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Sui fondi concessi dall'Ue Conte si autoincensa raccontando solo frottole

Non a caso, proprio di questo, il nostro premier viene accusato da un telegiornale tedesco. Intanto il Pd ha ripreso l'ormai noto balletto della patrimoniale


27/04/2020

di Sandro Vacchi


Il mondo si barcamena e l'Italia se la mena, come al solito. L'uscita dal Coronavirus, sempre che non si stia parlando dell'Araba Fenice, trova il nostro Paese all'avanguardia: dell'approssimazione. 
Soldi (o paghetta) per aiutare i poveri cristi a uscire un po' dal pantano? Chi li vede alzi la mano. MES o Coronabond dall'Europa? Chi ci ha capito qualcosa faccia altrettanto. Poi qualcuno dovrebbe spiegarci quando si potrà riprendere a respirare e a circolare: si dice dal 4 maggio, vedremo. E gli aerei viaggeranno? La Ryanair non ci pensa proprio, se la costringeranno a tagliare un terzo dei posti: una meraviglia, con la stagione turistica alle porte. Aiuti a fondo perduto alle aziende? Li stanno distribuendo Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, e guarda caso non fanno parte dell'Unione Europea. 
Qui, infatti, vige la drastica legge del giustizialismo luterano, e noi miseri italianuzzi puzzoni siamo fottuti. Per ora i 27 Paesi dell'Unione dovranno versare una quota pro capite per riavere indietro aiuti dal Recovery Fund. Chi ne determinerà l'ammontare? Manitù, se va bene. I prestiti saranno erogati sulla base del TFUE, orribile sigla che definisce il Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. 
Funzionamento è una parola un po' grossa, visto come agisce la meravigliosa creatura che assicura a tutti noi pace, benessere e sicurezza. L'articolo 122 del trattato esclude l'intervento della Banca Centrale Europea a garanzia di linee di credito, vieta cioè acquisti diretti di titoli di debito da parte della BCE stessa e delle banche centrali degli Stati membri. Ogni Stato che richieda soldi per uscire dalle sabbie mobili del virus globale dovrebbe quindi offrire garanzie esattamente come per il MES (Meccanismo europeo di salvaguardia), il Moloch che incombe su noi tutti. 
Tradotto: prima si versa la quota di adesione, poi si chiede il prestito, che per l'Italia non potrebbe superare una dozzina di miliardi. Il MES interverrebbe, semmai, nei limiti del 2 per cento del Prodotto interno lordo, circa 36 miliardi per noi. 
Oh che bello! ... Col cavolo! Non s'è mai visto nessuno prestare soldi senza interessi, salvo san Francesco, che non è papa Bergoglio. Fra un anno, due se va bene, il premiato trio Merkel- Lagarde-Von der Leyen, tre madame che sconsiglierei con tutto il cuore di corteggiare, ci faranno sentire la frusta. Ci piacerà, visto che siamo masochisti, essendo entrati nell'euro a condizioni di poveri negri nelle mani del Ku Klux Klan. 
A quel punto i nodi arriveranno al pettine, ma non li sbroglieranno certo i due simpatici cabarettisti Giuseppe Conte e Rocco Casalino, i quali con ogni probabilità avranno cambiato mestiere. E speriamo pure galassia. 
Il fisco comincerà dunque a martellarci in testa e su organi deputati ad altre funzioni, la spesa pubblica sarà tagliata, il Pil scenderà di quasi il 10 per cento, secondo le stime, 50 mila piccole aziende e pubblici esercizi saranno passati a miglior vita, quasi due milioni di imprese saranno insolventi, sei milioni di italiani potrebbero essere disoccupati, contro i due milioni e mezzo di oggi. 
Lo dice Forza Italia, che è di parte, ma anche scremando queste proiezioni sugli effetti del Coronavirus sull'economia, ci sarà ben poco da fare festa. La Federturismo, che pare non avere targhe politiche, sostiene che sono a rischio la bellezza di 386 mila imprese in un settore che rappresenta il 17 per cento del Pil. «Non ci hanno cancellato mezza tassa ed è solo stata spostata la data dei pagamenti». 
