Cultura

“Il lato nord del cuore”? È il luogo più desolato che esista

Parola di Dolores Redondo, regina del thriller letterario spagnolo, che torna sui nostri scaffali con una nuova storia imbastita sulla brillante detective Amaia Salazar. Questa volta in trasferta nel quartier generale dell’Fbi di Quantico ai tempi dell’uragano Katrina


23/03/2020

di Mauro Castelli


È nata a San Sebastián, in Spagna, il primo febbraio 1969, con il ricordo ancora vivo dell’aver perso, quand’era ancora piccola, una sorellina per una grave malattia; ha frequentato Legge presso l’Università di Deusto, ma senza laurearsi, per poi seguire corsi di gastronomia che l’avrebbero portata a lavorare in diversi ristoranti, sino ad aprirne uno tutto suo. E risulta sposata, tanto per la cronaca, con Eduardo Vallejo. 
Dopo aver iniziato a scrivere racconti e storie per bambini, si sarebbe dedicata agli adulti a partire dal 2009, quando diede alle stampe Los privilegios del ángel, senza riscuotere particolare attenzione. Salvo poi rifarsi con tanto di interessi quando diede voce, quattro anni dopo, all’ispettrice di polizia Amaia Salazar, protagonista de El guardián invisible (travasato sul grande schermo da Fernando González Molina), primo volume di quella che sarebbe diventata la Trilogia del Baztán, forte dei successivi romanzi Legado en los huesos e Ofrenda a la tormenta (a sua volta diventato un film, voluto dal produttore tedesco Peter Nadermann, che in passato si era fatto carico della trilogia Millennium, quella del rimpianto giornalista svedese Stieg Larsson). 
Di chi stiamo parlando lo si sarà capito: di Dolores Redondo (Meira), battezzata da Carlos Ruiz Zafón, altro numero uno della narrativa spagnola, come “la regina del thriller letterario”. Una penna brillante, capace di intrigare ed emozionare, che solo nel suo Paese ha venduto un milione e 300mila copie (oltre a essere stata tradotta in 35 Paesi), incassando con Todo esto te daré (Tutto questo ti darò nella versione italiana) il 66° Premio Bancarella, preceduto dal prestigioso Premio Planeta. In quest’ultimo caso proponendosi sotto mentite spoglie (quelle di Jim Hawkins) e con un titolo del suo romanzo diverso da quello originale. 
Dolores Redondo, si diceva, che è tornata sui nostri scaffali con Il lato nord del cuore (DeA Planeta, pagg. 670, euro 18,00, traduzione di Marcella Uberti-Bona), una storia dedicata, sotto traccia, alla città di New Orleans, alla sua bella gente, alle vittime ufficiali e ai dispersi dell’uragano Katrina. Perché questa città, tiene a precisare l’autrice, “è diventata la mia casa”. Con ringraziamenti allargati alla gente del posto, alla polizia, al giornale locale The Times-Picayune (preziosa fonte di informazioni)… 
Questo libro, a suo dire, “fa parte di un ciclo di romanzi ispirati al nord. In alcuni di essi Amaia Salazar è la protagonista; in altri, trame e personaggi si intyr4ecciano per creare un unico universo narrativo nel quale il nord non è solo un punto cardinale, ma il filo conduttore di tutti i libri.  Perché il lato nord del cuore è il luogo più desolato che esista”. 
Fermo restando un prologo che ha un suo perché, in quanto ci racconta di quando Amaia aveva dodici anni e si era persa per sedici ore in un bosco della Navarra. Per poi essere ritrovata sotto la pioggia, esangue e mezza congelata, a trenta chilometri a nord del punto nel quale aveva smarrito il sentiero. Una brutta avventura cancellata dalla mente, con pochi mozziconi di ricordi a tenere banco; un albero, il temporale, una casa in mezzo al bosco… E poi quelle parole che il padre, dopo il ricovero in ospedale, le aveva sussurrato all’orecchio: “Non raccontarlo a nessuno. Se mi vuoi bene, fallo per me. Non raccontarlo”. E il suo silenzio era divenuto l’ultimo segreto che avrebbe mantenuto per lui. La ragione per cui aveva smesso di amarlo. 
Per farla breve: in questa nuova intrigante storia, ambientata nell’agosto del 2005, ritroviamo Amaia, giovane e brillante detective in forza alla Policía Foral della Navarra, nel momento in cui raggiunge il quartier generale dell’Fbi a Quantico per partecipare a un seminario riservato agli ufficiali della Europol. E qui, sotto la guida dell'agente speciale Aloisius Dupree, lei e i suoi colleghi studiano il caso di un serial killer con una perversa predilezione per le catastrofi naturali e la tendenza a inscenare rituali di una precisione liturgica. 
A sorpresa, la nostra protagonista si ritroverà cooptata nella squadra investigativa diretta a New Orleans alla vigilia del peggior uragano della storia recente, Katrina appunto, con l’obiettivo di battere il pericoloso assassino sul tempo e sventarne i piani di morte. Ma una telefonata proveniente dal paesino di Elizondo, nella valle del Baztán, risveglia - e qui torniamo al dunque - i fantasmi della sua infanzia, costringendola a fare i conti con i ricordi e con la paura. E ad affrontare ancora una volta “il lato nord del cuore”. 
Ovviamente si tratta soltanto di spizzichi di un canovaccio certamente complesso, ma gestito con abilità da Dolores Redondo. A fronte di una storia che si nutre peraltro di un glossario volto ad agevolarne la lettura. Ferma restando una precisazione: le richieste telefoniche di aiuto riportate in questo libro risultano autentiche, rapportandosi a quelle ricevute dal servizio di emergenza pubblico durante il citato uragano. 
Parimenti non debbono spaventare le 670 pagine del testo, spalmate su 77 capitoli, in quanto la leggibilità e la scorrevolezza narrativa risultano fuori discussione. Una leggibilità peraltro sorretta da un intrigante filo conduttore, da personaggi che lasciano il segno, da una robusta capacità nel saper intrecciare i fili narrativi del presente con quelli del passato.

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