Cultura

“Il leader e i suoi consiglieri: come servire il potere e salvarsi l’anima”

Una dichiarazione d’amore per la politica buona da parte di Antonio Funiciello, già capo di Gabinetto del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni


14/10/2019

di Valentina Zirpoli


Glissa su chi sia il consigliere migliore o peggiore al servizio di Conte, Di Maio o Zingaretti, sbilanciandosi soltanto per Salvini (“Potrebbe essere stato mal consigliato”); sottolinea la fragilità, rispetto alle altre cancellerie europee, della struttura di Palazzo Chigi (“Bisogna farsi alleati fra la tanta gente in gamba che qui ci lavora”), una struttura sorprendentemente simile a quella della Casa bianca; assicura l’importanza di chi è preposto a consigliare un leader (“Il capo di un Governo deve poter contare su uno staff di qualità e poi decidere autonomamente”); mette in guardia dall’adulazione (“Una malattia consueta quanto deleteria in ambito politico”). 
Di fatto una persona con le mani in pasta, Antonio Funiciello, giornalista, scrittore e consulente aziendale che per un anno e mezzo, dal dicembre 2016 al giugno 2018, ha ricoperto il ruolo di capo di Gabinetto del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, l’esponente del Partito democratico che ora si propone come Commissario europeo per gli affari economici e monetari in ambito Ue. 
Funiciello, si diceva, che forte della sua esperienza ha dato alle stampe, per i tipi della Rizzoli, a Il metodo Machiavelli. Il leader e i suoi consiglieri: come servire il potere e salvarsi l’anima (pagg. 252, euro 19,00). Un lavoro nel quale analizza, con cognizione di causa, il ruolo dei collaboratori, del consigliere e del braccio destro della prima guida di un Governo. E lo fa partendo da lontano, ovvero dai primi consiglieri della storia, quei dodici apostoli che attorniavano, nel bene e nel male, Gesù di Nazareth. Non prima di essersi però adagiato nel ricordo (da qui il titolo di questo libro) a quel Nicolò Machiavelli (“Uomo d’azione quanto di contemplazione”) che, dal 1498 al 1512, servì il potere politico fiorentino con lo scopo di rendere più forte la Repubblica e scongiurare il ritorno dell’oligarchia medicea. 
Ma veniamo ai contenuti di questo lavoro, che ha beneficiato di un affettuoso spot promozionale, riportato in quarta di copertina, di Marco Damilano, direttore de l’Espresso: “Libertà, verità, umanità. Da sempre sono in conflitto con il volto demoniaco del potere. In mezzo a questo scontro, c’è una figura sconosciuta. Il consigliere, il braccio destro, il più vicino al leader, chiamato a proteggerlo e a criticarlo restando nell’anonimato, destinato per questo a essere molto ascoltato o molto odiato. Antonio Funiciello illumina il lato in ombra di chi guida, da Gesù a Trump, lo spazio in cui si fanno le scelte, decisivo per le democrazie. Un atto d’amore per la politica, di questi tempi fuori moda e vibrante di passione”
Detto questo veniamo al contenuto. I palazzi del potere, i corridoi, le anticamere, i salotti... chi, oltre ai leader e ai capi di Stato, abita questi spazi? Chi gestisce i flussi - di persone e di informazioni - in entrata e in uscita dagli studi dei potenti e dalle sale in cui si prendono le decisioni politiche? Chi aiuta, sostiene e a volte indirizza il leader nella sua quotidiana navigazione tra i marosi della politica nazionale e internazionale? Antonio Funiciello muove da queste domande, e dalla sua personale esperienza di chief of staff di un presidente del Consiglio, per proporre un’analisi attenta e serrata del ruolo dei collaboratori, del consigliere e del braccio destro. 
E lo fa accompagnandoci fra le pagine di chi ha fatto la storia, come i citati Nicolò Machiavelli e Gesù. Emerge così, tra aneddoti e ricostruzioni di molte vicende italiane e internazionali, un ritratto ben documentato di diversi leader (da Roosevelt a Trump, da Blair a Macron) e di coloro che, avvolti nell’anonimato di chi lavora nell’ombra, ne hanno facilitato l’ascesa e l’opera, insieme a un vademecum che individua e fissa nel tempo i tratti e le caratteristiche del perfetto consigliere. 
In buona sostanza Il metodo Machiavelli è - Damilano docet - una dichiarazione d’amore per la politica, nella consapevolezza che esiste anche un “potere buono. I suoi soci sono la verità e il coraggio. Perché, per dirla con il Machiavelli delle Istorie, “in questo guasto mondo di una politica e di un potere pavidi e fasulli non si capisce proprio cosa dovremmo farci”. 
Detto ciò, non aspettativi una mattonata. Questo saggio (possiamo definirlo così?) di Funiciello, classe 1976 e forte di una laurea in Filosofia conseguita presso l’Università Federico II di Napoli, risulta ben documentato e di piacevole lettura. Come si conviene alla mano calda di un giornalista.

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