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Veneta Pesca il Made in Italy che segna la rotta

Mezzo secolo di mare e lavoro, dove la sfida è mantenere il mercato e puntare sul prodotto pronto


09/02/2026

di Mario Pinzi


Dal Delta del Po ai banchi della grande distribuzione italiana; Veneta Pesca attraversa oltre cinquant’anni di storia del settore ittico nazionale.
Una realtà dove il mare detta ancora le regole e la sfida di Veneta Pesca e quella di adattarsi senza perdere la propria identità.
Dopo oltre cinquant’anni di attività, mantenere la rotta giusta è un vero successo afferma il presidente Luca Zavarin.
Oggi purtroppo, tra costi in aumento, restrizioni alla pesca e cambiamenti nei consumi per la distruzione delle famiglie, l’obiettivo principale non è la crescita a tutti i costi, ma consolidare le posizioni e comprendere il cambiamento del mercato, afferma il Presidente.
Il Made in Italy, Veneta Pesca, nasce 1972 da tre giovani del settore ittico nel cuore del Delta del Po.
Un area dove la pesca commerciale era già nata negli anni 40/50 grazie alle risorse di fiumi, lagune e risaie.
Da subito, la visione dell’azienda punta a rifornire ii mercati di Milano e Torino considerati i più ricchi, poi passa a quelli della Toscana, fino ad arrivare nella grande distribuzione, afferma il presidente Luca Zavarin.
Oggi l’azienda opera principalmente sul mercato italiano, con un fatturato di 62milioni di euro, cento persone nelle due attività, pesca e Trasporti Frigoriferi per il trasporto refrigerato del pesce e sta creando l’ampliamento del capannone produttivo da 3.000 a 4.000 metri quadrati con un investimento stimato in circa 1.5 milioni di euro.
Non si tratta di un’espansione per aumentare i volumi, ma per un adeguamento alle nuove esigenze di mercato finalizzate al confezionamento del prodotto.
La crescita futura non sarà più nei quantitativi, ma nella trasformazione del pesce in prodotti pronti da cucinare. Una risposta per andare incontro ai cambiamenti delle abitudini: meno tempo per cucinare e maggiore richiesta di soluzioni pratiche.
I costi sono aumentati e il pesce non è percepito come un alimento indispensabile: molti consumatori si stanno orientando verso alternative più economiche. Afferma i Presidente Zavarin.
Sembra che la riduzione della vendita del prodotto sia dovuta alle restrizioni della pesca introdotte dalle normative europee.
Particolarmente critica è la situazione delle vongole, un tempo prodotto di punta del territorio, dove oggi è in forte difficoltà per via delle condizioni ambientali che ne compromettono la riproduzione.
Nel dibattito sul futuro dell’Adriatico, emerge spesso il tema dell’ostricoltura, ma per Veneta Pesca si tratta ancora di un segmento di nicchia.
Le ostriche sono un prodotto da occasioni speciali, non di consumo quotidiano; inoltre i volumi italiani non sono compatibili con quelli francesi.
Le aziende specializzate della zona utilizzano la logistica del gruppo per la distribuzione, confermando il ruolo centrale della rete di trasporto locale. Afferma il presidente.
Oggi Veneta Pesca, guarda al passaggio generazionale: Sono alla terza generazione e sperano che le giovani leve non puntino alla rivoluzione, ma alla continuità con prodotti lavorati, confezionati e pronti alla cottura, in linea con le nuove esigenze del consumatore single…

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