Cultura

Una donna assassinata, un’ombra fugace e il magistrato Elena Macchi indaga

Torna sugli scaffali l’inflessibile P.M. uscito dalla penna di Laura Veroni. Questa volta alle prese con un caso dai risvolti drammatici quanto inaspettati


20/04/2020

di Lucio Malresta


A volte l’apparenza inganna. È il caso del magistrato Elena Macchi, un personaggio che Laura Veroni aveva fatto debuttare nel 2016 ne I delitti di Varese, per poi riproporla in Varese non aver paura, Concerto di morte e, ora, ne Il passato non muore (pagg. 200, euro 14,90), tutti pubblicati dalla Fratelli Frilli di Genova. 
Elena Macchi, si diceva. Una numero uno a prima vista inflessibile, determinata quanto ambiziosa, ruvida quanto riflessiva. Un pubblico ministero dal cuore di pietra, temuto da molti, ma anche rispettato per il suo temperamento e per le sue qualità intuitive. In realtà, nel privato, una persona piena di insicurezze e di fragilità, che riesce a nascondere dietro a una ben studiata maschera. 
Una donna nel cui allergico cuore - sinora ricco soltanto di casuali avventure - ha però fatto breccia Lorenzo Chiari, un uomo in carriera che sembra aver perso la testa per lei. Anche se in un paio di occasioni, all’inizio della loro tormentata storia, aveva tentato di scaricarlo. Ed è a partire dal rifiorire di questa complicata relazione che si dipana il canovaccio del noir che stiamo proponendo. 
Come da sinossi, una donna viene trovata morta, con la gola squarciata, nel proprio appartamento in via Prima Cappella, ai piedi del Sacro Monte, in quel di Varese. Si tratta della psichiatra Milva Rossi, una apprezzata professionista. A rinvenire il corpo è Susanna, la figlia di quattordici anni al suo rientro a casa. 
A prima vista si tratta del lavoro di un professionista. “Una esecuzione in piena regola” secondo Elena Macchi, chiamata sul posto a dirigere l’orchestra delle rilevazioni affiancata dal commissario Auteri e dal vicecommissario Pozzi: nessun oggetto fuori posto, nessun cassetto aperto, nessun segno di scasso, insomma niente di niente. Evidentemente la vittima conosceva l’assassino, che non doveva essere certo uno sprovveduto. Il brutale omicida non ha infatti lasciato tracce, tranne una propria fugace apparizione davanti alla telecamera del condominio. Così, a sorpresa, si scopre che si tratta di una donna dai capelli lunghi e scuri. Sarà questo l’unico indizio sul quale potrà indagare la polizia. 
Ma torniamo al dunque. È in questa drammatica occasione che Elena Macchi conosce Athena Bini, giovane psicologa, nonché ex allieva della vittima, che incarica di prendersi cura di Susanna nel tentativo di aiutarla a superare il trauma della morte della madre. 
A questo punto inizierà la caccia al killer, che vedrà in prima fila il nostro brillante Pubblico ministero. Che si metterà a indagare nella cerchia delle amicizie e dei colleghi di lavoro della vittima, nonché nella vita dell’ex marito e della sua nuova compagna. Mentre la polizia brancola nel buio, un altro omicidio torna a sconvolgere la tranquillità della provincia di Varese. E, ancora una volta, le indagini porteranno alla misteriosa donna dai capelli neri. 
“Ulteriori ricerche condurranno Elena Macchi nel borgo di Castiglione Olona, dove il dottor Del Fante l’attende nel suo studio - non diciamo in quali condizioni, trattandosi di un giallo - per parlare della collaborazione avuta con la psichiatra uccisa. Si fa così strada l’ipotesi che la misteriosa donna possa essere un’ex paziente della prima vittima”. 
Purtroppo la catena degli omicidi pare non doversi fermare e un interrogativo inizia a serpeggiare fra gli inquirenti: la situazione potrebbe essere sfuggita di mano all’omicida, oppure potrebbe essere lei stessa vittima della propria follia? 
Di fatto sarà un incontro casuale, collegato a un particolare all’apparenza insignificante, “a far scattare nella mente di Elena Macchi un flash e, all’improvviso, tutto le diventerà chiaro”. In altre parole le indagini prenderanno tutt’altra direzione, conducendo il magistrato verso la soluzione del caso. 
Per la cronaca Laura Veroni è nata a Varese il 14 aprile 1963, città dove - una volta frequentato il liceo Classico ed essersi laureata in Pedagogia all’università Cattolica di Milano - ha insegnato Lettere e dove ama ambientare le sue storie. Storie che hanno peraltro collezionato diversi riconoscimenti a partire dai suoi primi racconti (si è aggiudicata, ad esempio, il Giallo Stresa e il concorso Cartoline di Natale indetto da Meme Publishers). Racconti inframmezzati ovviamente a romanzi. Oltre a quelli citati, ricordiamo infatti Il ruolo, Thanatos, I ricordi di Lalla, Volevo essere felice nonché Il fantasma di Giada per la collana I Frillini, dedicata appunto ai ragazzi dalla Fratelli Frilli.

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