Punto & Virgola

Dodge contro Ford: una controversia giuridica che ha legalizzato l'antisocialità economica attuale

Spunti per il pensiero sociale tridimensionale da un intervento del professor Zamagni


30/10/2018

di Andrea di Furia

Ascoltare il professor Stefano Zamagni dell’Università di Bologna è sempre un raffinato piacere: perché in una civiltà di non pensanti ascoltare uno che pensa, e non chiacchiera solo per dar aria ai denti, ti riconcilia col mondo. E quello che ci rammenta, se si è dotati di un pensiero sociale tridimensionale, è illuminante. E spinge all’azione: non rimane passivo nella testa, come succede ai meri simpatizzanti o seguaci di chi il pensare, e specialmente il pensare rivolto alla Società umana contemporanea e futura, non sa cosa sia.

L’abc del pensiero sociale per comprendere la Società umana attuale – per capire come mai il cosiddetto sistema sociale si sia decisamente orientato in modo disumano e antisociale, in tutte e tre le sue dimensioni (Economia, Politica e Cultura) – non può più essere quello “sostanziale” puntuale, relativo alle migliaia di cose che non vanno, bensì dev’essere panoramico e “strutturale” (ovvero “formale” nel senso categorico aristotelico).

Altrimenti dal punto di vista sociale si resta nel guado delle proprie illusioni (purtroppo anche in perfetta buonafede) causa delle successive inevitabili delusioni e del paralizzante rinunciatario “è sempre stato così” a giustificazione del fatto che le cose poi non cambiano mai. Così però non si progredisce, c’è involuzione e decadenza sociale.

Zamagni - chiamato a fare da beneaugurante testimone e mentore alla presentazione dell’Associazione SB Friend di Modena, che vuole mettere in rete tutte le Società Benefit e i simpatizzanti di un’economia ben più sostenibile dell’attuale - ha inquadrato storicamente la consacrazione di questa insostenibilità economica partendo dal momento in cui essa si legalizza negli USA con la controversia "Dodge contro Ford" del 1916 e, in Italia, con l’articolo n. 2247 del codice civile del 1942 che norma il contratto di Società.

Ford, dunque, ha attivato iniziative di welfare per i propri dipendenti e gli azionisti di minoranza [i fratelli Dodge produttori di camion che ho immaginato col naso adunco, la benda sugli occhi e un buon 5 cm. di moquette sullo stomaco] lo citano in giudizio. Secondo loro l’Impresa nasce solo per distribuire gli utili ai soci: perciò, molto semplicemente, la loro tesi è che dare soldi ai dipendenti equivale a rubarli dalle tasche degli azionisti.

La micidiale Suprema corte del Michigan dà ragione ai F.lli Dodge: sostanzialmente dà del ladro a Ford e lo costringe a rimborsare di tasca sua gli ineffabili "camion brothers".

Dal mero punto di vista culturale umano qui abbiamo la classica lotta duale tra il bene e il male. E tuttavia, indipendentemente da quale bene e male si sceglie di appoggiare [alcuni naturalmente tiferanno Ford, altri naturalmente  tiferanno Dodge], qui si stanno confrontando due diverse visioni sociali strutturali unilaterali per il predominio sociale: quella più moderna che vuole il predominio su tutta la Società umana della neo emancipata dimensione economico-finanziaria-mercantile contro quella preesistente (dalla Rivoluzione francese) che vuole mantenere il predominio in capo alla dimensione sociale politico-giuridico-statale.

Le due parti in causa, gli imprenditori Dodge e Ford, appartengono evidentemente entrambe alla dimensione economica - si confrontano infatti due polari visioni imprenditoriali - ma sono in realtà paladine di due visioni dimensionali sociali molto distanti l’una dall’altra sul piano strutturale oggettivo: quella che ha in mente “la Comunità dei propri dipendenti come parte importante dell’impresa” e il suo benessere (Ford) e quella (i Dodge) che ha in mente lo sfruttamento del “Territorio" - di cui i dipendenti sono solo materie prime e astratti numeri contabili - per il proprio esclusivo benessere”.

