Fisco & Cittadini

Una girandola impazzita per le scadenze fiscali

A seguito delle nuove proroghe, diversi pagamenti sono stati messi in agenda nello stesso giorno, cioè il 16 settembre 2020


01/06/2020

di SALVINA MORINA E TONINO MORINA


Con il cosiddetto decreto “rilancio”, l’Esecutivo si è dato da fare con la moltiplicazione delle proroghe dei pagamenti, comunque insufficienti e disordinate. Il Governo prosegue così con una girandola impazzita di proroghe dei pagamenti, con diverse scadenze che sono poi stranamente concentrate nello stesso giorno, cioè il 16 settembre 2020. Per molti esercenti attività artigianali, commerciali o professionali, economicamente disastrati dal lungo periodo di chiusura, a causa dell’emergenza coronavirus, sarà pertanto estremamente complicato rispettare le scadenze fissate per i pagamenti. Tra le nuove proroghe, sono stati “ripescati” anche i pagamenti delle comunicazioni di irregolarità, cosiddetti avvisi bonari, che erano stati ignorati dai precedenti provvedimenti. 
Le vecchie e le nuove proroghe sono contenute nel Dl 19 maggio 2020, n. 34, cosiddetto decreto “rilancio”, pubblicato sul supplemento ordinario n. 21/L alla Gazzetta ufficiale n. 128, del 19 maggio 2020. 
Prima rata Imu per il 2020, saldo imposte 2019 e primo acconto 2020 in attesa di proroghe -Il decreto “rilancio” non si occupa del versamento a saldo delle imposte e dei contributi dovuti per il 2019 ed il primo acconto per il 2020, in relazione ai modelli Redditi 2020, per l’anno 2019, la cui scadenza resta, al momento, in calendario al 30 giugno 2020, con possibile spostamento al 30 luglio 2020, con lo 0,40% in più. Considerato però che l’emergenza coronavirus non è finita, è prevedibile che anche questi pagamenti saranno prorogati da un prossimo provvedimento, così come è attesa pure la proroga del primo acconto 2020 dell’Imu, in agenda il prossimo 16 giugno 2020. 
Al di là del fatto che, come si dice spesso, “una proroga non si nega a nessuno”, i danni economici causati dall’emergenza del coronavirus hanno mandato letteralmente in bolletta molti imprenditori e professionisti. Soldi in giro ce ne sono pochi e per molti contribuenti, l’alternativa è tra mangiare o pagare le tasse. E’ evidente che, in questo caso, pagare le tasse diventa l’ultimo dei pensieri, magari in attesa di nuove proroghe sperabilmente più lunghe ed ordinate di quelle finora concesse. 
Rottamazione e saldo e stralcio - Tra le nuove proroghe si spera di salvare le definizioni agevolate della cosiddetta “pace fiscale”. Con il decreto rilancio, sono stati infatti prorogati i termini di pagamento delle rate dovute per le definizioni agevolate del 2019, di cui al decreto - legge 23 ottobre 2018, n. 119 (rottamazione), e della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (saldo e stralcio). Per “salvare” la rottamazione ter e il saldo e stralcio, i pagamenti in scadenza quest’anno potranno essere effettuati entro il 10 dicembre 2020. 
Le stesse regole sono applicabili per le rate dovute a seguito della definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della Riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea. È espressamente disposto che le definizioni agevolate sono fatte salve a condizione che il debitore effettui l’integrale versamento delle rate scadute o in scadenza nel 2020, entro il termine del 10 dicembre 2020, fermo restando che le rate scadute nel 2019 siano state regolarmente pagate. 
È inoltre stabilito che non è applicabile la “tolleranza” di cinque giorni prevista ordinariamente per le altre rate, per garantire la sicura acquisizione nell’anno 2020 delle relative somme al bilancio dello Stato e degli altri enti creditori. 
Rate della pace fiscale - Con un’altra norma, si “allunga” al 16 settembre 2020 il termine per il pagamento delle rate in scadenza nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, a seguito delle definizioni agevolate dei processi verbali di constatazione, degli atti di accertamento, della chiusura delle liti pendenti e della regolarizzazione delle associazioni sportive dilettantistiche. 
