri — con sede al Quai d’Orsay — ha ribadito che “la cooperazione europea si fonda sul rispetto reciproco e sulla responsabilità nel linguaggio pubblico”.
Il caso riapre un tema ricorrente nelle democrazie occidentali: dove finisce la libertà politica e dove inizia la responsabilità istituzionale?
Gli esperti di relazioni internazionali ricordano che la convocazione di un ambasciatore rappresenta uno strumento diplomatico di pressione simbolica, spesso utilizzato per inviare un messaggio politico senza compromettere i rapporti bilaterali.
Al momento non risultano sanzioni né misure concrete, ma il segnale politico è chiaro: il clima nel dibattito europeo resta teso.

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