Qui si scontrano due concetti completamente diversi di scopo dell’Impresa e del valore sociale dell’intraprendere economico: essere generatori di qualità della vita per la propria Comunità (Ford per i propri dipendenti) o essere generatori di arricchimento unilaterale sul Territorio a discapito di tutti (i Dodge brothers per il proprio portafoglio)? Visioni diverse perché hanno origine, come vedremo, da fonte strutturale dimensionale diversa, e che all’interno di quell’Impresa americana (la Ford Motor Company quale contenitore unico di entrambe) non possono che determinare un’unilateralità conflittuale costante fino al brutale scontro giudiziario finale.

La fonte strutturale sociale da cui origina il comportamento sostanziale di Ford è la dimensione Politica: la dimensione della relazione tra entità umane all’interno della Comunità giuridica di riferimento [in questo senso l’Impresa in forma di Società, quale Comunità giuridica regolata dal contratto fra le parti] che condividono reciprocamente diritti e doveri.

La fonte strutturale sociale da cui viceversa origina il comportamento sostanziale opposto dei Dodge è la dimensione Economia: la dimensione dell’utilitarismo che si persegue sfruttando e trasformando le materie prime all’interno di un Territorio [in questo senso l’impresa come Territorio economico da sfruttare da parte dell’Azionista, in cui i dipendenti sono visti quali mere materie prime tra materie prime] per soddisfare i bisogni della propria utenza al fine di conseguire un profitto in denaro.


Perché in questo scontro vincono i Dodge e non Ford? Perché negli USA di inizio ‘900 delle tre possibili declinazioni strutturali unilaterali di un qualsiasi sistema sociale ha prevalso quella economica. Precisando l’intuizione di Bauman: la controversia Dodge contro Ford è uno dei sintomi più chiari che ci indica come già allora negli USA ha prevalso l’unilaterale Società gassosa a traino economico: sistema sociale in cui il Mercato diventa il contenitore unico per la raccolta indifferenziata di tutto ciò che è economico politico e culturale.

Su cosa ha prevalso? Sulla preesistente e altrettanto unilaterale Società liquida a traino politico: sistema sociale in cui il contenitore unico per la raccolta indifferenziata di tutto ciò che è economico politico e culturale… era lo Stato. Col che si evince come il termine generico di sistema sociale - ormai abusato per determinare quanto al momento sfugge al controllo dell’uomo moderno 4.0 - debba essere precisato alquanto ed usato a proposito: non a sproposito per ignoranza o leggerezza come si sente fare.

Il dato di fatto che questa strutturazione unilaterale economica del sistema sociale (dunque la squilibrata, perché unilaterale, Società gassosa a esclusivo traino economico) abbia prevalso non è cosa da poco. Perché incide a livello delle idee, dei valori culturali politici ed economici ponendo in primo luogo e sopra tutto e tutti il filtro dell’utilitarismo.

E poiché la struttura del sistema che determina e giustifica i Dodge come unico limite territoriale ha il Pianeta (visto come Mercato globale) – e non i confini della Comunità nazionale (es. Italia per la Comunità degli Italiani, Germania per i Tedeschi e così via) che invece limitano l’altra strutturazione del sistema sociale a esclusivo traino politico (la squilibrata, perché altrettanto unilaterale, Società liquida) - questo spiega come mai a distanza di pochissimi anni le idee dei Dodge e della Suprema corte del Michigan diventano vangelo nel Codice civile italiano fascista del 1942- Nell’articolo 2247 (tutt’ora vigente) sta scritto papale papale: “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.

Allo scopo di condividerne gli utili diventa così impropriamente un diritto giuridico: in realtà diventa il comandamento che giustifica il perché ora si fa economia solo per massimizzare il valore dell’azione per gli Azionisti, subordinando a questo, pena l’invalidità del contratto e dell’attività espletata, tutti gli altri possibili diritti. e motivazioni Comandamento per cui oggi l’Economia Reale rappresenta solo il minuscolo 2% (rispetto al 98% costituito dalla finanziarizzazione virtuale speculativa) del 100% di movimentazione del denaro planetario.

