Cultura

Un presente che intriga e un passato che torna. All'insegna dell'amore

Cattura ed emoziona la scrittura di Rafik Schami, uno degli intellettuali più apprezzati in Germania, anche se in realtà è nato a Damasco


28/01/2019

di Valentina Zirpoli


Se ancora non avete apprezzato la scrittura - garbata, avvolgente, straordinariamente raffinata - di Rafik Schami è ora di farlo. E l’occasione viene offerta, ancora una volta, dalla sua casa editrice italiana di riferimento, la Garzanti, la quale lo ripropone in un libro che si porta al seguito un titolo poeticamente intrigante: La nostalgia di una rondine esiliata (pagg. 422, euro 19,90, traduzione di Sara Sullam). Un altro potente affresco narrativo uscito dalla penna che ha firmato Il lato oscuro dell’amore, un successo tradotto in chissà quanti Paesi. 
Rafik Schami, si diceva, un nom de plume dal significato ben studiato, ovvero Amico di Damasco, in quanto questo intellettuale - fra i più amati e ammirati in Germania - è appunto nato nel quartiere aramaico di Damasco il 23 giugno 1946. Giovane ribelle, avrebbe lasciato la Siria nel 1970 per sfuggire alla censura soffocante del suo Paese accasandosi in Libano, per poi trasferirsi, un anno dopo, nella Repubblica Federale di Germania, dove avrebbe proseguito i suoi studi presso l’università di Heidelberg, laureandosi nel 1979. 
Sta di fatto che, per sbarcare il lunario, strada facendo avrebbe lavorato in fabbrica, nei cantieri, nei ristoranti e anche come commesso nei grandi magazzini. Peraltro scrivendo articoli e racconti dapprima in arabo e poi in tedesco. Sin quando avrebbe debuttato nella narrativa, proponendo una lunghissima serie di romanzi e saggi, arricchiti da fiabe e libri di cucina, questi ultimi firmati a quattro mani con la sorella Marie Fadel. 
Che altro? Un personaggio avvezzo alla polemica, dai risvolti fortemente pacifisti. Tanto è vero che si è sempre dato un gran da fare per la riconciliazione fra palestinesi e israeliani, cogliendo ogni occasione possibile per ribadire le proprie posizioni. Ma anche arrivando a criticare aspramente il mondo arabo in occasione della Fiera di Francoforte del 2004 per l’atteggiamento riservato agli scrittori dissidenti. 
Di fatto, a tenere banco nella sua scrittura fluida e intrigante sono le emozioni, il gioco dei ricordi, l’affetto per la vecchiaia, in altre parole i sentimenti. Lui sposato dal 1991 con Root Leeb, illustratrice e sua volta autrice, dalla quale ha avuto un figlio, chiamato Amil Fadel. Lui magico affabulatore anche quando si trova un microfono fra le mani per intrattenere il pubblico, riuscendo a creare un feeling diretto con i suoi supporter alla stregua di quanto riesce a fare con le parole scritte. 
Sta di fatto che oggi Rafik Schami si propone come una penna di largo respiro apprezzata in mezzo mondo. Italia compresa, dove può contare su un buon seguito di lettori, trainati dalla magica storia imbastita ne Il lato oscuro dell’amore, bissata da quelle legate a La voce della notte e L’amante di Damasco. E ora puntando sulle emozioni profonde e i desideri che a volte il destino mette a tacere, filo conduttore appunto de La nostalgia di una rondine esiliata. Una trama imbastita sul passato, la cui eco sembra non finire mai, ma che cambia melodia quando il presente si riempie di speranza e non solo. Perché la forza dell’amore, a guardar bene, non si esaurisce mai. 
Ma veniamo alla sinossi, ancora una volta incentrata fra le strade di Damasco nell’estate del 2006. “È notte e, per le strade della città, non c’è alcun rumore. Karim è solo. Da tanto tempo si è buttato il passato alle spalle. Perché Karim non ha più nulla da chiedere al futuro: desideri e aspettative sono chiusi per sempre in un cassetto. Fino a quando non incontra Aida. Con la sua passione per le moto e il suo aspetto da ragazzina - anche se ormai non lo è più - lo affascina e lo terrorizza allo stesso tempo. È come una ventata di aria fresca che invade una stanza con le persiane chiuse da tempo, in cui nemmeno un raggio di sole riusciva più a filtrare. I due iniziano a frequentarsi e Karim sente crescere dentro di sé una sensazione che credeva sopita per sempre, lo scalpitare di una vita che ha ancora fame di conoscere e di sperimentare”. 
Ma i lacci che lo tengono avvinto al passato non si sono spezzati del tutto: “una donna, che ha conosciuto e amato in un tempo lontano, chiede il suo aiuto perché il figlio è accusato di omicidio. Un’accusa fatta di bugie e di falsità, che Karim ha a sua volta sperimentato quando era giovane. La vita, ora, gli scorre davanti agli occhi, in un susseguirsi di gioie e dolori. Karim ricorda l’infanzia in una famiglia che ha ostacolato la sua carriera di musicista. Ricorda la comunità religiosa in cui è cresciuto e che non lo ha mai accolto. Aiutare questo ragazzo vorrebbe dire tornare indietro, riaprire vecchie ferite, riannodare amicizie perdute. Ma anche allontanarsi da Aida e mettere a rischio una relazione fragile come un germoglio appena sbocciato. Karim ha davanti una scelta tra le ragioni del cuore e quelle della coscienza. Tra la forza della verità e quella dell’amore...”.

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