Domanda: Donald The Great Trump รจ un... (ogni lettore dica la sua) o uno stratega?
02/03/2025
di Andrea di Furia
Dopo il frizzante, diciamo così, abboccamento del Presidente ucraino con il Vice-presidente americano e il dolce viatico datogli dal Presidente appena eletto: “Torna quando sarai pronto per la pace”, mi è venuta in mente una frase che attribuirei al mondo teatrale goldoniano, e con la quale volevo titolare il ‘Punto&Virgola’ di questa settimana.
Forse l’avrà detta un Pantalone o magari il Sior Todero brontolon magistralmente interpretati da Cesco Baseggio ai suoi tempi, e che nel mio veneziano - molto probabilmente maccheronico - rammento come: “e adesso basa la man che te gà menà!”: ovvero “e adesso (Vladimir) bacia la mano che ti ha menato”: quella di (D)io, me medesimo, Donald.
Lo sventurato Zelenski si è trovato nella parte di quei servitori settecenteschi che prima sulla scena vengono maltrattati, e anche bastonati, poi congedati con un signorile ed elegante baciamano.
Non comprendendo il suo goldoniano ruolo “USA e getta”, il malcapitato (alla conferenza pubblica) Zelensky ha scoperto che il ruolo istituzionale di Presidente – quello che, da attore, ha propedeuticamente esercitato nella serie TV che lo ha reso ucrainamente celebre - nella vita reale è diversissimo dalla fiction: le sconfite e le umiliazioni sono all’ordine del giorno, le soddisfazioni no.
Da un certo punto di vista, il Presidente ucraino pur sapendo di essere un pezzo degli scacchi americani sul territorio europeo si è fidato, malamente, degli attestati di supporto - ‘costi quello che costi’ - degli Stati europei che gli mandano tecnici, armi e soldi: coraggiosi solo se i pantaloni europei… li indossano gli USA.
Senza comprendere che l’obiettivo USA non è quello dichiarato all’inizio del secondo decennio del terzo millennio - ossia di aiutare l’autodeterminazione del Popolo ucraino, contro l’aggressore russo - bensì quello di utilizzarlo come pretesto per consolidare e portare a casa – tipo take away, per intenderci - il più importante obiettivo conseguito dalla strategia imperialista americana in Europa… dal crollo del muro di Berlino ad oggi.
Qual è l’obiettivo tenacemente perseguito?, peraltro, da tutti i Presidenti americani succedutisi dalla prima guerra mondiale in poi? In realtà perseguito da più di un secolo - ma dietro le quinte di un palcoscenico che vede peggiorare sempre più la malattia bipolare della pseudo-democrazia americana - dalle consorterie elettorali oligarchiche economiche (ma anche politiche e culturali) americane?
E’ la plurisecolare frattura tra l’Europa sotto la propria dominazione e la Russia: tra l’Europa centroccidentale domiNATO - quella illustrata nella Mappa semiseria del Mondo di Newsweek, che lì si vede appiccicata agli USA con didascalia Euramerica - e la RUSSIA che, geograficamente, è anch’essa parte dell’Europa, ma che se venisse accolta armonicamente dai Paesi europei… comporterebbe la nascita di un concorrente temibilissimo per l’elitario impulso imperialista nordamericano: anche solo come ago della bilancia nei rapporti USA-CINA.
Per ottenere questo prioritario obiettivo, oltre ad aver messo propri uomini nei posti chiave dei vari paesi (una strategia corruttiva che potremmo definire tipicamente “occidentale”), risulta molto interessante verificare come invece il risiko americano conosca e non disdegni utilizzare ampiamente anche ‘mosse’ che possiamo riportare ad una famosa strategia ‘orientale’: quella de I trentasei stratagemmi.
Una breve digressione - per il lettore che non ne sappia nulla e che magari è convinto che il Presidente mericano attuale sia un pazzo, un despota, uno squalo (in TV si usano termini ben più pesanti, ma non vogliamo cadere nel becerume ‘agitapopolo’ dei vari 'stalk' show televisivi) – per inquadrare di cosa si parla.
L’origine storica di gran parte de I trentasei stratagemmi - una raccolta di astuzie belliche in forma mantrica, usate e da usare prevalentemente in guerra, nella vita politica e nella vita sociale -risale alle vicissitudini verificatesi in Cina nel Periodo delle primavere e degli autunni (770 – 495 a.C.), in quello degli Stati Combattenti (453 – 221 a.C.) e in quello dei Tre Regni (220 – 265 d.C.).
Vengono attribuiti a Sun Zi o a Zhuge Liang (Periodo dei Tre Regni), ma l’opinione più verosimile sostiene che l’opera è frutto di un lavoro di più autori: molto probabilmente monaci guerrieri, tramandato nel corso dei secoli.

Questi stratagemmi (sei per sei temi) sono applicabili in varie situazioni (belliche/sociali/economiche):
- Piani per le battaglie già vinte (da 1 a 6) - gli USA hanno già vinto in Europa: frattura è fatta!