In questo caso, si dovranno pagare le somme dovute entro il 16 settembre 2020, o in 4 rate mensili di pari importo, con scadenza il 16 di ciascun mese. Rimane fermo che le altre rate per le predette definizioni agevolate, in scadenza dopo il 31 maggio 2020, dovranno essere pagate entro i termini originari. Ad esempio, i contribuenti che pagano a rate le somme dovute per la chiusura della lite, dovranno pagare la sesta rata entro il 31 agosto 2020, cioè prima della quinta rata in scadenza ordinaria al 31 maggio 2020, che è stata differita al 16 settembre 2020. Con il differimento delle rate in scadenza nel 2020 per la rottamazione o per il saldo e stralcio, sono anche prorogate al 10 dicembre 2020 la seconda e terza rata delle somme dovute per il saldo e stralcio, in scadenza ordinaria il 31 marzo 2020 e il 31 luglio 2020. Le somme dovute per il saldo e stralcio potevano essere versate in unica soluzione entro il 30 novembre 2019, o in rate così suddivise: il 35 per cento con scadenza il 30 novembre 2019, il 20 per cento con scadenza il 31 marzo 2020 (ora, 10 dicembre 2020), il 15 per cento con scadenza il 31 luglio 2020 (ora, 10 dicembre 2020), il 15% con scadenza il 31 marzo 2021 e il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021. 
In caso di rateazione, si applicano gli interessi al tasso del 2 per cento annuo e non si applicano le disposizioni generali in tema di rateazione dei debiti tributari. Al riguardo, si deve rilevare che gli interessi non devono essere calcolati per il periodo di proroga, nel rispetto del principio univoco e consolidato che la “proroga è gratuita”. 
Ripescati gli avvisi bonari -Una delle nuove proroghe riguarda i pagamenti in scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 18 maggio 2020, cioè il giorno antecedente l’entrata in vigore del decreto “rilancio”, anche per le rateazioni in corso, delle somme chieste mediante le comunicazioni di irregolarità, cosiddetti avvisi bonari, degli esiti del controllo di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del decreto sull’accertamento Dpr 600/1973, e 54-bis del decreto Iva, Dpr 633/1972, nonché mediante le comunicazioni degli esiti della liquidazione per i redditi soggetti a tassazione separata. 
La norma prevede altresì la sospensione degli stessi pagamenti in scadenza nel periodo compreso tra il 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del decreto e il 31 maggio 2020. I versamenti sospesi potranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o in 4 rate mensili di pari importo a decorrere da settembre 2020 con scadenza il 16 di ciascun mese. 
Vecchie proroghe “spostate” al 16 settembre - Come si è detto, i nuovi differimenti previsti dal decreto “rilancio” spostano diversi versamenti, che erano in scadenza nei mesi di maggio e giugno, prevedendo, di norma, la ripresa dei pagamenti entro il 16 settembre 2020. Ad esempio, per i contribuenti esercenti impresa, arte o professione, con ricavi o compensi fino a 50milioni di euro relativi al 2019, sono sospesi i versamenti delle ritenute e dei contributi assistenziali e previdenziali e i premi di assicurazione obbligatoria sul lavoro dipendente e dell’Iva, in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020. La stessa sospensione è prevista per i contribuenti che hanno iniziato l’attività dopo il 31 marzo 2019. 
I versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza sanzioni e senza interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, o in 4 rate mensili di pari importo, con il pagamento della prima rata entro il 16 settembre 2020 e le successive entro il 16 di ciascun mese. La sospensione vale solo nel caso in cui si verifica un calo del fatturato o dei corrispettivi non inferiore al 33% nel mese di marzo 2020 rispetto a marzo 2019, o nel mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019. 
Le stesse date per la ripresa dei pagamenti valgono per i contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel periodo d’imposta 2019, i cui ricavi o compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, non sono assoggettati alle ritenute d’acconto da parte del sostituto d’imposta. Il beneficio spetta a condizione che nel mese precedente non siano state sostenute spese per lavoro dipendente o assimilato. 
È stata anche spostata in avanti la sospensione dei termini dei versamenti, in scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2020 (prima prevista fino al 31 maggio), derivanti da cartelle emesse dagli agenti della riscossione, ed i pagamenti dovuti a seguito di accertamenti esecutivi dell’agenzia delle Entrate, avvisi di addebito dell’Inps, atti di accertamento emessi dall’agenzia delle Dogane e atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali. I versamenti sospesi si dovranno effettuare, senza sanzioni e senza interessi, in unica soluzione entro il 30 settembre 2020.

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