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Stà iniziando la giustizia fai da te

Un iscritto a Futuro Nazionale bastona un extracomunitario che sulle strisce pedonali evita il passaggio delle auto


20/07/2026

di Mario Sutter


La scena sembra uscita da un film, e invece è accaduta davvero sul lungomare di San Benedetto del Tronto.
In una giornata qualunque, il traffico scorre fino a quando tutto si ferma improvvisamente.
Un extracomunitario, già noto nella zona per i suoi comportamenti sconsiderati, si posiziona sulle strisce pedonali e blocca il passaggio delle auto.
Nel giro di pochi minuti si forma una lunga coda di veicoli immobilizzati, mentre il nervosismo comincia a serpeggiare tra gli automobilisti.
Tra le persone costrette ad attendere c’è anche un iscritto a Futuro Nazionale.
Passano i minuti, le vetture restano ferme, la tensione cresce e alla fine l’uomo scende dall’auto e si avvicina all’iracheno, invitandolo a liberare il passaggio per consentire al traffico di riprendere a scorrere.
Da quel momento prende forma un acceso confronto.
Da una parte l’imprenditore, dall’altra quello che viene percepito come un atteggiamento provocatorio, prepotente e le parole si rincorrono, i toni si alzano, la discussione si prolunga davanti agli occhi dei presenti.
Poi la situazione degenera.
Stanco di quel confronto senza sbocco, l’italiano reagisce con la violenza e colpisce l’uomo con alcuni pugni.
Le persone presenti intervengono immediatamente nel tentativo di fermarlo.
Prima che l’aggressione venga interrotta, però, l’uomo scaraventa l’iracheno ai margini della carreggiata, consentendo così alle automobili bloccate di riprendere la marcia.
Le immagini della scena fanno rapidamente il giro del web.
Con il passare delle ore emerge un elemento che alimenta ulteriormente il dibattito: secondo quanto riferito da diversi cittadini, l’iracheno da mesi sarebbe protagonista di episodi che avrebbero creato disagi e tensioni in città.
Una situazione che, secondo molti, non avrebbe ricevuto una risposta adeguata da parte delle istituzioni.
Il motivo, sostengono alcuni, risiederebbe nella convinzione che eventuali interventi repressivi non porterebbero né all’arresto né al rimpatrio del soggetto coinvolto.
È proprio in contesti come questo che trova spazio una dinamica tanto comprensibile quanto pericolosa.
Quando una parte della popolazione percepisce l’assenza dello Stato, la tentazione della giustizia fai da te inizia a guadagnare consenso.
Un fenomeno che nasce dalla frustrazione, ma che rischia di trasformarsi in qualcosa di molto più grave.
Il sindaco Nicola Mozzoni ha dichiarato che la violenza non può mai rappresentare una soluzione.
Un principio fondamentale e largamente condiviso.
Tuttavia, secondo molti osservatori, limitarsi a condannare l’effetto senza affrontarne le cause potrebbe non essere sufficiente.
La sensazione diffusa tra una parte dei cittadini è che la giustizia fatichi sempre più a garantire risposte rapide ed efficaci ai problemi che si manifestano sul territorio.
È importante ribadire con chiarezza che farsi giustizia da soli non è la strada giusta.
Su questo punto il consenso appare pressoché unanime.
Allo stesso tempo, però, non si può ignorare che episodi come questo maturano spesso in un clima di esasperazione crescente, alimentato dalla convinzione che le istituzioni non riescano a intervenire in modo risolutivo.
Caro Sindaco, da mesi si racconta di questo extracomunitario che continuerebbe a creare disagi e tensioni tra la popolazione locale.
E mentre il malcontento aumenta, molti cittadini hanno l’impressione che la giustizia abbia scelto di trasferirsi in vacanza ai Caraibi.
Nel frattempo, le forze dell’ordine avrebbero acquisito sia i filmati realizzati dai passanti sia quelli registrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
Le immagini verranno trasmesse alla Procura di Ascoli Piceno, che valuterà gli eventuali sviluppi della vicenda.
Tuttavia, in assenza di denunce formali da parte dei soggetti coinvolti, c’è chi ritiene che l’intera storia possa spegnersi lentamente senza particolari conseguenze, scivolando nel dimenticatoio insieme alle polemiche di questi giorni.
Rimane però una domanda che continua a inquietare molti cittadini.
Che cosa accade quando la percezione dell’insicurezza cresce più velocemente della fiducia nelle istituzioni?
Il rischio è che la giustizia fai da te, nata dalla rabbia, dall’esasperazione e dal senso di impotenza, smetta di apparire come un episodio isolato e inizi a trasformarsi, agli occhi di qualcuno, in una pericolosa regola non scritta.
Purtroppo, la legge fai da te è già iniziata e questa reazione nasce per una assenza dello Stato…

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