Punto & Virgola

Anacronismi e attualità di una non impossibile intesa giallo-verde (seppure castrata)

Fra le pieghe di una distruttiva conflittualità strutturale tra Mercato e Stato


28/05/2018

di Andrea di Furia

Le attuali negative vicissitudini del tentativo di Governo M5S-LEGA sono una fonte inesauribile di osservazioni sulle dinamiche della distruttiva conflittualità strutturale tra il Mercato e lo Stato: tra la dimensione politica e quella economica. La prima ha caratterizzato come “liquido” il sistema sociale italiano, la seconda lo sta caratterizzando come “gassoso”: basta osservare l’effervescenza degli andamenti dello spread e le sue ripercussioni immediate su risparmi, investimenti e debito pubblico.

L’Italia fa poi parte dell’Unione Europea, anch’essa caratterizzata da un sistema sociale “gassoso” – a traino monodimensionale economico - ed è normale che quest’ultima realtà sovranazionale si protegga e si cauteli [abbiamo visto quanti suoi esponenti si erano già espressi ammonendo i futuri possibili governanti] rispetto al programma “politico” dei due partiti vincitori delle elezioni italiane e chiedendo la massima attenzione al loro (della UE) massimo esponente in Italia: il presidente Mattarella, che ha esternato sùbito la sua prerogativa costituzionale di Arbitro e ha messo il veto sull’economista Paolo Savona, reo di aver pubblicamente scritto della necessità di un piano B per l’Italia ove l’euro diventasse un capestro.

Inoltre l’Italia fa parte del Mercato gobale e non meraviglia il monito pervenuto sotto forma di aumento dello spread e delle già “telefonate” future valutazioni negative delle Agenzie di Rating sul nostro Paese, come non meraviglia l’attacco a palle incatenate sul curriculum del possibile premier Conte.

E una delle maggiori critiche fatte a entrambi i Partiti è proprio quella dell’ambiguità: ad esempio di essere “populisti” ma di aver designato nella squadra di governo personaggi che fanno parte dell’establishment e dei poteri forti internazionali (Trilateral, Aspen ecc.). Pecca molto poco evidenziata nei precedenti Governi non eletti dagli Italiani.

 


Ambiguità che prima di tutto è “dimensionale” perché M5S e Lega sono due realtà nate quando ormai la dimensione economica ha sostituito quella politica alla guida del sistema sociale italiano: le caratterizza pertanto l’antipoliticità, un approccio sportivo alle dinamiche democratiche e l’essere, entrambi, Partiti sui generis: un “Partito senza territorio” il M5S, un “territorio senza Partito” la LEGA. Realtà dunque della Società gassosa a traino economico, ma che attivano comportamenti da Società liquida a traino politico.

Non afferrare l'inevitabilità del conflitto in atto tra queste due qualità dimensionali diverse, attualmente in lotta nel sistema sociale italiano, sconcerta tantissimi. Osserviamo, ad esempio, la lunga trattativa M5S-LEGA.

Come ha fatto notare in tv Luigi Zoja (l’autore di Paranoia) all’esterrefatto conduttore Massimo Gramellini, questa trattativa è finalmente un ritorno ai tempi della politica seria che dibatte su programmi e non sulle poltrone. Tempi però che non sono quelli velocissimi caratteristici della dimensione economica e dei suoi tecnocrati d’assalto.

Tutto bene allora? Assolutamente no, in quanto essere passati da un sistema sociale liquido (Italia fino al 1980) ad un sistema sociale gassoso (Italia da 1980 in poi) non rende migliori i programmi politici. Destinati ad essere boicottati dentro e fuori i nostri confini - per la legge di Gravità sociale, come sappiamo - causa il costante problema “strutturale” malsano del nostro (e altrui) sistema sociale moderno.

Per superare la Società liquida a traino politico di fine millennio non serve una Società gassosa a traino economico di inizio millennio: entrambe sono sistemi sociali caratterizzati dalla “monodimensionalità” strutturale basale, ormai incapace di reggere le dinamiche sociali di oggi. Se infatti la prima rispetto alla possibilità di risoluzione dei problemi sociali ha come approdo l’anti-politica nello Stato, la seconda sullo stesso tema come approdo inevitabile ha l’anti-economia nel Mercato.

Le soluzioni possibili verranno solo dopo aver risolto il problema strutturale: la Società moderna deve strutturarsi tridimensionalmente per essere all’altezza delle richieste di questi nuovi tempi. Vale a dire deve separare le tre dimensioni sociali e cessare di ritenere lo Stato (la Società liquida) o il Mercato (la Società gassosa) come il “contenitore dimensionale unico” per la raccolta indifferenziata di iniziative e Istituzioni economiche, politiche e culturali. Serve iniziare anche nel sociale la raccolta differenziata!

Ieri lo Stato e oggi il Mercato, facendo tutto loro, creano poltiglie inquinanti e miscugli esplosivi, di cui i programmi concordati dai possibili Governi (tecnici o politici che siano) saranno obbligatoriamente complici nonostante la volontà di portare ordine e trasparenza e soluzioni: com'è il destino dell'iniziativa Mattarella.

 

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