- Piani per le battaglie in bilico (da 7 a 12) - causa la resistenza di alcuni Paesi europei al piegamento a 90° richiesto
- Piani per attaccare in battaglia (da 13 a 18) – (al momento nei benevoli artigli del Pentagono)
- Piani per le battaglie confuse dai molteplici scenari (da 19 a 24) tecniche di sacrificio
- Piani per guadagnare terreno (da 25 a 30) – qui Trump è maestro autodidatta
- Piani per le battaglie in fase di sconfitta (da 31 a 36) – tecnica cult per gli USA in armi, come vedremo
Naturalmente non pretendiamo di essere esaustivi, ma dopo quanto è osservabile apertamente, senza la minima dietrologia, penso proprio che tutti coroneremo (con laurea 110/110) Donald The Great con l’alloro dello Stratega. E non per piaggeria o supporto, dunque, ma per oggettiva valutazione: escludendo simpatie o antipatie per la Persona che è, per quello che dice e per quello che fa.
Certo conoscere il nemico, se Trump è nemico di qualche Paese (ad esempio lo è dei paesi Europei, dell’Ucraina, della Russia, della Cina, del Medio-oriente) – insomma, è difficile trovare un Paese cui gli USA siano amici dopo le parole su Canada, Groenladia, Canale di Panama e golfo del Messico - questo può servire ad affrontarlo con coraggio e decisione.
Questo è il messaggio che vorremo diffondere: usciamo dalle illusioni che ancora vedono negli Stati Uniti d’America (quale Stato in mano alle sue Elite, non quale Popolo naturalmente) un potenziale alleato o un difensore di chiunque sul Pianeta: compreso il suo stesso popolo!
Teniamo però sempre presente ciò che ancora manca, e serve come il pane, a qualsiasi situazione sociale armonica equilibrata, fuori dalla brama imperialista, per radicarsi nella realtù contemporanea.
Ovvero, che senza una struttura TRIdimensionale sinergica come base solida di un sistema sociale (europeo, russo, cinese, ucraino ecc) tutte le iniziative di indipendenza, autodeterminazione culturale/politica/economica, tregua e pace diverse dal dictat oggi trumpiano (ma in realtà bussola guida, da 2 secoli, dell’Oligarchia imperialista americana al potere) sono destinate a fallire…. a causa della vigente caotica struttura UNIdimensionale antisociale dell’attuale sistema mondiale (Società umana ‘gassosa’ economica parassitaria) a predominio economico-finanziario-commerciale.
Struttura UNIdimensionale parassitaria ‘gassosa’ in cui sono le Elite economiche (ad esempio i Bill Gates per il nuovo Piano Nazionale Pandemico 25-29 italiano per continuare le criminali sperimentazioni pseudovacciniche dell’OMS in mano a Big Pharma; i Mask per le strategie politicoeconomichetrashumane ecc.) a dettare l'Agenda (vedi Agenda 2030) delle attività istituzionali (anche quelle culturali, naturalmente) dei vari Stati che prendono di mira.
Fatta questa premessa, cominciamo perciò col prendere in esame lo stratagemma n. 3: Uccidere con un coltello preso in prestito (jie dao sha ren 借刀杀人): il coltello preso in prestito è l’Ucraina – con i Paesi europei - che si è ben utilizzata: rammentate la sua richiesta di entrare nella NATO? dopo il colpo di stato del 2014 che ha portato all’elezione poi di Vladimir Zelensky, per costringere la Russia a entrare in una guerra ‘strabica’?
Guerra strabica perché la Russia la vede come limitata, territorialmente, all’Ucraina: un mordi e fuggi, per così dire; mentre gli USA (e getta il mondo nel disastro) la vedono sia come goloso antipasto sia come pasto completo:
- a breve termine, come il pretesto più utile per consolidare le conquiste territoriali europee della NATO, negli ultimi 3 decenni, a seguito del raggiunto obiettivo così ossessivamente perseguito: la frattura secolare tra Europa dell’Ovest ed Europa dell’Est
- a lungo termine, come ripetuto molte volte da esponenti americani, si pregusta la progressiva (rammentiamo che si parla di secoli, non di mesi o anni) eliminazione totale della Russia
Ma questo non è l’unico stratagemma che si sta usando, a cominciare dal ‘meccanismo’ utilizzato da oltre un secolo dagli strateghi a stelle e strisce. Personalmente lo definirei ‘automobilisticamente’ come stop-and-go o come la canzone di Nilla Pizzi ‘avanti e indrè, che bel divertimento’ – ovvero un continuo avanzare e poi temporaneamente arretrare o fermarsi, per poi ancora avanzare e arretrare e così via – e che possiamo riconoscere certificato nell'ultimo dei trentasei stratagemmi.
Il n. 36 dice: Fuggire oggi per combattere domani (zou wei shang 走为上): ossia la rinuncia a continuare a combattere, la fuga, la resa, la tregua, la pace oggi… garantisce comunque una futura possibilità di combattere di nuovo in condizioni più favorevoli domani.
