Storie d'impresa

Un esercizio 2019 all’insegna della crescita per la Banca popolare di Sondrio, con utili lievitati del 24 per cento


10/02/2020

“Archiviato il quarto trimestre 2019, possiamo oggi confermare di aver raggiunto risultati positivi per il Gruppo, che chiude l’esercizio con un utile di 137,4 milioni di euro. Emergono buoni segnali per quanto concerne la stabilizzazione strutturale della qualità degli attivi e indicazioni confortanti sui livelli di solidità patrimoniale raggiunti che ci danno ampi margini sui requisiti SREP per il 2020. Rispetto al 2018, gli utili crescono del 24% e derivano esclusivamente dall’attività ordinaria. Inoltre, tengono conto sia degli impatti previsti della cessione da 1 miliardo di euro di sofferenze, in corso di completamento, coerentemente con quanto già annunciato l’8 agosto scorso, sia di quelli relativi a ulteriori interventi straordinari per circa 500 milioni di euro che saranno attuati da qui al 2021. Le operazioni di cessione, affiancate a un potenziamento della nostra macchina interna dei recuperi, porteranno il Gruppo a più che dimezzare l’NPL ratio entro il 2022, con un target in area 6%. Siamo fiduciosi che il percorso tracciato possa essere seguito efficacemente nei modi e nei tempi previsti, rafforzando ulteriormente la nostra solidità, senza sacrificare il valore degli attivi”
Così Mario Alberto Pedranzini, consigliere delegato e direttore generale della Banca Popolare di Sondrio, ha commentato i dati preliminari consolidati, economici e patrimoniali, relativi all’esercizio 2019 e approvati dal Consiglio di amministrazione, dati che verranno sottoposti al vaglio dell’assemblea convocata per il prossimo 16 aprile. 
Un anno che, pur a fronte di un debole contesto macroeconomico a livello europeo, che si è tradotto per l’Italia in un anno sostanzialmente privo di crescita, ha visto il Gruppo valtellinese conseguire risultati interessanti, a conferma della resilienza del proprio modello di business e della capacità di generare valore con continuità per gli azionisti. 
Più in particolare, i lavori - già annunciati - per realizzare la cessione di crediti a sofferenza per un ammontare target di circa un miliardo di euro, al lordo delle rettifiche, attraverso una cartolarizzazione garantita con Gacs, sono in corso di completamento. A valle di questa prima cessione saranno implementate ulteriori iniziative straordinarie di derisking per circa 500 milioni di euro, affiancate da un potenziamento della macchina interna dei recuperi. Il combinato disposto di queste iniziative comporterà per il Gruppo una riduzione dell’Npe ratio dall’attuale 12,46% di fine periodo a circa il 6% entro fine 2022. 
Pur spesando l’impatto delle citate iniziative di derisking nel conto economico dell’anno, in accordo con quanto previsto dai principi contabili vigenti, il Gruppo ha raggiunto un soddisfacente risultato netto di periodo, pari a 137,4 milioni di euro, in crescita del 24% rispetto al 2018. A sua volta la posizione patrimoniale risulta ulteriormente rafforzata, con un CET1 Ratio fully-phased al 15,7% e un Total Capital Ratio al 18,59%, ampiamente superiori ai requisiti regolamentari fissati nella lettera Srep 2020. 
Fra gli altri risultati ricordiamo che la raccolta diretta da clientela è ammontata a 32.622 milioni di euro rispetto ai 31.063 di fine 2018 (+5,0%); quella indiretta si è attestata a € 33.764 milioni rispetto ai 30.182 del periodo di confronto (+11,9%), mentre la raccolta assicurativa è stata di 1.608 milioni rispetto ai 1.410 milioni del 31 dicembre 2018 (+14,0%).  A loro volta i finanziamenti verso clientela si sono attestati a 27.387 milioni, in incremento del 6,0% rispetto ai 25.845 milioni di euro di fine 2018.

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