Cultura

“Dopo una lunga serie di esperienze alberghiere mi sono accasato in Guinea Equatoriale, nel mezzo della foresta tropicale”

Ed è qui che al servizio dello Stato, questo siciliano cocciuto e caparbio, dirige una eccezionale struttura, a fronte di una sorprendente rinascita professionale. Come ci racconta in un suo libro…


11/09/2020

di VINCENZO PRESTI


Da 40 anni lavoro in albergo e ogni giorno mi sembra che sia il mio primo giorno di lavoro. Penso che questo accada ancora perché sono innamorato di questa mia professione che svolgo con tanta passione, professionalità, amore ed umiltà. Da cinque anni mi trovo nel mezzo della foresta tropicale, in Guinea Equatoriale 🇬🇶, a dirigere operativamente una struttura “eccezionale” alberghiera di proprietà dello Stato che difficilmente si può trovare in un’altra parte del mondo. Un Grande Albergo con tutti i servizi che un ospite internazionale di qualsiasi segmento può chiedere di ricevere durante il suo soggiorno. 
Questa opportunità è giunta in un momento particolare della mia vita all’età di 56 anni (mio padre Pietro mori a 56 anni). È stata quindi per me una rinascita professionale e per questo ho affrontato questa ulteriore sfida in maniera importante cercando di trasferire ai manager che hanno collaborato con me e che continuano a collaborare con me e a tutto lo staff locale (equatorguineano) tutta la mia esperienza lavorativa dei mie 40 anni di lavoro. 
Mi sono sentito a volte un ventenne, a volte un trentenne, a volte un quarantenne, a volte un cinquantenne vivendo insieme a tutti loro una esperienza indimenticabile che mi ha permesso di scrivere un libro intitolato Una Guida per la comunità del Grand Hotel Djibloho
Non è altro che una raccolta di pensieri/frasi da me ripetute giornalmente durante la riunione del mattino con i manager ed i supervisori dei vari reparti del Grand Hotel Djibloho che possono servire sia nel mondo lavorativo alberghiero che nella vita di tutti i giorni. 
Un insegnamento tecnico e di educazione igienica, civica e sociale per poter vivere al meglio in qualsiasi tipo di “Comunità”.

Per tutti i suoi collaboratori - riprendiamo da una intervista pubblicata nel libro Primi nonostante tutto firmato da Mauro Castelli - è l’uomo con la valigia in mano, in giro per il mondo 250 giorni all’anno a caccia di opportunità. L’ultima delle quali, come lui stesso racconta, l’ha trovata addirittura nella Guinea Equatoriale. 
Lui così tranquillo e determinato, cocciuto come la gente della sua Sicilia (è nato il 10 gennaio 1959 a Favara, in provincia di Agrigento, sotto il segno del capricorno, in un giorno d’inverno che già profumava di primavera), sempre disponibile e cordiale con chi lo affianca, disarmante nella sua frenetica voglia di fare. Sempre attento a quello che fa in quanto, a suo dire, nel settore alberghiero, compiere passi falsi è all’ordine del giorno. Un sentimentale con il fiuto per gli affari, sempre legato al gioco di squadra, a fronte di una esperienza maturata in gioventù, quando giocava a calcio, pallacanestro e a pallavolo. 
Che altro? Un apripista con il fiuto per gli affari che, per via dei suoi trascorsi, non ha problemi a relazionarsi con gli altri, e poco importa se primi o ultimi della classe sociale; ma anche un mastino che quando azzanna l’osso, se si ritiene nel giusto, è difficile farglielo mollare. Sta di fatto che, strada facendo, ha “marchiato” all’insegna dell’ospitalità italiana una quarantina di realtà in giro per il mondo. Oltre all’Italia, anche in Kenya, Mozambico, Madagascar, Zanzibar, Messico, Spagna, Estonia e via dicendo. Mentre ora sembra essersi accasato con soddisfazione, appunto, nella Guinea Equatoriale.

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