L'Editoriale

Un cortocircuito da 3,5 milioni di... euro ha spento le Cinque Stelle italiane

Il disastro è nato per la distrazione di Hugo Chavez che ha dimenticato la propria valigetta nel consolato milanese del Venezuela


22/06/2020

di Mario Pinzi


L’autore dello scoop si chiama Marcos Garcia Rey, un giornalista del quotidiano spagnolo Abc, vincitore del premio Pulitzer. 
Il collega è un esperto di giornalismo investigativo e fu lui con il suo gruppo che fece scoppiare lo scandalo “Panama Papers”, l’elenco di coloro che avevano nascosto i propri soldi nei paradisi fiscali. 
Altra cosa che va sottolineata è che il leader venezuelano non era la prima volta che dimenticava la propria valigetta, era già accaduto in altri Paesi europei Grecia-Spagna e queste sue smemoratezze sono evidenziate nel documento pubblicato da Abc
Con questo scoop sono nati dei complotti incomprensibili e faccio questa affermazione perché il console venezuelano ha scaricato la responsabilità della dimenticanza del proprio leader sulla destra italiana e quello che più stupisce è che la sinistra resti in silenzio quando non lo fece con la borsa dimenticata da Putin in un immaginario incontro con esponenti della Lega.   
Personalmente sono un garantista, ma desidero ricordare che Salvini, senza un valido motivo, ha dovuto affrontare un processo e la cosa che indigna è che la dimenticanza di Chavez non abbia lo stesso trattamento. 
L’altra notizia della settimana che vale la pena commentare sono gli Stati Generali a Villa Pamphilj organizzati dal premier Conte per ottenere dall’Unione europea un completo appoggio alla sua carriera politica. 
Questa mia affermazione è stata indirettamente ufficializzata anche dall’annuncio del premier quando ha comunicato alla stampa che il piano salva Italia sarà varato solo a settembre e Mara Carfagna si è giustamente indignata affermando che la sua gestione economica condotta in questo modo è fallimentare. 
Il dato che allarma maggiormente è quello degli ordini industriali che sono calati del 47% sull’anno e del 30% sul mese precedente, ma il grande Giuseppe assicura che nessuno perderà il lavoro e la cassa integrazione verrà prorogata a tempo indefinito.  
Un disastro che però è in linea con i desideri europei. 
Anche il piano anti-Covid preparato dalla Commissione Ue si appresta a scendere dai 750 miliardi promessi ai 500 per il disaccordo dei Paesi dell’Unione e anche questo comportamento conferma l’esattezza del detto: “Dio li fa poi li accompagna”. 
Dei 400 miliardi che Conte ha promesso ne sono arrivati 25 a garanzia sul debito contratto dalle società produttive e, come desidera l’asse franco-tedesco, questo comportamento aprirà la strada alle denunce dei redditi negative che porteranno il Paese al fallimento. 
Anche uno stolto comprende che in questo momento parlare di tecnologia 5G al posto di un vero piano di rilancio economico che abbia al centro della propria strategia le grandi opere pubbliche capaci di far ripartire il lavoro, è una cosa talmente demenziale che perde di vista il vero problema.   
I finanziamenti europei a fondo perduto non esistono e se a settembre assisteremo ad una sollevazione popolare contro il governo per la mancata fuga dall’Unione non ci si può meravigliare. 
Se non torniamo alla sovranità monetaria il nostro debito supererà 160% del Pil e il problema diventerà veramente serio.   
Quindi, cari lettori, i nostri conti in rosso si risolveranno solo con la fuga dall’Unione e la sovranità monetaria. 
Un’altra notizia che vale la pena commentare sono le imminenti elezioni americane di Donald Trump e del suo rivale Joe Bilden esperto in gaffe. 
In molti affermano che dietro a Bilden ci sia l’ex presidente Barack Obama al soldo di George Soros, il famoso burattinaio che finanziò anche la campagna politica di Hillary Clinton. 
Questo gentiluomo sembra che abbia ordinato l’eliminazione di tutti i concorrenti democristiani che potevano mettere in ombra il suo ubbidiente candidato, ma questa sua strategia si dimostrò perdente nella campagna presidenziale della Clinton ed è molto probabile che lo sia anche in questa. 
Per lo Stato americano l’argomento economico è importantissimo e Trump con i suoi 2,5 milioni di nuovi occupati nel solo mese di maggio quando gli economisti stimavano una perdita di 7,5 milioni, può guardare alla nuova candidatura con serenità.   
Prima del Coronavirus l’economia degli Stati Uniti cresceva del 4% e il fermo avvenuto con la pandemia, sono certo, che non metterà a rischio la sua rielezione. 
Negli Stati Uniti Il razzismo è un grande problema, ma per gli americani vedere il proprio presidente che con decisione interrompe i saccheggi dei negozi avvenuti per l’uccisione di George Floyd smorza il pericolo di una sua bocciatura al secondo incarico presidenziale. 
Una mossa che lo mette al riparo da tanti interrogativi è stata quella di firmare la riforma della polizia che limita agli agenti di usare la forza come fanno normalmente quando arrestano un cittadino di colore. 
La leva che premierà la candidatura di Trump è la guerra al globalismo sferrata contro la Cina e i suoi sostenitori che miravano a schiavizzare l’umanità come avveniva con l’antica Monarchica. 
Chiudo con una foto allarmante dell’Italia e il rimprovero di Mattarella a Conte. 
Il fatturato delle imprese è dimezzato, il commercio è fermo, le vendite di auto azzerate, il turismo schienato, l’agricoltura in depressione, 250 posti di lavoro persi e il richiamo del presidente non poteva essere diverso: “Se non ti sbrighi a tirare fuori dei progetti concreti viene giù tutto”.   

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