Cultura

Un edificio dallo spaventoso passato in quel di Londra e una Napoli violenta e criminale alle prese con un terribile segreto

Firmati dalla londinese Dreda Say Mitchell e dal nostro eclettico Massimo Smith due storie di persone che vivono ai margini, a fronte di altrettante trame di un certo peso ricche di suspense


22/03/2021

di MASSIMO MISTERO


Un’altra doppia incursione nel mondo dei thriller da parte della Newton Compton, la casa editrice romana che della narrativa di settore ha fatto bandiera. Giocando vincente con paludati autori internazionale, ma anche dando voce a diverse fra le migliori penne tricolori in abbinata ad altre sulla rampa di lancio o addirittura proposte al loro esordio. 
La prima proposta risulta legata alla maestria narrativa dell’inglese Dreda Say Mitchell, all’anagrafe Louise Emma Joseph, nata nel 1965 e professionalmente attiva, oltre che nella scrittura, nel mondo della Radio, della televisione e del giornalismo, oltre che nella consulenza scolastica freelance. Proponendosi anche come attivista politica (ad esempio, aveva preso ferma posizione - chissà se nel frattempo si sarà ricreduta - a favore della Brexit nel referendum del 2016). 
La quale torna sui nostri scaffali - dopo averla apprezzata ne La stanza degli ospiti (“Il thriller - a detta di quel geniaccio di Lee Child - più spaventoso, entusiasmante e più bello del 1919”) -  con I segreti di Rachel Jordan (pagg. 320, euro 12,00, traduzione di Serena Tardioli). 
Figlia di genitori provenienti dall’isola caraibica di Grenada, Dreda ha frequentato con profitto Storia africana in quel di Londra oltre a conseguire un master in Studi educativi, per poi dedicarsi per 25 anni all’insegnamento e alla consulenza, con particolare attenzione all’aumento del rendimento scolastico dei bambini provenienti da contesti etnici minoritari e della classe operaia. Fermo restando il suo credo, quello di dare voce “alla comunità della classe operaia in cui è cresciuta”. 
Per la cronaca la sua carriera di autrice (al suo attivo figurano numerosi quanto premiati romanzi, alcuni dei quali in predicato di diventare serie televisive) aveva trovato linfa e interesse frequentando un corso di scrittura creativa al Groucho Club di Soho, dove aveva iniziato a dare voce al suo romanzo d’esordio, Running Hot, premiato nel 2005 con il Memorial John Creasey Dagger, Cwa, assegnato per la prima volta - in quella occasione - a una donna di colore. 
Detto questo spazio ai contenuti de I segreti di Rachel Jordan, un lavoro da brividi che ha tenuto banco per otto mesi nelle classifiche di vendita britanniche. Dove incontriamo la giovane Rachel che, impegolata nei debiti, non crede alla sua fortuna quando le viene offerto un lavoro presso un’azienda di successo. 
L’edificio che ospita questa società ha però una storia tragica, cosa che inizialmente la incuriosisce, almeno fino a che un senso costante di inquietudine non comincia a perseguitarla. Sta di fatto che il suo tran-tran quotidiano si trasforma ben presto in un incubo. Ma Rachel non ha scelta, e se non vuole finire in mezzo a una strada deve tenere duro senza farsi suggestionare da certe stupide storie. In fondo, ormai è acqua passata. Oppure no? 
Se lo dice e se lo ripete, sino a esserne quasi convinta. Almeno sino a quando una terribile scoperta le fa comprendere il pericolo che sta correndo. A quel punto il presente e il passato si fonderannno improvvisamente in un affresco dai contorni agghiaccianti. Ma allora, di cosa si sta realmente occupando società per la quale lavora? 


