Cultura

“Un giorno sì un altro no”, che è poi le metafora della vita

Dalla penna brillante, giocosa e ironica di Isa Grassano una commedia in rosa, che parla al cuore, sulle nostre debolezze e sulle nostre speranze


17/12/2020

di VALENTINA ZIRPOLI


Per Arabella l’oroscopo fa parte delle “cazzate che si scrivono sul giornale”. Eppure non manca di leggerlo, seppure ironizzandoci sopra: “Come faccio a credere a questi oracoli se continuano a parlare di cose che non esistono: lavoro, soldi, amore. E soprattutto sesso memorabile”. Al contrario le sue previsioni sono invece: sesso non pervenuto, amore questo sconosciuto, forma fisica con tendenza al disfacimento e, come se non bastasse, l’anno prossimo supererò la fatidica soglia degli anta: 40 candeline sulla torta… un falò da spegnere”. 
E ancora: “Sì lo so che non esiste il principe azzurro, ma almeno il sesso come una giostra mi piace pensare di sì. Sono anni che sembro aver fatto voto di castità, nemmeno fossi una monaca… Poi se da lì, come dice l’oroscopo, nascerà l’amore tanto meglio, ma da sempre sono abituata a fare un passo alla volta. E il passo della passione è quello che al momento mi attira di più”. 
Isa Grassano, giornalista professionista freelance, lucana doc ma di stanza a Bologna, sa come affrontare, all’insegna dell’ironia, gli alti e bassi della vita. Lei ottimista patologica e sognatrice che non potrebbe mai fare a meno del mare, del sole e dei viaggi. Passioni che l’hanno portata a dare voce a una intrigante serie di guide emozionali pubblicate dalla Newton Compton (101 cose divertenti insolite e curiose da fare gratis in Italia almeno una volta nella vita, In viaggio con le amiche e Forse non tutti sanno che in Italia). Oltre che a regalare ai lettori di importanti testate il suo punto di vista attraverso note legate all’attualità e a interviste a variegati personaggi, ma anche raccontando di storie vere e, ci mancherebbe, di turismo. 
Lei che ora ha dato alle stampe Un giorno sì un altro no (Giraldi editore, pagg. 356, euro 15,90), una divagante piacevolezza narrativa che si nutre di sentimenti (“Per una romantica come me - tiene a precisare - l’amore è la cosa più intricata che esista, ma anche il motore di tutto. O quasi”). Ed è appunto attingendo da tante storie (rubacchiate qua e là, viene da pensare) che è nato questo libro. “Storie che parlano della magia del luogo da cui provengono. Mescolate. Ibridate. Aggiungendo quel pizzico di ironia che nella mia vita non deve mai mancare. Fermo restando che c’è anche qualcosa di mio, a iniziare dal mio segno zodiacale”. 
Di fatto, come da note editoriali, un “romanzo che parla al cuore con il cuore e ci insegna che le emozioni forti durano poco, perché, forse, più a lungo non potremmo reggerle”. Ma anche un romanzo pronto a ricordarci che “non esiste la persona perfetta. Esiste invece chi combacia alla perfezione con il nostro essere imperfetti, qualsiasi sia il suo segno zodiacale”. 
Insomma, debutta con lavoro sentimentale e fuori dalle righe, Isa Grassano, mettendo in inchiostro quei sentimenti, talvolta fanciulleschi, che appartengono a ogni età dell'amore, senza distinzioni anagrafiche e di genere, perché lì, in quel vuoto da riempire, prima o poi precipitiamo tutti. 
Lei che si propone, come accennato, alla stregua di una garanzia nel campo del giornalismo turistico nazionale e dell’organizzazione di press tour in giro per il mondo; lei che, momentaneamente abbandonato le guide, ha deciso di affidare la sua creatività a una storia tanto intrigante quanto di piacevole leggibilità. Puntando su Giraldi Editore - brand in crescita che sta strategicamente accogliendo nella sua scuderia numerosi giornalisti e ha recentemente pubblicato l’ultima biografia di Emilio Fede, Che figura di merda -, raccontando di Arabella, scrittrice di necrologi per un service della Capitale, dove vive con Sara, amica e coinquilina. 
Di fatto una donna un po’ imbranata e di sicuro disillusa, nata sotto il segno della Bilancia anche se all’oroscopo non ci crede; lei che nel corso di un vernissage di una mostra fotografica incontra Ludovico, Ludo per gli amici, Ludo come gioco (Ludus). Un uomo schivo e riservato, di cui si sa poco o nulla, complicato ma incredibilmente attraente, con un forte magnetismo nelle mani. Ed è subito attrazione, un fulmine che diventa tuono e che lascia libera l’immaginazione erotica, che man mano si trasforma in scene di sesso delicato, passionale, intenso. 
Di fatto una storia semplice, con gli ingredienti del romanzo rosa - l’incontro, il desiderio, la passione, le insicurezze, le ombre - dal quale si distacca per fare entrare la vita. Ma tra i temi trattati c’è anche la morte e il disagio psicologico, che rendono il testo autentico e realistico. Il tutto a fronte di un finale a sorpresa. 
Ambientato a Roma, città della quale Grassano descrive ogni angolo concedendo spazio alla sua formazione, si snoda anche nel Sud Italia, tra Puglia e Abruzzo, riuscendo a catturare l’attenzione del lettore, a sollecitarne la curiosità della scoperta. 
In libreria dallo scorso 1 dicembre, questo libro sta riscuotendo riscontri di critica e di vendite, complice anche il fatto che l’autrice ha voluto mantenere la promozione libera da qualsiasi legame con il contesto attuale. Nelle pagine, così come nella cover, c’è un richiamo continuo agli abbracci e alla fisicità. Nessun riferimento invece alla pandemia. Non per negarla ma perché, dichiara, “oggi abbiamo bisogno di normalità”. 
Ed ecco che, in Un giorno sì un altro no, a vincere è proprio questa esigenza di ordinarietà, che diventa evasione. Ogni capitolo si apre con un brano musicale e un proverbio, l’uno a introdurre e l’altro a chiudere. C’è la melodia e il pop, c’è l’Oriente e l’Occidente, ma anche la saggezza dei nostri vecchi, dei nonni, che Arabella evoca quando ha bisogno di risposte. E poi c’è l’amicizia, tanto cara all’autrice, senza la quale non si può vivere, perché bastare a se stessi è impossibile e forse si può vivere senza amore, accettando che sia 'per ora' e non 'per sempre', ma non senza amicizia.      

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