Cultura

“Il respiro trattenuto. Bologna ai tempi del Covid-19 in 100 scatti d’autore”: il racconto corale di una città e dei suoi cittadini


23/06/2021

“Il respiro trattenuto. Bologna ai tempi del Covid-19 in 100 scatti d’autore” è un racconto corale di Bologna e dei suoi cittadini, in una fase inaspettata della nostra storia che ci ha resi consapevoli delle nostre fragilità. La mostra fotografica, visitabile sino al 10 luglio 2021 presso la Biblioteca Salaborsa e il volume edito da Minerva, raccolgono la visione di 13 fotografi professionisti, che hanno saputo raccontarci la città in un particolare momento storico in cui tutti trattenevano il respiro: momenti di una vita messa in pausa, dove persino le ombre sono sparite dai portici città e sono diventate solo un lontano ricordo, in attesa di un incerto futuro. 
Il progetto editoriale, curato da Gabriele Fiolo insieme all’Associazione Fotografica Tempo e Diaframma, restituisce alla città preziosi tasselli per la costruzione di una memoria durevole capace di raccontare ciò che è accaduto e che ha stravolto la quotidianità di tutti i cittadini bolognesi durante i lunghi mesi dell’emergenza sanitaria. 
“Il passato è l’unica forma di conoscenza, ma la memoria, purtroppo, non può essere solo emozionale altrimenti si corre il rischio che non arrivi a tutti” ha commentato il curatore dell’opera. “La memoria è un dovere e con queste immagini diventiamo tutti testimoni. Il progetto fotografico si pone l’obiettivo di favorire la condivisione e di trasmettere le emozioni che paradossalmente si sono generate dall’assenza della vivace vita quotidiana, che solitamente anima la nostra città: vuole farlo offrendo ai suoi cittadini, imprigionati nel proprio spazio personale, una testimonianza fotografica del recente passato vissuto nella città di Bologna, mentre si è trovata immersa nell’affrontare la pandemia.” 
In un momento storico in cui stanno mutando i paradigmi del sociale, l’obiettivo del progetto è stato quello di arrivare dove lo sguardo del cittadino, congelato dentro nuove limitazioni necessarie per tutelare la salute pubblica, non poteva arrivare.   
Come afferma l’Associazione Fotografica Tempo e Diaframma, “le immagini hanno la capacità di catturare momenti e trasferirne ai posteri il loro ricordo. Il valore documentativo della fotografia è innegabile e a esso si affianca la capacità evocativa e la forza del saper trasmettere emozioni.  Dietro a ogni immagine esiste un fotografo e non solo una macchina fotografica. È il cuore, la mente e lo sguardo di chi è dietro all’obiettivo che crea l’immagine. È il suo respiro trattenuto durante il click, è la sua esperienza di vita, non solo di fotografo, il suo vissuto che danno vita a “quella” specifica fonte storica.” 
Attraverso la visione di queste fotografie si ha la netta sensazione che siamo sulla buona strada e che a partire dalla comunione delle singole creatività, gli autori siano riusciti ad andare oltre l’interpretazione della realtà, riportandoci verso una dimensione etica: verso il soggetto umano. 
Che altro? Le considerazioni finali del curatore Gabriele Fiolo: “Secondo R. Barthes, la fotografia ha da sempre il ruolo fondamentale di fissare un momento nel tempo, rende presente un evento passato: per molti, il 2020, non sarà considerato un anno piacevole da fissare nel tempo o da riproporre nel presente, ma è anche vero che la pandemia ha globalmente creato una netta linea di demarcazione con un prima e un dopo nelle nostre vite e nei nostri territori”.

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