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Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 4 maggio

Tra limitazioni e cautela gli italiani vedono infrangersi il sogno riguardante il tanto auspicato rompete le righe


27/04/2020

di Damiano Pignalosa


È subito scontro sul nuovo Dpcm illustrato dal premier Giuseppe Conte che illustra la road map della fase 2 pronta ad entrare in vigore dal 4 maggio. Si attendevano maggiori libertà alla circolazione, invece restano stringenti le misure sulla mobilità che non mandano in soffitta l’autocertificazione ma allentano solo la morsa sugli spostamenti effettuati per ricongiungersi con i propri familiari.
Ma partiamo con ordine, ecco quello che si potrà fare dal 27 di aprile fino a giugno. 
Riapertura imprese 
Le imprese che riapriranno i battenti il 4 maggio sono autorizzate a svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire da lunedì 27 aprile in modo da organizzare al meglio la propria fabbrica nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza emanate dal Governo. Tessile, moda, fabbricazione auto, comparto del vetro e del legno, fabbricazione di mobili, solo per citarne alcune, potranno ripartire a pieno ritmo cercando di tornare alla normalità dopo due mesi di chiusura forzata. Con esse ripartiranno anche i cantieri anti-dissesto idrogeologico o per l’edilizia residenziale pubblica, scolastica e penitenziaria, tutto nel rispetto dei protocolli di sicurezza già siglati, da ultimo quello del 24 aprile proprio sui cantieri. 
Spostamenti 
Ci si potrà muovere all’interno della propria Regione di residenza solo per “gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute”. A ciò si aggiunge una novità: sarà possibile spostarsi per visite “mirate” ai congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine. Tra una regione e l’altra, invece, ci si potrà spostare solo per lavoro, ragioni di salute e altre necessità e urgenze. Ma ritorna il disco verde al rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È invece esplicitato l’obbligo di rimanere a casa per chiunque abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre più alta di 37,5 °. Resta obbligatorio l’utilizzo dell’autocertificazione per ogni caso appena esplicitato. 
Parchi, ville e attività sportive 
Dal 4 maggio riapriranno parchi e ville, ma l’accesso sarà condizionato al rispetto del divieto assoluto di assembramenti e della distanza interpersonale di un metro. Le zone attrezzate per il gioco dei bambini «sono chiuse ove non sia possibile consentire l’accesso contingentato» e la decisione specifica verrà rimandata ai comuni. Sport e attività motoria saranno consentiti non solo più nei pressi della propria abitazione, ma sempre a livello individuale o con un minore o non autosufficiente. Occorrerà rispettare la distanza di due metri per l’attività sportiva e di un metro per le altre. Per quanto riguarda gli allenamenti degli atleti, professionisti e non, di ogni disciplina sportiva individuale: saranno emanate per questo specifiche linee guida, previa validazione del Comitato tecnico-scientifico, dall’Ufficio sport della presidenza del Consiglio. 
Messe e funerali 
Le cerimonie civili e religiose restano sospese, mentre saranno consentiti i funerali «con l’esclusiva partecipazione di parenti di primo e secondo grado e, comunque, fino a un massimo di 15 persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive». Sul punto delle cerimonie religiose lo scontro tra la linea del governo e la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) si è fatto ormai aperto, con la Chiesa che prova a convincere l’esecutivo a consentire la celebrazione delle messe, senza successo, e accusa il governo di violare la libertà di culto. 
Cibo da asporto 
Restano chiusi bar e ristoranti, ma sarà possibile acquistare cibo da asporto “da consumare a casa o in ufficio” e non rimanendo davanti ai locali. Finora invece erano possibili solo le consegne a domicilio. Anche in fila fuori dai locali bisognerà rispettare le distanze di sicurezza. 
Negozi e musei riaprono, cinema e teatri restano chiusi 
Il via libera al commercio al dettaglio arriverà il 18 maggio. Potranno quindi riaprire i negozi di qualsiasi tipologia. Come già hanno fatto le librerie e i negozi di abbigliamento per l’infanzia, gli esercenti dovranno rispettare le regole sugli ingressi contingentati, il distanziamento di un metro e l’uso delle mascherine. Nella stessa data potranno riaprire musei e mostre, anche in questo caso bisognerà agire attraverso ingressi contingentati, rispettando le distanze e indossando le mascherine. Resteranno ancora chiusi invece cinema, teatri e sale da concerto. Sono inoltre “sospese le manifestazioni organizzate, gli eventi e gli spettacoli con la presenza di pubblico”. 
Bar e ristoranti 
Dal 1 di Giugno potranno finalmente riaprire bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, che dovranno rispettare le regole di distanziamento come tutti gli altri negozi. Per i ristoranti sono previste distanze di due metri tra un tavolo e l’altro, quindi perderanno la metà dei posti a sedere a causa delle regole di distanziamento. I camerieri indosseranno obbligatoriamente guanti e mascherine. 
Centri estetici e parrucchieri 
Sempre dal 1 Giugno ci si potrà recare in queste attività esclusivamente su appuntamento e bisognerà rispettare il rapporto di un lavoratore per un cliente. Dal momento che non è possibile mantenere la distanza, entrambi dovranno indossare la mascherina e i guanti. 
Conclusioni 
Questi i punti salienti del nuovo Dpcm emanato dal premier Giuseppe Conte che entrerà in vigore il 4 Maggio e avrà sicuramente ulteriori approfondimenti nei prossimi giorni. Ad onor di cronaca bisogna registrare un’insofferenza sempre più diffusa da parte di commercianti, professionisti e cittadini riguardante proprio le restrizioni che il Presidente del Consiglio ha deciso di prolungare. A queste si aggiungono le migliaia di contestazioni sulle multe effettuate in questo periodo che secondo alcuni sarebbero incostituzionali. Sembra infatti che siano anche pronte delle azioni collettive in ambito civile e amministrativo con l’obiettivo di arrivare direttamente alla Corte Europea. In questo momento la rabbia la fa da padrone e lo strappo guidato dalle difficoltà economiche e dalla limitazione alla circolazione stanno creando una rottura molto pericolosa e difficilmente gestibile che ci auguriamo non sfoci in manifestazioni violente. Si sta provando a ripartire ma in pochi credono che le misure applicate riescano a mantenere a galla il tessuto economico-sociale che ha visto abbattersi un vero e proprio tsunami. Dopo tante parole ora si pretendono dei fatti concreti rivolti all’intera collettività, il tempo sta scadendo…

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