Cultura

Una serie di omicidi, un macabro ricatto e un giornalista finito nel mirino

Dalla prolifica penna di Rocco Ballacchino un noir mozzafiato sotto il cielo di Torino, con un serial killer in cerca di una robusta attenzione mediatica


21/06/2021

di MASSIMO MISTERO


Una penna che sa farsi apprezzare dai lettori, quella di Rocco Ballacchino, prolifico autore e sceneggiatore nato a Torino nel luglio 1972, città dove si è laureato in Scienze della comunicazione con una tesi in Semiologia del cinema incentrata sul personaggio di Totò nell’Italia del Dopoguerra. Non a caso il cinema, la scrittura e il teatro rappresentano da sempre le sue più grandi passioni. E sotto la Mole peraltro ancora vive, dove si è proposto fra i soci fondatori del gruppo di scrittori ToriNoir e dove ambienta la maggior parte delle sue storie impregnate di mistero, ferma restando una costante connotazione amorosa. 
Lui che ora è passato, editorialmente parlando, dalla Fratelli Frilli di Genova alla Mursia di Milano. Per la quale, dopo aver messo in panchina l’affiatata coppia composta del commissario Sergio Crema (“Un personaggio - tiene a precisare l’autore - che mi assomiglia, in quanto in lui ho trasferito una parte del mio quotidiano, moglie e figli compresi ma, sia chiaro, senza altre divagazioni sentimentali”) e dal critico cinematografico Mario Bernardini (che hanno tenuto banco in Trappola a Porta Nuova, Scena del crimine, Trama imperfetta, Torino Obiettivo finale, La persona sbagliata e Matematiche certezze), ha puntato su un nuovo personaggio. Accasandolo nella collana Giungla Gialla diretta da Fabrizio Carcano, quinto appuntamento pubblicato dopo i lavori firmati da Gian Luca Campagna, Marco Marinoni, Winer Preda e Annalisa Stancanelli. 
Ovvero il giornalista Luca Moretti, caporedattore di un piccolo giornale (TorinoNews), compulsivo consumatore dell’omonima birra, sempre in lotta con i salotti della città e della collina, che si propone come prima guida di Indagine parallela (pagg. 294, euro 17,00). Di fatto un personaggio scontroso e dal brutto carattere, quindi distante anni luce dal collaudato duo Bernardini-Crema, la cui esistenza - come da sinossi - viene messa in crisi dall’apertura di una lettera non firmata (Fermate lo spettacolo o una persona morirà. Show must go on?) nella quale gli viene annunciato che, se non verrà annullato uno spettacolo in programma al Teatro Regio, avverrà un omicidio. 
In effetti una prostituta viene assassinata proprio la sera indicata dal mittente della lettera. Macchia Nera, il killer che sfida le forze dell’ordine e l’opinione pubblica, rivendica il delitto e comincia a colpire nel mucchio allo stesso modo, suscitando un ampio dibattito mediatico sulla possibilità di accettare o meno le sue condizioni. 
A questo punto Moretti, affiancato dalla collega e amante Donatella, svolgerà un’indagine, parallela a quella della Polizia, per capire le ragioni del suo coinvolgimento. In effetti, come mai l’assassino si rivolge proprio a lui per anticipare alla stampa le sue imprese? Un killer che, attraverso i suoi delitti, finirà per diventare un fenomeno da social network generando nel pubblico reazioni contrastanti. Sì, perché “anche gli stupratori e i serial killer possono diventare degli eroi in un mondo senza più riferimenti certi”. 
Che dire: ancora una volta Ballacchino dimostra di sapersi destreggiare con mano garbata fra le pieghe delle indagini poliziesche, giocando a rimpiattino con il mistero e, nel nostro caso, con un macabro ricatto sotto il cielo di Torino. A fronte di una storia inventata, certo, ma con alcune precisazioni al seguito: ad esempio la partecipazione straordinaria di Beppe Gandolfo, amico e inviato di Mediaset, nella parte di Giuseppe Granata; di due testate come Videogruppo e Quotidiano Piemontese, i cui giornalisti hanno seguito l’uscita dei suoi libri; e poi i locali come la pasticceria Amici miei, la gelateria Delle Alpi e la Focacceria ligure, esattamente collocate nei loro luoghi e che l’autore invita a frequentare. Fermi restando gli appuntamenti obbligati per chi arriva sotto la Mole da turista… 
Per la cronaca Ballacchino aveva debuttato nella narrativa gialla fra il 2001 e il 2002, quando tre suoi racconti (Internet permettendo, La sfida dei drammi e Appuntamento con la signora) furono pubblicati sulla rivista per giovani scrittori Inchiostro. Successivamente, dopo aver contribuito alla realizzazione, assieme ad altri 14 autori, di Giallo aperto e aver curato la sceneggiatura di un paio di cortometraggi (Poison e Doppio inganno), nel 2009 avrebbe giocato da solista, per i tipi de Il Punto - Piemonte in Bancarella, con Crisantemi a Ferragosto, seguito da Appello mortale e Favola Nera. Un lavoro, quest’ultimo, scritto a quattro mani con il giornalista-scrittore Andrea Monticone, nel quale avviene il sodalizio tra il professore Andrea Corioni e il capitano dei carabinieri Gabriele Sodano, personaggi già protagonisti di precedenti romanzi. 
Quindi, nel gennaio 2013, l’approdo in casa Frilli con il citato noir Trappola a Porta Nuova, romanzo la cui distribuzione avrebbe varcato i confini piemontesi. E “sempre lo stesso anno - tiene a precisare l’interessato - avrei debuttato come autore teatrale con la commedia Operazione marito infedele portata in scena da Maria Grazia Alfarone e Alberto Pisano per la regia di Alex Curina”. Oltre a dare voce nel 2019, sempre con Frilli, al citato Matematiche certezze in coppia con Maria Masella e lo scorso anno al noir Non è un paese per buoni per Oakmond Publishing. 
Che altro? Strada facendo Ballacchino - repetita iuvant per i suoi nuovi “arrivati” - si è concesso anche ulteriori divagazioni, come l’e-book Le sette vite del capitano, dedicato al calciatore Alessandro Del Piero, nonché la curatela della collana di gialli per ragazzi “I Frillini”, per la quale ha anche pubblicato I gemelli Misteri e L’invasione zombie.

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