Si consolida, fra numerosi piccoli imprenditori, la prospettiva di non riaprire più i battenti, mentre a Roma nessuno parla, per esempio, di cancellare per un po' simpatiche creature come Imu, Tari, imposta sull'occupazione del suolo pubblico, o di sostenere il pagamento delle bollette di luce, acqua, gas, per non dire degli affitti. 
Il contagio economico, comunque si guardi nel cannocchiale, sarà addirittura peggiore di quello sanitario che sta mettendo in ginocchio il mondo, Italia in primo luogo. 
Come reagiscono i nostri governanti? Con la stessa determinazione di sempre, naturalmente. Il presidente Mattarella mascherato depone una corona all'Altare della Patria per poi correre a rifugiarsi al Quirinale, mentre le Frecce Tricolori sorvolano Roma soltanto per lui (non potevano restare a terra e non consumare carburante, che avrebbero fatto felice pure Greta?). 
Il premier Conte si autoincensa sostenendo di aver ottenuto un grande successo sui fondi europei, mentre un telegiornale tedesco (ripeto: tedesco) lo accusa di raccontare balle. Il partito che più di tutti dovrebbe essere dalla parte del popolo, vale a dire l'ineffabile Pd, ha cominciato da tempo il balletto con la patrimoniale... e via cantando in attesa della ghigliottina. Come i “partigiani” (altra balla, non ne sopravvive più nessuno) in centro a Bologna: uscire in assembramento non si può, ma Resistenza significa evidentemente anche resistere alle imposizioni. 
Bravi compagni. Rischiando di reinfettarci (non sono gli anziani i soggetti più a rischio? Quanti anni hanno i partigiani?), il mondo delle idee e soprattutto delle ideologie fa i consueti giri di walzer sulla pelle di chi vuole, o vorrebbe, lavorare, possibilmente senza morire di fame e di tasse. 
In buona parte si tratta di partite Iva, piccoli imprenditori e artigiani, commercianti, rappresentanti, trasportatori e chi più ne ha più ne metta. Gente che il Pd e i cespugli che gli crescono attorno considerano evasori fiscali per definizione, in quanto hanno smesso da un pezzo di votarlo. Dunque meritano di essere segati e appesi a testa in giù, come d'abitudine, da parte di un partito che – guarda un po' – nessuno ha mandato al Governo, secondo la democratica formula in virtù della quale meno si vota e meglio è. 
Governati da questi prodi, dopo essere stati condotti da Prodi, i quali non si arrischiano più a entrare in una fabbrica, forse perché le hanno lasciate andare in gran parte in malora, gli italiani assistono a una nuova puntata di “Amici”. 
Silvio Berlusconi si sposta a sinistra per non essere soffocato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni e, possibilmente, prendere il posto dell'altro Matteo, il suo ex amico Renzi, nella compagine di Governo, alla tenera età di quasi 84 anni. I grillini, che di fatto non sono un partito, ma almeno tre o quattro, rappresentano oggi circa il 14 per cento dei votanti, però in Parlamento sono il 34 per cento, sempre per la legge democratica di cui sopra. 
“La Repubblica”, organo ufficiale del Pd, si è spostata a destra perché John Elkann non sopportava più la linea rossa e ha rimosso il direttore. Il Direttore, quello vero, vale a dire Eugenio Scalfari, si è imbufalito perché non l'ha consultato: mai visto un miliardario di 96 anni scalciare tanto, e nemmeno Carlo De Benedetti, che tutti quei soldi glieli ha dati, pensare di fondare un nuovo giornale, naturalmente di sinistra: se ne sentiva assoluto bisogno, visto l'andazzo della stampa nostrana, “La Repubblica” in testa con una discesa libera del 60 per cento in dieci anni. Difficile prevederla, vero, dato l'amore che gli italiani portano a questa sinistra? L'ottantaseienne De Benedetti pare fregarsene, i soldi non gli mancano, l'importante è fare opinione. 
