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Un Made in Italy del quarto capitalismo

Il Salumificio di Monte San Savino chiude il 2025 con 52milioni di fatturato e rafforza la propria struttura tra investimenti, radici famigliari e nuove sfide di mercato.


27/04/2026

di Mario Pinzi


L’Italia è un paese che non finisce mai di stupire, per i tesori delle proprie imprese che in campo economico, per la qualità, continuano ad essere i numeri uno al mondo.
Il salumificio di Monte San Savino, si conferma una realtà solida in espansione nel panorama agroalimentare italiano che ha chiuso il 2025 con un fatturato di 52milioni di euro, 180 dipendenti e una crescita del 6%, nonostante un utile in lieve contrazione dovuto all’aumento dei costi delle materie prime, afferma l’ad Alessandro Iacomoni.
Un risultato che racconta un’azienda capace di crescere in un contesto storico complesso come quello attuale, che evidenzia una capacità imprenditoriale che merita essere raccontata.
La spiegazione di questo successo stà nella serietà di chi ci lavora, forte di una storia lunga oltre 70anni e di una gestione famigliare che attraverso un efficace passaggio generazionale ha saputo puntare alla qualità produttiva ottenendo un rispetto mondiale.
La spinta più rilevante alla crescita è arrivata negli ultimi due anni tramite un importante piano di investimenti per l’acquisizione del salumificio Piacenti e il prosciuttificio Valdigneole, per un valore complessivo di 10milioni di euro, operazioni che ha rafforzato la presenza produttiva e il posizionamento dell’azienda sul mercato.
Dietro ad una di queste acquisizioni si cela anche una storia dal forte valore simbolico che vale la pena evidenziare: “Trent’anni fa, durante una fiera, l’attuale proprietà incontrò Piero Piacenti, allora titolare dell’azienda omonima, che propose una collaborazione tra le due realtà, progetto interrotto pochi mesi dopo per la sua improvvisa scomparsa e realizzatosi dopo 25 anni con l’ingresso definitivo dell’azienda Piacenti nel gruppo guidato da Alessandro Iacomoni.
Non è quindi esagerato, definire il Salumificio di Monte San Savino “un Tesoro italiano del Made in Italy”; una ricchezza fondamentale del Bel Paese che vale la pena comunicare.
La distribuzione dei prodotti abbraccia tutti i principali canali, con una presenza particolarmente forte nella grande distribuzione organizzata, mentre una quota più contenuta, tra il 2% e il 3%, è destinata alla ristorazione di alta specializzazione.
Il mercato di riferimento del gruppo resta prevalentemente nazionale, con circa 95% della produzione destinata all’Italia, mentre l’export raggiunge il 6% e rappresenta ancora una fonte da esplorare, ma il futuro è già in movimento: l’abilitazione oltreoceano della finocchiona aprirà scenari nuovi, pronti a trasformarsi in opportunità concrete.
Alla base di tutto, resta la qualità; carne suine selezionate, allevate e macellate al 100% in Italia e poi i prodotti simbolo, come la porchetta, cotta nei tradizionali forni a legna: un gesto antico che resiste al tempo, portando con sé il profumo autentico della tradizione.
L’Italia è un paese che non smette mai di sorprendere. Non solo per la sua storia, ma per quei tesori silenziosi che vivono dentro le sue imprese: realtà che, giorno dopo giorno, continuano a distinguersi nel mondo per una qualità che non accetta compromessi.
E’ proprio nei momenti complessi che si misura la vera forza di un’impresa e questa è una storia che evidenzia una promessa mantenuta nel tempo e anche per questa serietà, il Salumificio di Monte San Savino diventa un “tesoro del Made in Italy”, una ricchezza autentica da sottolineare.
Guardando avanti, il 2026 si presenta come un anno di consolidamento, i dati del primo trimestre parlano chiaro: una crescita tra il 2% e il 3%, in linea con il trend precedente; una progressione costante, solida, senza strappi.
Forse è qui il segreto della saggezza dell’ad Alessandro Iacomoni che ha deciso di non rincorre il successo a breve termine, ma costruire un valore aggiunto generato nel tempo.
In fondo, è questa la vera essenza del Made in Italy: un patrimonio fatto di donne e uomini che, più che titoli accademici, possiedono una conoscenza profonda, concreta, quasi istintiva; una vera e propria “laurea del saper fare”.
Quella che, ancora oggi, continua a fare la differenza, pronta alla pista di lancio per lo sviluppo del futuro, che per il Salumificio di Monte San Savino, arriverà attraverso l’abilitazione all’esportazione oltreoceano della finocchiona.
Guardando al futuro il 2026 si prospetta come un anno di consolidamento e i dati del primo trimestre indicano una crescita tra il 2% e il 3%, in linea con il trend dell’anno precedente, segno di una crescita costante.
Non dovrebbe stupire che questa saggezza imprenditoriale sia capace di creare valore e benessere nel lungo periodo per tutti.
In sostanza questo è il segreto del nostro Made in Italy, dove i suoi condottieri possiedono la Laurea del Saper Fare che non va assolutamente persa…

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