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Siamo in libertà vigilata: a imporcelo è un Governo che nessuno ha votato

Di fatto una premiata banda Bassotti che si autoincensa mentre ci conduce verso il baratro. E che dire poi dell'arroganza tedesca?


04/05/2020

di Sandro Vacchi


Entriamo in libertà vigilata. Ce la impone un governo democraticamente illegittimo, che nessun italiano ha votato, a cominciare da un presidente del consiglio piazzato a Palazzo Chigi dal nulla, un corpo estraneo precipitato da altri mondi a comandare su di noi, capace di niente e di tutto, come di guidare prima un esecutivo di centro-destra e poi il suo opposto di centro-sinistra. Per arrivare infine, oggi, a proclamarsi di fatto dittatore. 
Un uomo che governa di notte: conferenze stampa al calar delle tenebre, decreti a lume di candela. Mussolini almeno fingeva di non dormire mai, con la luce alla finestra di Palazzo Venezia perennemente accesa. Conte, invece, è sempre sveglio, non è un Dracula che di giorno si ritira nella bara, ma si impone. 
E ci impone regole, ordini, diktat e ukase che poi si rimangia. Dà valore giuridico a figure soltanto anagrafiche, i “congiunti”. Loro li potremo incontrare, cugini di lontanissimo grado e prozii mai visti e conosciuti, semmai, ma non le fidanzate con le quali non abbiamo mai messo su casa. 
Io non so neppure chi sono, né se ci sono, i miei cugini. Invece posso andare a trovare loro, ma non gli amici più cari: gli sconosciuti sì, purché abbiano una goccia del medesimo sangue, ma le persone care no. Ecco allora spuntare gli “affetti consolidati”. Ma chi cavolo sono? Quale documento attesta l'“affetto consolidato” con l'edicolante che mi conserva i giornali? Con la ragazza che da anni mi dona briciole di gioia? Con il meccanico che da sempre mi tiene in vita l'automobile e che da poco ha perduto un figlio? Dove sta scritto che M.C. è un amico di lunghissima data, ex comunista (ma non sono mai del tutto ex) con il quale mi piace discutere, dibattere, litigare, e poi bere con lui un bicchiere mentre sua moglie ci prepara il roastbeef? 
E' tutto fumoso, alterabile, ciò che partorisce questo governo di fumo e alterato, capace perfino di accusare l'opposizione delle proprie malefatte. Si può passeggiare soltanto per necessità (quale?), però si può correre: i vecchi sono tagliati fuori. Si possono incontrare perfetti sconosciuti mai visti, tipo i cugini dei cugini, ma non il compagno o la compagna di vita, il consorte, nel senso di chi condivide la nostra stessa sorte, e non è questione di fede al dito. Si può sconfinare in altre regioni per fare visita a un parente malato: ma per settimane non ci hanno terrorizzato col rischio di contagio? Questi procedono a zig zag e pretendono di far muovere noi allo stesso modo: da ubriachi. 
Una logica forse c'è, in questa schizofrenia procedurale: se una cosa è bianca e poi diventa nera, c'è il 50 per cento di possibilità che sia quella giusta. E' la logica del Menga. E da un governo del genere, scassato più della burocrazia che ne accompagna ogni respiro, questo è davvero il massimo che ci si può aspettare. Una linea politica? Un pensiero compiuto e univoco? Uno schema di gioco? Ma fateci il piacere! 
Poco più di un mese fa abbiamo accolto con la grancassa i medici albanesi che il premier di Tirana – lui sì un vero leader – ci aveva mandati. Bene, l'altro giorno li abbiamo multati perché festeggiavano in albergo, quindi riuniti, “assembrati”, la fine della fase 1. 
Migliaia di imprenditori attendono 25 mila euro ciascuno, milioni di privati i seicento euro di aiutino. «Gli adempimenti sono tali e tanti che per il momento non potremo riaprire. I miei dipendenti sono in cassa integrazione dal 1° marzo e non hanno ancora ricevuto un soldo», denuncia Ezio Quarantelli, direttore editoriale della casa editrice Lindau, benemerita della cultura ma messa col culo per terra da politicanti da avanspettacolo. 
Poi accendi la tivù e trovi il primo ministro olandese, un nazista che vorrebbe farci a pezzi, a colloquio con un camionista, che poi scopriremo essere l'autista di un camion della spazzatura. Dice il netturbino a Mark Rutte: «Non dia aiuti agli italiani!». E Lui, il simpaticone: «Non preoccuparti, amico, non lo faremo! Ne prendo nota». Se Conte avesse le palle, e nemmeno tutte e due, dovrebbe andare dai netturbini romani, i quali hanno molto tempo libero, visto come sono ridotte le strade della capitale, e rimbeccare: «Noi rovesceremo addosso a quelli là tutta l'immondizia di Roma». Invece? Invece sta per appiopparci il Mes fra capo e collo. E beati i nostri eredi se avranno ancora di che mangiare. 
«In Italia e in Francia arriveranno al potere persone che, come Trump e Johnson, non avranno voglia di stare al gioco sul quale la Germania da decenni costruisce il proprio benessere». Non lo ha detto Matteo Salvini, ma lo ha scritto Thomas Fricke, giornalista di punta di “Der Spiegel”. Sì, un tedesco: non si sono mica tutti formati a Dachau. L'articolo parla di “arroganza tedesca verso l'Italia” e di “solita lagna di chi insiste sul fatto che gli italiani avrebbero dovuto risparmiare prima.” Fantasie, come sappiamo bene qui da noi, dato che siamo i più grandi risparmiatori del mondo, tanto che i Quaranta Ladroni di Bruxelles e di Roma periodicamente minacciano patrimoniali: i soldi si vanno a prendere dove sono, domandate alla banda del buco. 