Mentre il “nuovo” avanza e il pan ci manca, e mentre Fazio-Lerner-Gruber ci insegnano a stare al mondo, chi non è intenzionato a correre allegramente verso la fine, fa una botta di conti della serva. Se i decantati aiuti a commercianti, partite Iva eccetera non arrivano, costoro chiuderanno bottega. E il Pil scenderà un altro po'. Questi “evasori fiscali” di nome (secondo buona parte della sinistra-champagne) diventeranno di fatto fornitori-zero del Fisco, nel senso che non verseranno più un soldo all'Erario, non percependone più. 
Di conseguenza la macchina dello Stato perderà ancora più colpi: meno tasse incassate significano meno stipendi per i dipendenti pubblici, per i poveri parlamentari più pagati d'Europa, forse perfino per Mattarella. Insegnanti, poliziotti, ferrovieri, medici e così via si ritroveranno meno numerosi di oggi o comunque più poveri. La conseguenza sarà una sola, a parte il loro disagio: ancora meno soldi di tasse allo Stato, perché chi non guadagna non paga. E vorrei vedere il contrario. 
L'effetto domino coinvolgerà tutti, proprio come un virus: negozianti con meno clienti, assicurazioni con meno polizze, edili con meno case, concessionarie con meno vendite... La conseguenza? Altro calo delle tasse, intese come tributi incassati dallo Stato, perché di ridurle proprio non si parla, tutt'altro. 
A quel punto lo Stato porterà i libri in tribunale, cioè in Europa, che con la solita benevolenza ci presterà mille lire purché gliene restituiamo duemila nel giro di un annetto o due. Interessi da cravattari? Se qualcuno ritiene che i burocrati di Bruxelles siano molto diversi dalla banda della Magliana, prego si accomodi. 
La patrimoniale diventerà quindi necessaria e ce la spacceranno come misura inevitabile per salvare il Paese: rovinato da loro. Chi pagherà più di tutti? La classe media, come sempre, quella grande mammella sempre gonfia, secondo la classe politica, che la detesta tanto, ma l'ama ancora di più per spremerla oltre misura. 
La legittima difesa è contemplata dal codice penale. Chi subisce da decenni una tassazione progressiva (più si guadagna e più aumenta l'aliquota da pagare) si è da un pezzo rotto le scatole, soprattutto in presenza di aiuti distribuiti a raffica a cani, porci e nullafacenti, di sperperi miliardari, di latitanza continua delle istituzioni, nazionali come comunitarie. 
Lo Stato-Robespierre, ammirato dal Pd, è cordialmente detestato dagli italiani, ma anche da qualche miliardo di altre persone nel mondo. 
Un po' dappertutto nascono valute parallele a quelle ufficiali, dagli Stati Uniti a diversi Stati europei, addirittura in regioni circoscritte. Le stanno introducendo anche in Italia sindaci intraprendenti, e i cittadini le fanno circolare, cioè le spendono, nei loro comuni. Valute virtuali, i Bitcoin, il Rocati, non sono più animali rari, ma cominciano a prendere piede fra chi è taglieggiato da prestiti e mutui espressi in euro, non riceve aiuti a sufficienza, non riesce a fare la spesa mentre lo Stato spende e spande, non ha più la facoltà di battere moneta nazionale in quanto il controllo del Grande Fratello europeo è ormai assoluto. 
In nome della libertà da un lato e dell'autonomia economica dall'altro, la gente, le persone, i popoli stanno rialzando la testa. E un giorno la faranno riemergere dallo stagno puzzolente delle regole comunitarie.

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