Cultura

Un pericoloso viaggio fra morti ammazzati e contraddizioni sociali intrapreso da un nostalgico quanto tormentato commissario

Dalla penna di un manager di successo, Pietro De Sarlo, un ritorno sugli scaffali che cattura, intriga e induce alla riflessione. A fronte di una storia che gioca a rimpiattino con un inaspettato ribaltamento dei ruoli, complice l’esasperazione popolare


18/05/2020

di LUCIO MALRESTA


In una torrida giornata del luglio 2017 un cadavere viene trovato nei pressi del commissariato del popoloso quartiere del Tuscolano a Roma. A indagare è il commissario Achille Schietroma, uomo dal carattere sdrucciolo, come il suo cognome. Alle soglie della pensione che sembra non arrivare mai, angustiato dalla lontananza dei figli e ancorato a un passato che non esiste più, non riesce a essere in sintonia con la società del web, da cui è odiato e amato a giorni alterni, e neanche con la sua bella moglie, conosciuta ai tempi del liceo, che al suo contrario vive la contemporaneità con pienezza e subendone fascino e tentazioni. 
Dal lato opposto un serial killer che porta avanti in modo lucido e dolente i suoi piani di vendetta. Pieni di pathos i suoi intermezzi. I temi che ispirano il giallo sono indubbiamente affascinanti e forniscono diversi spunti. Il più interessante di questi è forse il ribaltamento che vede il killer dei “cattivi” diventare un eroe del popolo, con la conseguente esaltazione dell’incapacità mostrata da Schietroma nel compiere il proprio lavoro, cioè identificare e arrestare l’assassino a prescindere dall’impopolarità delle vittime. Questo elemento sociale è probabilmente uno degli elementi più riusciti del romanzo. 
Una lunga e articolata catena di eventi - che rappresenta la spina dorsale del romanzo Dalla parte dell’assassino (Altrimedia Edizioni, pagg. 198, euro 18.00), secondo intrigante lavoro uscito dalla penna di Pietro De Sarlo -  mostrano come un interesse apparentemente privato e decentrato possa in realtà interessare uno scenario molto ampio e su più livelli: dalla volgare e purtroppo ordinaria corruzione politica a manovre oscure di riflesso globale. 
A ciò si aggiunge l’elemento più originale del romanzo, vale a dire il già citato contesto sociale dal sapore quasi distopico, ma allo stesso tempo intensamente realistico, in cui l’esasperazione popolare - a contatto con i media vecchi e nuovi - viene presentata nei suoi caratteri più morbosi e deviati, dando forma a un vero e proprio ribaltamento in cui la distinzione tra “buoni” e “cattivi” viene messa in discussione e un assassino riesce a diventare un idolo delle masse, con manifestazioni online di sostegno e incoraggiamento. 
La preziosa intuizione di De Sarlo sta proprio nell’aver fatto esplodere tutte le contraddizioni sociali. L’uccisione di Minotti scoperchia il vaso di Pandora a più livelli e Schietroma ha il compito - come ogni commissario che si rispetti - di affrontare questo caos rappresentando a modo suo la razionalità. Achille Schietroma sembra spesso soccombere dinanzi alla sequenza di eventi messa in campo dal killer, dalle sue potenziali vittime e dai suoi superiori. 
Al tempo stesso, con i suoi modi non sempre ortodossi, è costretto a barcamenarsi tra i problemi professionali e personali come i figli lontani, la vita coniugale e il vizio del fumo.  Il ruolo di padre e cittadino scontento, che potrebbe simpatizzare per il killer, e di poliziotto, che deve rimanere lucido in un ambiente sull’orlo dell’esplosione, sembrano spesso confliggere riuscendo però sempre, anche se a fatica, a trovare la rotta. Achille sembra l’ultimo della specie di ‘eroi della Ragione’ circondato da tanti personaggi che invece si arrendono al Caos in varie forme o che lo piegano ai propri scopi. 
Sua unica consolazione è la passione per i tarocchi, in cui spesso si rifugia per trovare ispirazione e conforto. I tanti personaggi difficilmente sono classificabili tra i buoni o i cattivi, tra bianco e nero, ma anzi si immergono tutti nel grigio fornendo loro delle caratteristiche che li rendono unici per come galleggiano tra le difficoltà della attuale società. Tra questi spiccano la moglie Virginia, il sottoposto di Schietroma, Gianturco, una trans e un misterioso Maestro, con la passione dei libri antichi, che tesse le sue trame nel sottobosco che lega politica, affari e reati ambientali. 
L’autore, Pietro Francesco Maria De Sarlo, laureato in ingegneria alla Sapienza di Roma, ha un lungo passato manageriale ai massimi livelli in società italiane ed estere. In tale ambito, come presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, ha promosso diversi interventi a favore della cultura, tra cui le borse di studio per dottorati in discipline umanistiche. Oltre ad alcuni saggi di natura economica, ha pubblicato il primo romanzo nel novembre 2016 intitolato L’Ammerikano, che ha ricevuto nel 2017 il premio della giuria al Concorso Argentario ed è risultato vincitore del premio San Salvo Artese riservato alle opere prime.

(riproduzione riservata)