Questo scenario sostanziale (la massimizzazione del valore dell’azione per l’Azionista) causa l’attuale moltiplicazione e aggravamento delle diseguaglianze sociali di cui si lamenta il 99% della popolazione mondiale e di cui beneficia solo l’1%. Quell’1% cui si attribuisce la “colpa” di questa disumanità economica.

Ma se si volesse agire solo contro questo dato di fatto in realtà si agirebbe come un Don Chisciotte: si andrebbe contro un mulino a vento credendolo un Drago. O, se preferite, si agirebbe contro l’immagine proiettata dallo specchio e non contro ciò che in realtà si specchia in esso.

Questo comandamento che ha fatto vincere i Dodge e dato vita all’art. 2247 del Codice civile italiano invero è un riflesso, tra i più eclatanti, di ciò che lo origina direttamente: la Società gassosa, ossia l’unilaterale e squilibrata strutturazione antisociale del sistema quando il predominio è decisamente quello economico su Politica e Cultura.

Invece le diseguaglianze sociali in aumento sono a loro volta un riflesso di quel comandamento, ma rispetto alla strutturazione del sistema sono già un suo riflesso al quadrato. Vale a dire che agendo sulla strutturazione unilaterale del sistema si ha possibilità di modificarlo e rimetterlo sotto il controllo dell’uomo, mentre agendo sul solo articolo 2247 si consente solo di migliorare il welfare aziendale tutelando la Comunità, ammettendo comportamenti virtuosi che altrimenti sarebbero contra legem: reati! Persino l’Asilo nido per i propri dipendenti è un reato in base al 2247 c.c.

Fortunatamente, ci ha rammentato il Professor Zamagni, la regolamentazione delle Società Benefit ha messo una toppa a questo mostro giuridico. Le Società Benefit sono una nuova forma giuridica di impresa, introdotta in Italia con la legge Del Barba del 28 dicembre 2015, n. 208 (commi 376-383 e allegati 4 – 5) ed entrata in vigore dal primo Gennaio 2016. La legislazione sulle Società Benefit modifica lo scopo di una società, dando agli imprenditori la libertà di prendere volontariamente in considerazione oltre al profitto - come scopo dell'Impresa - anche le persone, le generazioni future e l’ambiente.

Ora, naturalmente, una maggiore apertura verso un’economia meno predatoria dell’attuale, verso un’economia civile secondo la definizione di Zamagni, si otterrebbe modificando l’articolo 2247 c.c - dato che i comportamenti richiesti alle Società benefit sono volontari. Tuttavia, pur condividendo la necessità di una modifica al 2247 c.c., ritengo che questo non otterrebbe che in minima parte l’obiettivo sperato. Agendo infatti sulla sostanza (sull’articolo 2247) e non sulla forma (sulla struttura unilaterale del sistema che di quell'articolo doi legge è la vera causa prima) non si impedisce al principio della massimizzazione del valore dell’azione per l’azionista di vampirizzare l’economia di tutti a vantaggio di pochi. Perché?

Perché tale idolatrico principio è frutto della sottostante e preesistente Società gassosa: della precedente e originaria strutturazione unilaterale antisociale a predominio economico-finanziario-speculativo-mercantile su Politica e Cultura. Vale a dire che è frutto del predominio della circolazione delle merci e dei servizi sul Territorio (Economia) su ideologie e rapporti umani nella Comunità (Politica) oltre che su valori etici e sviluppo della Persona (Cultura).

Il sistema va prioritariamente cambiato nella sua parte strutturale sottostante che condiziona qualsiasi altra cosa sociale: va superata l’unilateralità dimensionale dominante del sistema attuale, ristrutturandolo “tridimensionalmente”. Il che ci porta dalla raccolta indifferenziata del sociale complessivo alla sua raccolta differenziata.

I tempi sono maturi per questo progresso strutturale "tridimensionale" del cosiddetto "sistema" e solo così ciò verso cui oggi si anèla da ogni parte nel sociale comincia a funzionare di nuovo e può riassumere finalmente quella serietà e concretezza positiva che si è (da ben 2 secoli!) persa.

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