Cultura

Una prostituta travolta da un treno alla stazione Brignole di Genova: omicidio o suicidio?

A indagare, siamo nel febbraio del 1941, il commissario Boccadoro. E il suo autore ce ne parla, allargando lo sguardo sulla sua vita di scrittore iniziata per caso: come sfogo per la morte di un amico. E che a sua insaputa…


14/06/2021

di ARMANDO D’AMARO


Scrivere di sé stessi non è facile, almeno per me. Comunque inizio presentandomi: sono nato a Genova nell’autunno del 1956 e, dopo studi classici e laurea in Giurisprudenza, ho praticato attività forense ed accademica. Mi sono trovato a fare lo ‘scrittore’ per caso: alla morte di un caro amico mi sono sfogato con un lungo e poco curato testo noir che, anni dopo e a mia insaputa, è stato fatto battere a macchina da una collega di studio e inviato a Marco Frilli che, dopo avermi chiesto le necessarie ‘aggiustature’, lo ha pubblicato: così ha visto la luce - era il 2007 - Delitto ai Parchi
Lo stesso investigatore dell’opera prima - il maresciallo dei Carabinieri Isidoro Corradi, personaggio duro e spigoloso - è protagonista anche dei successivi La Controbanda (nello stesso anno), La farfalla dalle ali rosse (2008), Liberaci dal male (2010, scritto col criminologo Marco Lagazzi, dove è un sottoufficiale ‘senza nome’), Il testamento della Signora Gaetani (2014), La mesata (2016) e Il maresciallo Corradi e l’evaso (2019), per ora ultimo della serie. 
Nel frattempo, abbandonata la professione, mi ero trasferito dalla città in una casa degli avi a Calice Ligure, luogo di ambientazione de La Controbanda e, ironia della sorte, nel 2016 questo romanzo è stato acquisito dal gruppo editoriale Repubblica-l’Espresso: la ripubblicazione in Italia Noir, insieme a grandi nomi, mi ha offerto una visibilità nazionale. 
Nello stesso periodo l’amico, più che editore, Marco Frilli mi chiedeva di dedicarmi a una nuova ‘serie’ ambientata ai tempi del fascismo. Dopo lunghi e accurati studi sul periodo - innumerevoli le consultazioni di testi, emeroteche e materiale d’archivio - nel 2017 ‘partorivo’ Nero Dominante e, successivamente, Boccadoro e il cappotto rosso (2018), Boccadoro e la calda estate (2020) e, in ultimo, Commissario Boccadoro. Genova, i crimini negati (pagg. 190, euro 12,90) (2021).


A un anno dalla morte del ‘gran capo’ - nell’ottobre del 2016 - decidevo, con suo figlio Carlo, di dedicargli una raccolta di racconti tematici che ho avuto l’onore e il piacere di curare: Una finestra sul noir (2017), 44 gatti in noir (2018), Tutti i sapori del noir (2019) e I luoghi del noir (2020) sono antologie che hanno avuto un grande riscontro e spero possano continuare con la stessa cadenza: quest’anno il tema sarà Amore-Odio. 
Ma, tornando alla serie - ambientata a Genova e non solo a partire dal 1938 - della quale parlavo poco sopra, devo dire come trovi soddisfazione sia nello scriverla che nell’accoglienza che le riservano lettori e ‘critica’. Il protagonista - insieme ligio commissario di Polizia, marito e padre di tre figli - è l’antitesi del maresciallo Corradi. 
Nell’ultimo romanzo edito il commissario Francesco Boccadoro si trova alle prese - siamo nel febbraio 1941e la sua famiglia è sfollata in campagna - con omicidi di donne, già archiviati come ‘incidenti’, che si ripetono in prossimità di stazioni ferroviarie: le sue indagini procedono a fatica non solo a causa della ritrosia del Questore e dell’ostracismo del Centurione della Milizia responsabile dello scalo di Brignole, ma pure per il pesante bombardamento navale inglese di domenica nove e le sue drammatiche conseguenze. 
Voglio terminare citando le parole che gli ha dedicato Massimo Ansaldo: “Romanzo bello e avvincente. Boccadoro contribuisce a rendere l’atmosfera degna del migliore Simenon. Un Maigret ligure che nulla ha da invidiare a quello d’oltralpe. Il ritmo, mai fastidiosamente frenetico, accompagna una storia non scontata. Scorre tra due parallele narrative, la presenza inquietante dell’ufficiale fascista Iop e quella misteriosa dell’omicida seriale. Ardita, ma riuscita, l’alternanza tra la direttrice criminale della storia e la descrizione particolareggiata del ‘focolare domestico’ del commissario. Ciò non disturba lo scorrere della storia, anzi, diventa amalgama perfetta, complice una scrittura di classe. Così come non disorienta il lettore trovarsi prima sul ponte di una nave inglese che bombarda Genova e poi sugli spalti di una partita di calcio a Marassi. Uno spaccato degli anni della seconda guerra mondiale affrontati con la delicatezza di una penna esperta e l’umanità di chi ha compreso che cosa abbia significato quel periodo per ognuno di noi”.

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