Cultura

Una tormenta di neve, un paesino isolato, due inspiegabili omicidi

Un’altra prova vincente per l’eclettico Marco Di Tillo, che rimette in scena per la terza volta l’ispettore Marco Canepa


26/04/2021

di MASSIMO MISTERO


Eclettico, narrativamente divagante, portatore di una scrittura semplice e al tempo stesso intrigante che non manca di far presa sul lettore. In effetti la penna di Marco Di Tillo, nato a Roma nel 1951 (città dove si è laureato in Psicologia e dove tuttora vive), strada facendo ha toccato variegate tematiche, sempre puntando su storie e vicende di un certo richiamo. Forte di quell’esperienza che l’aveva portato per oltre vent’anni a scrivere testi per programmi televisivi e radiofonici per la Rai. 
Di fatto un personaggio fuori dalle righe, che aveva iniziato la carriera dedicandosi a testi per fumetti, vincendo il Premio Paese Sera per una nuova striscia italiana (Piero) su disegni di Fabio Petrassi. Lui che nel 1978 aveva firmato i suoi primi lavori per RadioRai, per poi passare, dieci anni dopo, anche al grande schermo, dirigendo il giallo per bambini Operazione Pappagallo, scritto insieme a Piero Chiambretti e Claudio Delle Fratte. 
A seguire, nel 1994, sarebbe invece approdato alla narrativa, pubblicando con Einaudi Il giovane cavaliere, cui avrebbe fatto seguito, per Mursia, Tre ragazzi e il Sultano. Quindi sarebbe stato il turno, sempre per Mursia, delle favole illustrate Mamma Natale e Mamma Natale e i Pirati. Oltre a ideare le serie I grandi del calcio, I grandi del jazz e I grandi del cinema per Il Giornalino delle Edizioni Paoline. 
Che altro? Attingendo dalla sua ricca produzione, ci limitiamo ad annotare la pubblicazione negli Stati Uniti dei thriller storici The Other Eisenhower e The Dolfuss Detective; quindi la serie dedicata all’ispettore laico-consacrato Marcello Sangermano (Destini di sangue, Dodici giugno e Il palazzo del freddo) e infine, a partire dal 2018, quelli che hanno visto in scena l’ispettore della squadra mobile genovese Marco Canepa, ovvero Tutte le strade portano a Genova, Omicidio all’Acquario di Genova e ora Come lupi nella neve (Fratelli Frilli, pagg. 238, euro 14,90). 
Lavori, questi ultimi, affiancati all’inizio dello scorso anno da Una santa per amica (Teresa di Calcutta vista da vicino), per le Edizioni Dehoniane. In altre parole la storia della sua amicizia giovanile con la più famosa suora del mondo, da lui frequentata per oltre vent'anni. 
Ma veniamo alla trama di Come lupi nella neve, un lavoro ricco di colpi di scena, capace di intrigare e, se vogliamo, anche di far sognare a base di incubi. Mettendoci nei panni dei protagonisti, tratteggiati con garbo e credibilità tanto da entrare in men che non si dica, nell’immaginario dei lettori.    
L’ispettore Marco Canepa si è fatto finalmente convincere dal suo amico Giuseppe Lolli (titolare della birreria Il Fondo sul Lungomare Bertolo di Recco) a trascorrere sei giorni insieme nell’affascinante paese molisano di Agnone, di dove Giuseppe è originario. Un paese di “gente onesta, che ama il lavoro, la buona tavola e le antiche tradizioni popolari come, ad esempio, la festa dell’Ndocciata che si svolge ogni anno fra l’8 e il 24 dicembre”. 
Accolto a braccia aperte da tutti i componenti della famiglia Lolli, Canepa fa appena in tempo ad assaggiare le squisite specialità gastronomiche locali e a conoscere amici e parenti di Giuseppe, che subito il paese, che si trova a ottocento metri di altezza, viene investito da una tormenta di neve che, in breve tempo, lo taglia completamente fuori dal mondo: niente corrente elettrica, nessun collegamento telefonico, nessuna possibilità di raggiungerlo dal fondo valle. 
Non bastasse, quella notte stessa un brutale omicidio sconvolge la vita di tutti gli abitanti. Franco Furino, un romano con seconda casa ad Agnone, viene infatti trovato ucciso all'interno della chiesa di Sant’Emidio, mentre sua moglie Germana e la figlia Camilla, di nove anni, risultano scomparse. Delle indagini si incaricano i quattro carabinieri della locale stazione, sotto il comando del pingue maresciallo Pasquale Conte, amico di infanzia di Giuseppe. Il tutto mentre un vecchio professore di storia, Aristide Ponzio, insigne studioso degli usi e costumi dei Sanniti, fa riecheggiare l’antica maledizione di una presunta strega risalente al 270 avanti Cristo. 
Il giorno seguente anche la moglie di Furino viene ritrovata uccisa, con un coltello nel cuore. Suo malgrado, l’ispettore Canepa, deve rinunciare alla preventivata vacanza e aiutare i carabinieri a risolvere i due inspiegabili omicidi. 
Che dire: in questo noir - come da note editoriali - i veri protagonisti, oltre all’azione e alla dinamica degli eventi, sono i vari e curiosi personaggi del paese: il parroco, il sacrestano, la venditrice di formaggi, il geometra, il barista, il dottore nostalgico della Russia comunista. E poi c’è il passato che ritorna, in un incessante andirivieni temporale che va a mescolarsi ai tempi lenti della provincia italiana nonché ai pensieri e ai ricordi di tutti, in un'atmosfera invernale malinconica e un po’ retrò”. Ma soprattutto preoccupante e misteriosa, in quanto segnata dall’imprevedibilità.

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