Cultura

Una storia, intensa e romantica, di due ragazzi feriti dalle vicissitudini della vita. Raccontata all’insegna dei cinque sensi

Un gradito ritorno: quello di Diego Galdino, che nella sua Roma gestisce un bar dove tutti i giorni “saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città”


29/06/2020

di MASSIMO MISTERO


Quello che non ti aspetti. Un autore fuori dagli schemi, capace di abbracciare il lettore attraverso una intensa e romantica storia d’amore ambientata in una Roma fascinosa e piena di magia. La qual cosa non deve sorprendere, in quanto la penna di Diego Galdino - strada facendo -  ha saputo proporsi a una platea allargata di lettori sin dal suo lavoro d’esordio, Il primo caffè del mattino, pubblicato dalla Sperling & Kupfer nel 2013 e definito dalla critica “un caso letterario” (a titolo di cronaca ricordiamo che i diritti cinematografici sono stati venduti in Germania), seguito a ruota, sempre per i tipi dello tesso editore, da Il viaggio delle fontanelle (un itinerario alla scoperta delle fontanelle della Capitale al di là delle classiche mete turistiche), Mi arrivi come da un sogno, Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi, Ti vedo per la prima volta (in cui affronta il tema della narcolessia) e L’ultimo caffè della sera, sequel del suo lavoro d’esordio. 
A seguire, nel 2019, il romanzo autopubblicato Bosco bianco e ora, per Leggereeditore, marchio della scuderia Fanucci, Una storia straordinaria (pagg. 206, euro 9,90). Ovvero un romanzo che si rapporta a un percorso amoroso attraverso i cinque sensi (all’olfatto, al gusto, all’udito, al tatto e alla vista sono infatti dedicati i primi cinque capitoli della storia giocando sulle percezioni dei due protagonisti), ma anche sposando il cinema e una Roma “piena di fascino e di magia”. All’insegna peraltro di un interrogativo: l'amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? 
Diego Galdino, si diceva, che dopo gli studi superiori ha iniziato a lavorare nel locale di famiglia, il Lino Bar di Roma (città dove è nato il 24 luglio 1971), attività alla quale nel corso degli anni ha affiancato quella di scrittore. Lui padre di due figlie di primo letto (Giulia e Claudia) che ogni mattina - raccontano le sue note - si alza alle cinque per aprire il suo bar in centro, dove tutti i giorni saluta i clienti “con i caffè più fantasiosi della città”. 
Definito dal Messaggero il Cinderella Man della letteratura, ma anche da altri il Nicholas Sparks italiano (lo scrittore statunitense cultore di temi importanti come l’amore eterno, il destino e la religione), la sua penna è sbarcata vincente in Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Serbia, Spagna e Sudamerica.  
Detto questo, spazio alla sinossi. Luca e Silvia (tratteggiati fra le pieghe dei ricordi e di un presente non certo facile) sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. 
La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta quando Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film incentrato sui sentimenti. 
I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi, si ritrovano così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e a camminare insieme? 
Che dire? In un susseguirsi di momenti che hanno il sapore della nostalgia e dei ricordi l’autore pilota la sua storia da driver provetto, arricchendola di citazioni prese in prestito dai grandi del cinema e non solo. In primis quella graffiante attribuita a Robert De Niro: “Il talento sta nelle stelle”. O magari - aggiungiamo noi - in un… bar di Roma. 

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