Cultura

Un “matrimonio con delitto”, in quel di Cabot Cove, per la Signora in Giallo

Jessica Fletcher e Jon Land alle prese con una storia alla Agatha Christie: una festa di nozze in un albergo isolato fra vecchi rancori e un pericoloso assassino


30/11/2020

di Valentina Zirpoli


È un filone, quello dei film interpretati da Jessica Fletcher sul piccolo schermo, alias La Signora in Giallo, che continua a tenere banco, senza mai stancare il telespettatore che magari li ha visti e rivisti chissà quante volte sui più svariati canali. Un filone entrato nell’immaginario collettivo grazie a un arco di successi trentennali, girati in chissà quanti Paesi per propiziarne gli ascolti: non a caso la prima uscita della notissima serie (Murder, She Wrote il titolo originale) risale al settembre 1984 e conta su ben 264 episodi. 
Logico quindi il passaggio di questa famosa serie televisiva, curata da Peter S. Fischer, Richard Levinson e William Link, dal piccolo schermo alle librerie con altrettanto successo, complici due penne di prim’ordine. In realtà sappiamo tutti come stanno le cose. Con Jessica (di professione insegnante di lettere e criminologia) a tenere bandone grazie ai successi ottenuti come scrittrice e soprattutto detective per caso in quel di Cabot Cove, nel Maine. 
Già, la garbata signora che qualcuno sostiene assomigli alla novantacinquenne Angela Lansbury, una bravissima attrice di origine londinese naturalizzata americana, figlia di una star di Broadway e di un noto politico, alla quale guarda caso è stato dedicato proprio il libro che stiamo per proporre. 
Un passo indietro. A farsi carico dei testi per gli scaffali è stato, in particolare, Donald Bain (scomparso a 82 anni il 21 ottobre 2017), il quale aveva firmato in prima persona o come ghost writer - spaziando dalla commedia alla biografia, dal giallo al romanzo storico, con puntate sull’informazione scientifica - oltre novanta libri. 
Bain che per portare a termine la sua ultima fatica - quando le forze lo stavano abbandonando - si era avvalso della collaborazione di Jon Land, a sua volta autore di livello che vive a Providence, nel Rhode Island, il quale si propone anche come sceneggiatore del film Dirty Deeds. Il quale Land, dopo aver contribuito alla stesura di Appuntamento con la morte, ha già al suo attivo Assassinio tra le pagine, Omicidio in corsia, Lezioni pericolose e, ora, Matrimonio con delitto (Sperling & Kupfer, pagg. 302, euro 17,90, traduzione di Barbara Murgia).  
Un giallo (il quarantunesimo della serie pubblicata dalla Sperling) nel quale Jessica Fletcher affronta un mistero in stile Agatha Christie: un albergo nella tormenta, un gruppo di sconosciuti bloccati dalla neve, un assassino con una gran voglia di darsi da fare. Ma come mai la presenza di Jessica in questo contesto? Semplice: la sua casa di Cabot Cove è in via di ristrutturazione a seguito di un grave quanto pericoloso incendio. Per questo ha trovato alloggio presso l’hotel Hill House, che per il fine settimana sta ospitando una dozzina di parenti invitati a un matrimonio, quello fra Daniel Mulroy e Allison Castavette. 
Secondo logica narrativa fra le famiglie dei due fidanzati (protagonisti assenti della storia) non corre buon sangue: i rapporti si erano infatti incrinati quando il padre dello sposo, Heath - suicidatosi (almeno in apparenza) qualche mese prima per sfuggire all’arresto - aveva buggerato anche il papà della sposa, lo scorbutico Doyle. Nemmeno a dirlo, la tensione tra questi Montecchi e Capuleti dei giorni nostri è palpabile, segnata fra l’altro da larvate provocazioni, frecciatine, sguardi di disapprovazione e via dicendo. 
Come accennato, per un cattivo scherzo del destino, il gruppo si è ritrovato prigioniero all’Hill House. Ma tutti hanno motivi ben più gravi di cui preoccuparsi rispetto alle pessime condizioni meteorologiche, perché un assassino si è presentato, non invitato, alla festa con l’intenzione di ucciderli. E per Jessica Fletcher non sarà una passeggiata ricomporre i pezzi di un mistero che di ora in ora si infittisce e che, a un certo punto, vedrà in pericolo la sua stessa vita. 
Il giudizio? Come al solito un canovaccio che cattura e intriga, raccontato con semplicità e quindi alla portata di tutti. Una storia che non manca di tirare in ballo figure a noi note e in ogni caso marginali alla vicenda vera e propria che, sin dalle prime battute, si confrontano ad esempio sulle previsioni di quella che viene ipotizzata - parola del più bisbetico quanto amato medico di famiglia di Cabot Cove - come la bufera del secolo con un metro e mezzo di neve. 
Come si sarà capito le storie della Signora in Giallo partono da lontano, alla chetichella, giocando fra le beghe e i chiacchiericci di paese per poi entrare a pieno regime senza che il lettore quasi se ne accorga. E anche in questo romanzo sarà così, con i due… autori a pigiare sull’acceleratore del mistero e della tensione al momento opportuno.

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