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L’Europa ripaga il suo servitore

Molto probabilmente Di Maio sarà l’inviato della Ue in Medio Oriente


21/11/2022

di Silvestro Righi


I tecnici che hanno ricevuto il mandato dalla Ue per selezionare la figura più idonea a rappresentare l’Unione in Medio Oriente, hanno scelto l’ex ministro degli Esteri Luigi di Maio.
Nel documento consegnato a Borrell, si legge che in base alle prestazioni fornite dai candidati si “raccomandava” di nominare Di Maio come inviato speciale dell’Ue nel Golfo.
Va sottolineato che la raccomandazione è arrivata dopo una serie di colloqui utili a stabilire le qualità dei singoli candidati e l’ubbidienza era al primo posto.
I concorrenti erano: Di Maio, il cipriota Markos Kyprianou, l’ex inviato dell’Onus in Libia Jan Kubis e l’ex ministro degli Esteri e commissario Ue Dimitris Avramopoulos.
Borrell, deve ancora decidere, ma sembra che l’appoggio che Di Maio ha ricevuto da Draghi, sarà determinante per la nomina.
Lo stupore è fuori luogo, perché anche i somari sanno che i servitori “ubbidienti” devono essere ripagati con un posto di prestigio che li metta tranquilli per il resto della loro vita.
Evidenziato lo stupore della candidatura di Di Maio, credo che sia corretto presentare un altro stupore che lascia senza parole: “Macron sogna il Nobel per la pace”.
Dopo aver preso a calci nel sedere gli extracomunitari, il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron desidera ottenere il Nobel per la pace e la notizia è stata divulgata dal “Canard enchainé”.
In sostanza, il presidente francese, si è autoconvinto di avere le caratteristiche per vincere il Nobel, anche se prende a calci nel sedere i poveracci, come ha fatto di recente.
La cosa che fa sorridere è che Macron si sente più importate del Santo Padre (Jorge Mario Bergoglio) e pensa di essere l’unico leader occidentale in grado di far cessare il conflitto tra America e Russia.
Il piccolo uomo francese, ha fatto pubblicare un comunicato dove annunciava che avrebbe chiamato Putin, il grande assente al G20 di Bali, per fissare un incontro risolutivo verso la pace, ma nessuno ha alzato il telefono per ascoltarlo.
Puntare al Nobel per la pace affermando che l’Italia non deve difendersi dall’invasione extracomunitaria causata dall’omicidio di Gheddafi voluto dalla Francia, è un comportamento che dovrebbe allontanarlo da un premio così prestigioso, ma il suo quoziente intellettivo è talmente basso che non può comprenderlo e va capito….

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