Osserviamo ad esempio lo stop-and-go americano negli ultimi 30 anni nei confronti dei Paesi del medioriente: rammentate gli Stati canaglia dei Neocon (Iraq, Libia, Siria ecc.), abbattuti uno dopo l’altro come un domino? La dinamica è sempre la stessa, e adesso c’è persino l’utilizzo di un suo corollario.
Il n. 12 dice: portar via la pecora che capita sotto mano (shun shou qian yang 顺手牵羊): qui basta pensare alle terre rare ucraine e alla relativa ‘proposta indecente’ di Trump, tanto che un disegnatore satirico su La Repubblica ha parafrasato il compianto Lucio Battisti: “Tu chiamale se vuoi…. estorsioniii”.
Per quanto piccola e minima possa apparire un’opportunità o un vantaggio che si presenta lungo il percorso, questi (ad esempio il rimborso chiesto in natura a Zelesky) vanno comunque sfruttati a proprio favore nel momento giusto.
Ma fare un passo indietro è l’indicazione dello stratagemma n. 11: Sacrificare il pruno per salvare il pesco (li dai tao jiang 李代桃僵) : a volte fare un passo indietro (la pace trumpiana), sacrificando un interesse parziale e di poco conto (l’Ucraina, dopo averla usata), consente di accrescere l’interesse generale nell'ottica di un obiettivo più importante [consolidare - attraverso la paura della Russia che acquisisce territori in Europa (quelli già conquistati come Crimea, Dombass ecc.) - la frattura tra l'Europa centroccidentale e la Russia].
E questa conquista lasciata alla Russia porta vantaggi agli USA?
A questa domanda rispondono altri 2 stratagemmi:
- il n. 17 dice: lasciare un mattone per attirare una giada (pao zhuan yin yu 抛砖引玉): vuol dire sacrificare una piccola esca da consegnare al nemico per ottenere qualcosa dal valore più grande. La piccola esca sacrificata (per gli USA, naturalmente, non per l’Ucraina stessa o i Paesi europei), il mattone lanciato, sono i territori già conquistati dalla Russia e la giada da attirare sono i Paesi europei: che stanno scoprendo, al solito in ritardo, di non avere una exit strategy dalla guerra in Ucraina e vi si stanno invischiando ancor di più: cosa che ha il valore economico-militare-energetico cash più grande per il monopolizzatore USA;
- il n. 19 dice: rimuovere la legna da sotto il calderone (fu di chou xin 釜底抽薪): ossia nell’impossibilità (momentanea) di un confronto diretto in condizioni favorevoli con l’avversario, si tenterà una mossa che colpisca la sua fonte di forza. E qual è per i vari commentatori geopolitici la forza della Russia? La mancanza di collaborazione strategica, militare, politica dei Paesi europei che in questo modo viene ulteriormente sollecitata a formarsi: indebolendo chi vuole rallentare (es. Orban) e rafforzando chi vuole accelerare (es. Macron).
E che dire di Donald The Great Trump? Ci fa o ci è? Rammentate la proposta di ricostruire Gaza deportando 'volontariamente' quasi 2 milioni di superstiti palestinesi? Ha scandalizzato quasi tutti.
Oppure la proposta di pace con la Russia senza consultare gli alleati? Pardon, i colonizzati Paesi europei, secondo lo stratagemma n. 3? Questa ha scandalizzato tutti quelli che non conoscono I trentasei stratagemmi, in particolare i n. 27 e 30.
Il n. 27 dice: fingersi stolti senza essere pazzi (jia chi bu dian 假痴不癫): ovvero se si finge di essere stupidi, ignoranti, ubriachi, senza svelare le proprie intenzioni, il nemico abbasserà la guardia.
E chi è il nemico degli USA in territorio europeo?
Oggi è la Russia, ma i Paesi europei sono da due secoli ‘nemici potenziali futuri’ dell’imperialismo continentale americano: che guarda avanti secoli, non mesi come i futuri Paesi schiavi europei stanno autolesionisticamente e/o volontariamente facendo: come fossero davvero inconsapevoli di vivere in un esplosivo sistema ‘gassoso’ a predominio economico (che fa 'l'antisociale raccolta indifferenziata del sociale economico, politico, culturale nel cassonetto unico Mercato). Sistema asociale che, secondo il Buffet-pensiero, vede solo schiavi fuori dalle oligarchiche Elite.
Mentre il n. 30 dice: trasformarsi da ospite in padrone di casa (fan ke wei zhu 反客为主): lo stratagemma consiste nell’impossessarsi del comando di una situazione, nonostante il ruolo iniziale da subordinato. Ed ecco la proposta di pace imposta al Presidente ucraino poi patriarcalmente battuto in testa dall’irruenza trumpiana nell’ultima conferenza-trappola pubblica.
Al quale, obtorto collo, toccherà rimettersi in riga e consolarsi - quando sarà pronto, naturalmente - con un elegante e rassegnato baciamano.
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