Cultura

Zungri: il piccolo borgo di pietra a due passi dal mare


01/04/2019

di Valentina Zirpoli


C’è chi la chiama la “Matera di Calabria”, chi la “piccola Petra calabrese” e chi ancora la “Città di Pietra”. Stiamo parlando di Zungri (Vibo Valentia), l'ultimo dei comuni italiani in ordine alfabetico che, con i suoi duemila abitanti o poco più, si affaccia sulla Costa degli Dei e su Tropea dai piedi del Monte Poro. Un luogo magico ad oltre 570 metri di altezza. 
L’origine storica di Zungri (dal greco “roccia”, toponimo ben compatibile con la morfologia del luogo) è incerta. Importanti studi hanno accertato come Zungri fosse popolata già in epoca preistorica, esattamente nel periodo magno-greco e romano. Dal VI secolo risultava abitata.

L’Insediamento Rupestre e le Grotte degli Sbariati

Dal XII secolo si determinò in Calabria una immigrazione di gruppi etnici dall'Oriente ed un arretramento degli insediamenti abitativi verso l'interno, anche in rapporto alle incursioni arabe lungo le coste. La Calabria è dunque costellata da grotte utilizzate come grange, romitori e cenobi che testimoniano un particolare modello di vita sociale che ebbe come protagonisti i monaci "Basiliani". Queste testimonianze trovano la più alta espressione a Zungri nel cosiddetto Insediamento Rupestre degli Sbariati. 
Il villaggio rupestre, datato dagli studiosi fra il XII - XIV secolo, è costituito da circa 100 case-grotta scavate nella roccia con ambienti monocellulari e bicellulari, alcuni anche a più piani. 
La forma delle cellule abitative è circolare o quadrata o rettangolare, alcune hanno una copertura con volta a cupola con un foro centrale per l'aerazione, altri hanno finestre di forma circolare o rettangolare. L'interno delle grotte è caratterizzato dalla presenza di nicchie alle pareti e dalla presenza degli incassi per la sistemazione di letti o mensole. 
Il villaggio si articola su un costone lungo uno dei versanti del fosso Malopera e occupa una superficie di circa 2900 metri quadrati. Chiaramente visibile è l'impianto urbano dell'insediamento con la rete viaria, che si articola con percorsi e scalinate che da monte a valle conducono alle varie cellule abitative.


Il Museo della Civiltà Rupestre

La storia di questi luoghi rivive all’interno del Museo della Civiltà Rupestre e Contadina. 
Il museo nasce nel 2003, allestito in un ex frantoio sito in prossimità dell'insediamento rupestre. Nel Museo sono custoditi circa 3.000 reperti, tutti attinenti alla civiltà rupestre e contadina di Zungri.
La raccolta è riunita nelle sezioni tematiche della casa, della lavorazione dei campi, dei mestieri artigiani, della tessitura e della produzione del vino.
In una delle sale è stata allestita una camera da letto d'epoca e oltre alle suppellettili sono presenti immagini devozionali, parti dell'abbigliamento giornaliero maschile e femminile ed alcuni costumi nuziali.


Il Santuario della Madonna della Neve

Documenti storici del 1643 testimoniano a Zungri il culto della Madonna della Neve. 
Il titolo “Madonna della Neve”, trova origine nei primi secoli della cristianità ed è legato alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. La leggenda in merito racconta di un nobile patrizio romano, di nome Giovanni, e di sua moglie, i quali non avendo avuto prole decisero di devolvere tutti i loro beni nella costruzione di una Chiesa in onore della Madonna. Il riferimento è l’anno 352 d.C. quando, nella notte del 4-5 Agosto, ai due sposi apparve in sogno una nevicata, nel territorio di Roma. I due, il mattino dopo, si recarono dal Papa Liberio, che nella notte aveva avuto lo stesso sogno. Giunti sul luogo indicato nel sogno, il colle Esquilino di Roma, nel caldo del mese d'Agosto trovarono un’area del territorio coperta di neve. Fu lo stesso Pontefice a tracciare su di essa il perimetro della nuova chiesa, inizialmente indicata "Liberiana", dal nome del papa; negli anni successivi prevalse il culto popolare e fu chiamata "ad Nives". Il culto della Madonna della Neve si è sempre più affermato nel tempo: in Italia sono circa 150 i santuari e le chiese intitolate a questo nome. 
Nella chiesa della Madonna della Neve di Zungri è custodito un dipinto di interesse artistico e storico: il quadro della Madonna della Neve. Opera su tavola di cm 145x108 attribuito ad un pittore meridionale formatosi presso la scuola Raffaelesca del XVI sec. Il pittore prese spunto, nel creare il dipinto, alla "Piccola Sacra Famiglia" di Raffaello custodita al Louvre di Parigi.


Il borgo fantasma di Papaglionti

Nelle vicinanze di Zungri è possibile visitare Papaglionti Vecchio, un piccolo borgo fantasma che ospita i resti di una villa Romana di epoca augustea, Villa Trisulina o più comunemente chiamata "Grotta di Trisulina", che rappresenta un'insigne testimonianza della presenza Romana del periodo Augusteo in questa zona della Calabria.


Fonti: 
www.comunezungri.it 
www.yescalabria.com 
www.poro.it

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