Cultura

Un codice segreto svela il mistero della fondazione di Roma e l’inizio della civiltà: parola di Vasile Droj, fondatore del Centro Universologico della Capitale


27/04/2021

Il mistero della fondazione di Roma sarebbe nascosto nella lingua latina attraverso un codice semantico segreto (variante Aletheia): è quanto afferma l’universologo romano Vasile Droj. La Fondazione non sarebbe nata da un fratricidio bensì dalla fusione di due popoli, troiano e latino, provenienti da una sorgente comune “iperborea”. La Lupa e i suoi cuccioli sono il simbolo che conduce verso le immemori “origini ramane” del grande eroe civilizzatore Rama. 
Dopo la caduta di Troia e il consulto degli oracoli sibillini, Enea decide di imitare l’esempio dell’eroe civilizzatore Rama, riunendo i due popoli smarriti in un Progetto che cambierà il destino del mondo: la Fondazione e l’Impero di Roma. 
L’analisi linguistica del presente studio è originale e molto accurata lasciando intravedere uno scenario che c’è sfuggito per migliaia di anni. Probabilmente anche a Virgilio stesso. L’attuale articolo è soltanto una piccola parte di un immenso raccolto che il ricercatore Vasile Droj sviluppò sul percorso di trenta anni di ricerche, presentandolo in varie conferenze, accademie e pubblicazioni. Nel presente articolo sono accennate soltanto due pubblicazioni: le riviste italiane “Minerva” n. 155 de Settembre 1998 e rivista “lo Stato” n.19, 12 maggio 1998. 
Nella storia del mondo poche città hanno avuto lo splendore e il fascino di Roma che partì già dalla sua Fondazione nel 753 a.C. Nei tempi antichi le fondazioni di città, città-stato, stati e imperi non avvenivano a caso, ma in base a determinate condizioni e indicazioni da dove l’espressione “la legenda vuole che…”. 
La caduta di Troia il sogno di Enea - Dopo la caduta di Troia, Enea e il suo popolo superstite girano il Mediterraneo per trovare terra di appoggio, ma furono respinti dappertutto. Consultando gli antichi Oracoli Enea trovò la storia segreta del suo popolo come discendente dal Nord Iperboreo, più o meno nella zona dei Monti Carpazi. Da là, un’antica civiltà migliaia di anni prima, ai tempi dell’eroe civilizzatore Rama migrò verso l’Oriente, una altra scese al sud stabilendosi a Troia, mentre un'altra si stabilì in Latium, Italia. Erano i latini del re Latino. Qui voleva arrivare Enea, però la risposta definitiva la otterrà soltanto consultando gli Oracoli di Delfi, l’Oracolo Cartaginese e l’Oracolo di Cuma. 
La lunga Odissea di Enea in testa al superstite popolo troiano si concluse con l’arrivo nel Latium, dove i loro fratelli, i latini scesi anche loro dallo stesso Nord, Carpatico, li ricevettero offrendogli il Palatino. D’altronde ancor prima il re Latino fu consigliato dai vaticini di non dare sua figlia Lavinia sposa a un principe locale ma al profugo Enea, che arriverà e farà grande il popolo latino, generando un Impero che durerà mille anni. 
La fondazione di Roma - Approdato nel Lazio, Enea concepì il suo grande Progetto quello di unire i due popoli fratelli, latino e troiano, in una nuova alleanza, fondando un nuovo popolo in memoria della vecchia Rimanenza generata da Rama. Il nuovo popolo appena formato sarebbe stato chiamato Romano. Per questo occorreva un luogo come capitale della nuova città-stato. 
Il mito della Fondazione di Roma come effetto di un fratricidio è quindi sbagliato: Romolo non uccide Remo, non è risonabile perché in realità si tratta della fusione di due popoli in uno solo. Cioè che da due ne rimane solo uno poiché riuniti. Già con i loro nomi quasi ripetitivi, Romolo e Remo, si alludeva alle comuni origini: quelle dell’eroe civilizzatore Rama. 
Un parallelismo con l’esodo di Mosè - Il mito della Fondazione di Roma è molto similare a quello dell’Esodo di Mosè. In entrambi i casi si tratta della fondazione totalmente nuova di due popoli: uno ebreo e l’altro troiano-latino-romano. I loro fondatori sono collegati all’acqua. Enea gira tutte le acque del Mediterraneo e Mosè con l’Esodo, e specialmente attraverso la sua estrazione da una cesta dalle acque del Nilo, spinge verso l’analogia dei due bambini Romolo e Remo trovati anche loro in una cesta sul fiume Tevere. Tutti i due popoli cercavano poi una terra promessa. 
Tra il nome di Enea (Eneas) e il nome del dio Giano (Ianus) esisterebbe uno stretto collegamento. Giano è il generatore della Gens Romana, riunitore del passato troiano e il futuro latino. Giano il dio bifronte indica il Passato e il Futuro. Il passato era Troia mentre il futuro era Roma appena nata. Come nel caso di Romolo e Remo anche qui si tratta di una fusione dalla quale nasce la nuova Fondazione di Roma. Accanto alla reale fusione dei fatti la storia comune nasceva anche da una fusione linguistica. 
Fortunatamente per noi posteri, tutto fu codificato ed è possibile arrivare ai codici che esprimono la verità Aletheica. I greci che avevano due nomine per la Verità espresse da: Etimos e Aletheia hanno concepito la seconda come portatrice delle misure semantiche nascoste estremamente edificatrici. D'altronde la radice “leth” presente in Alethea vuole dire misterioso, velato, nascosto, latitante. Ma in primis let è lat cioè latino il libero parlato. Al di là di questo esisterebbe il “LATHINO” la parte codificata e decodificabile della lingua, oggi totalmente sconosciuta, fortunatamente ritrovata dall’universologo Vasile Droj (vedi www.universology.com/fondazione-roma.html). Fu un errore che la semiologia si fosse concentrata anche dall’inizio preponderatemene sul greco ignorando il latino. Il ritrovamento del “lathino aletheico” misterioso e segreto produrrà una grande Rivoluzione nella Conoscenza umana. Sarà una vera Rivelazione.

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