Fisco & Cittadini

Uffici in silenzio sui “blocchi” dei contributi a fondo perduto

In alcuni casi restano senza risposta (per diversi motivi) le istanze del contribuente che segnalano ritardi o errori nel pagamento del bonus


03/05/2021

di Salvina Morina e Tonino Morina


Sono diversi i contribuenti in preda a continue crisi di nervi perché non hanno ricevuto il contributo a fondo perduto o altri bonus promessi dal Governo, per anomalie che nessuno riesce a risolvere. Peraltro, in questi mesi, a causa dell’emergenza coronavirus, con molti funzionari che lavorano da casa, con il cosiddetto smart working o lavoro agile, è difficile se non impossibile trovare un interlocutore che possa rispondere, anche solo telefonicamente, alle istanze del contribuente. 
Va però detto che, per fortuna, la stragrande maggioranza dei contribuenti ha ricevuto i vari bonus in tempi brevi, senza alcuna difficoltà. I “problemi”, sia per il primo contributo a fondo perduto, sia per gli altri bonus, sono “nati” nel momento in cui, per un qualsiasi motivo, le istanze siano rimaste in sospeso. 
L’istanza è sempre in “lavorazione” - Per il contributo a fondo perduto del cosiddetto decreto Sostegni, di cui all’articolo 1, del decreto legge 41/2021, le cui istanze si possono ancora presentare fino al 28 maggio 2021, sono diversi i contribuenti che non hanno ricevuto il bonus. Alcuni non lo hanno ricevuto perché il sistema segnala che l’istanza “è in lavorazione” ed è “sospesa per incoerenza fatturato - corrispettivi 2019” e “per incoerenza fatturato - corrispettivi 2020”. Di norma, questi blocchi stanno interessando i contribuenti in regime forfettario o quelli che hanno un regime fiscale nel 2020 diverso da quello avuto nel 2019. Il problema è che l’istanza è spesso in lavorazione e resta sempre sospesa. 
I “blocchi” senza risposta - Il fatto curioso è che il “problema” delle istanze che restano in lavorazione interessa ancora contribuenti che avevano chiesto il vecchio contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto legge 34/2020 e contribuenti che hanno chiesto altri bonus, quale, ad esempio, il cosiddetto contributo “centri storici” (articolo 59, decreto legge 104/2020). Per il vecchio contributo a fondo perduto, una società, a seguito di istanza in autotutela, ha avuto riconosciuto il diritto al contributo. Con specifica comunicazione, l’ufficio di competenza, in data 11 febbraio 2021, facendo riferimento alla risoluzione 65/E del giorno 11 ottobre 2020, ha riferito di avere già dato il nulla osta e, quindi, ora la pratica è di competenza di Roma. Finora, però, la società non ha ricevuto nulla. Per un altro contribuente, che ha chiesto il contributo centri storici, l’istanza risulta “in lavorazione”, ma questa “lavorazione” è in corso dal 20 novembre 2020. 
Il bonus sostegni “sospeso” - Come si è detto, ad altri contribuenti che hanno chiesto il nuovo contributo a fondo perduto del cosiddetto decreto Sostegni, il sistema segnala che l’istanza “è in lavorazione” ed è “sospesa per incoerenza fatturato - corrispettivi 2019” e “per incoerenza fatturato – corrispettivi 2020”. Un contribuente che ha ricevuto questa segnalazione ha quindi presentato il 15 aprile 2021, all’ufficio di competenza, un’istanza in autotutela per posta elettronica certificata. Nell’istanza ha fatto presente che:

  • il 2 aprile 2021 ha presentato l’istanza di richiesta del contributo a fondo perduto, a norma dell’articolo 1 del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41;
  • le operazioni fatturate nel 2019, come risultano dal quadro RE del modello Redditi 2020, presentato per il 2019, sono pari a 141.098 euro, che corrispondono all’importo medio mensile di 11.758 euro (importo arrotondato all’unità di euro);
  • le operazioni fatturate nel 2020, che saranno poi indicate nel quadro RE del modello Redditi 2021, per il 2020, che si presenterà entro il 30 novembre 2021, sono pari a 85.656 euro, che corrispondono all’importo medio mensile di 7.138 euro.

Tenuto conto che lo scostamento medio mensile è pari a 4.620 euro (11.758 meno 7.138) e la fascia per la determinazione del contributo è quella dei contribuenti con ricavi/compensi 2019 superiori a 100mila euro e fino a 400mila euro, per i quali spetta il contributo del 50% del calo medio mensile, cioè il 50% di 4.620 euro, il contributo spettante è quindi pari a 2.310 euro. 
Fino alla data odierna, sono tanti i contribuenti in queste condizioni che non sanno a che Santo votarsi per avere quello che gli spetta, con il sistema dell’agenzia delle Entrate che continua a segnalare, magari già da qualche mese, che “l’istanza è in lavorazione”, ma non si sa nulla quando questa “lavorazione” finirà. Con l’aggravante che, come si è detto, alle richieste dei contribuenti spesso gli uffici restano in silenzio. Silenzio che, per i contribuenti, è peggio di una risposta negativa. Il silenzio degli uffici non è certo colpa del coronavirus, ma di un ingiustificabile e inaccettabile comportamento di alcuni funzionari che trattano ancora i cittadini come sudditi.

(riproduzione riservata)