A seguire un intrigante giallo in salsa tricolore firmato da Massimo Smith che, a dispetto del cognome di stampo anglosassone, è nato a Napoli nel 1964, città dove ancora vive e lavora.  Un eclettico personaggio che si è data da fare per il mondo del teatro, del cinema e della televisione; che è stato per due anni responsabile degli eventi pubblici del Premio Napoli, diretto da Ermanno Rea; che ha ricoperto il ruolo di direttore delle case editrici Graus e Ad est dell’equatore; che si è occupato, con l’associazione letteraria I Vesuviani, dell’organizzazione di rassegne letterarie che hanno visto tra gli ospiti Dan Fante, Tess Gallagher, Tiziano Scarpa, Erri De Luca e Michele Serio. 
Ferma restando la sua intrigante presenza nelle librerie. Tra le sue opere sono infatti da ricordare i romanzi La fabbrica dei suicidi, Il rasoio di Occam, Io non esisto e la raccolta di racconti Le solite cose, oltre ad alcune opere e pièces teatrali. Ma anche, per non farsi mancare nulla, una raccolta di poesie intitolata La cruna del saltimbanco
Lui che è tornato in questi giorni in libreria con Il mistero di piazza dell’Odio (pagg. 410, euro 12,00), un giallo, ambientato a Napoli, che si nutre di un serrato ritmo narrativo e di dialoghi da primo della classe a fronte di una trama originale, dove riesce a coniugare al meglio azione e mistero. 
Massimo Smith, si diceva. Uno scrittore versatile, la cui creatività spazia a 360 gradi, con un merito al seguito: quello si saper utilizzare le parole giuste - a volte dure quanto basta - per dare senso e fluidità a un testo, a un romanzo o a un’opera teatrale. Giocando come si conviene con intrecci mai banali, sempre nel massimo rispetto per il lettore. Semmai avendo il merito di farlo riflettere sulle contrastanti incongruenze della nostra società, in bilico fra povertà e ricchezza, giustizia e ingiustizia, umanità e indifferenza, solidarietà ed egoismo. In altre parole interpretando come si conviene le varie sfaccettature che devono fare arte del mestiere di uno scrittore. 
“Perché per me - ha avuto modo di precisare - scrivere significa vivere senza pensare se devo l’esistenza a una parte del mio corpo più che a un’altra. Respiro, il mio cuore batte, il fegato fa il suo lavoro e il cervello prova a essere sufficientemente vigile. Così, nel complesso, vivo. Ecco, scrivo allo stesso modo, senza preoccuparmi di quale narrazione mi racconti meglio. Magari con una punta di invidia rivolta alla leggerezza che ha accompagnato la creatività di Italo Calvino…”. 
Ma veniamo al dunque. A tenere la scena ne Il mistero di piazza dell’Odio è Nico Guerra il quale, appena uscito dal carcere di Rebibbia dopo due anni di reclusione, è costretto a lasciare Roma. Questa città per lui non è infatti un posto sicuro per riassaporare la libertà, visto che, come gli avevano anticipato alcuni compagni di cella dopo averlo pestato a dovere, ad aspettarlo ci sarebbe stato il peggio (Stronzo, quando esci da qui c’hai i minuti contati pe’ annattene da Roma e non torna’ più, perché cor cazzo che stavorta te fanno la grazia. Hai capito, cojone?). 
Per questo Nico decide di darsela a gambe emigrando a Napoli, dove contatta Barbara Giuliani, una vecchia amica con la quale aveva avuto un’avventura ai tempi del liceo. Barbara, seppure risentita per non averlo più sentito, si muove a compassione e lo ospita nel suo albergo - in realtà un bordello di lusso -, invitandolo alla massima discrezione. 
Nonostante il desiderio del nostro uomo di starsene fuori dai guai, attorno all’albergo di Barbara sembrano concentrarsi attività decisamente inquietanti. Tanto che la vita di Nico si incrocerà con quella di Soriano e Giappo, due falchi della polizia che indagano sulla scia di sangue che scorre lungo le strade di Napoli (una città in bilico fra droga e violenza, camorra e ingiustizie, verità e bugie), scia tracciata da un inafferrabile assassino chiamato Vetro
Di fatto, a regalare un ulteriore, graffiante sussulto alla narrazione, sarà uno strano delitto. Ovvero quello di una giovane donna che, prima di morire, riesce a scrivere su un muro la parola odio con il suo stesso sangue. Un fattaccio che, a guardar bene, darà la stura ai contenuti dell’intera vicenda. 
Il giudizio? Un lavoro agile e di robusta leggibilità che si rapporta a un canovaccio infarcito di ben orchestrati colpi di scena, “dove il bene e il male si intersecano e rappresentano le due facce di una stessa medaglia”. Una storia che peraltro si rifà a personaggi tagliati con l’accetta, che vivono ai margini eppure dotati di grande umanità, e che impariamo a conoscere mentre si muovono in una Napoli violenta e criminale, dove sta per tornare a galla un terribile segreto. Con una sentenza di morte sospesa a mezz’aria. Leggere per sapere.

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