«L'Europa – continua l'imprevedibile giornalista teutonico – rischia di sprofondare nel dramma non a causa degli italiani, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca. Colpa, forse, di tutti i film sulla mafia». Finalmente qualcuno che manda a quel paese tutti coloro che, se ti incontrano all'estero, ti dicono: “Italiano? Ah, mafia!” Sì, più spaghetti e mandolino! Almeno stattene zitto, tuo nonno potrebbe essere stato complice di chi ha seminato l'Europa di cadaveri nel corso di due guerre. 
«Se noi tedeschi non avessimo avuto all'estero amici che nel 1953 ci abbuonarono parte dei nostri debiti, ancora oggi sopporteremmo un pesante fardello. Alla fine della prima guerra mondiale il sistema si rovesciò, come da anni rischia di succedere in Italia», prosegue Fricke. Vuoi vedere che l'unico tedesco intelligente non è stato Albert Einstein? 
«Da trent'anni – prosegue – lo Stato italiano spende meno per i suoi cittadini di quello che prende loro. Questo significa risparmi record, non sperperare. Dolce vita degli italiani? Stupidaggini! Gli investimenti pubblici dal 2010 sono diminuiti del 40 per cento in Italia e aumentati del 20 in Germania». Al punto che, taglio dopo taglio, in questi mesi mancavano i letti per i moribondi di Corona-virus. Conclude il collega tedesco: «E' ora di lanciare gli eurobond, simbolo della comunità di cui facciamo parte da quando abbiamo una moneta comune. Oppure l'Unione Europea, fra qualche anno, non sarà più un'unione». 
E bravo Fricke! Quando vorrai, saremo ben lieti di ospitare su queste pagine interventi seri come il tuo, e non le solite barzellette razziste dei tuoi connazionali. 
L'Unione Europea? Fateci il favore! E' un'associazione per delinquere, dite se sapete di qualche aiuto che ci abbia fornito in cambio dei cospicui vantaggi da noi ottenuti. Se non è un'associazione a delinquere è allora un'accolita di dilettanti superpagati ma inutili, anzi dannosi, che nemmeno sanno che cosa amministrano. 
Un esempio piccolo piccolo. Da qualche anno ci massacrano con il denaro elettronico per eliminare il contante, per tracciare spese e incassi, per agevolare gli uffici delle imposte a scovare gli evasori. Il resto sono ciance. Vorrebbero farci pagare con la carta di credito o il bancomat perfino il caffè della mattina al bar. 
Bene. Sapete dov'è il Portogallo? In Europa, se la geografia non mi inganna e se l'Unione Europea non si è privata di nascosto di una stella. Nove bar su dieci, cinque negozi su dieci, e altrettanti ristoranti, officine, artigiani, espongono un cartello con su scritto “Non si accetta bancomat- No tiene cartao”. E' proprio esposto all'ingresso, in bella vista. E non è che chi invece lo accetta lo faccia saltando di gioia, tutt'altro. 
Sarà per le piccole spese, direte voi. Niente affatto! So di un amico che a Lagos, in Algarve, la spiaggia d'Europa, ha dovuto pagare 275 euro per un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale. In contanti! Cash! E sulla porta dell'ambulatorio c'era il cartello: antieuropeo, anticomunitario, antipatico soprattutto davanti a un importo del genere, non modesto e non per farsi una pizza, ma da versare in una struttura sanitaria. Semplicemente perché i medici lì ci vanno una volta al mese da Lisbona, fanno visite e interventi per dodici ore filate e poi tornano nella capitale con le tasche gonfie di banconote. Il fisco? Che cos'è? 
Questo per dire che l'Europa sono due, forse tre, diciamo pure dieci o undici entità diverse: slegate, autonome, con i propri usi e costumi, pregi e difetti. Una cosa sono le regole, soprattutto se giugulatorie, un'altra le “usanze” e i modi di tirare a campare. 
Non sto a giustificare l'evasione fiscale, sia ben chiaro. Rilevo soltanto che le regole più sono ferree ne più vengono violate, saltate, bypassate da chi intende sopravvivere. 
Quelle dell'Unione sono regole non ferree, ma demenziali. Lasciamo perdere la solita faccenda del diametro dei cetrioli, ma da quando esiste il trattato di Maastricht non si può più non dico correre, ma neppure camminare: siamo immobili. Se per tentare di bloccare gli effetti economici del virus non saranno versati, e subito, i 25 mila euro alle imprese e i seicento euro ai lavoratori senza lavoro, se le promesse non si trasformeranno in fatti, se la burocrazia continuerà a prevalere sul buonsenso, l'Italia semplicemente fallirà. 
Se, infatti, le aziende non hanno denaro, non possono produrre. Se non producono, i commercianti che cosa vendono? Se non vendono non dichiarano reddito. Se non lo dichiarano, non pagano imposte. Se non le pagano lo Stato non incassa. E cosa fa un imprenditore quando non incassa più? Chiude bottega. E' drammaticamente semplice. 
E non pensiate che non lo sappia la premiata Banda Bassotti che tanto si autoincensa mentre ci conduce verso il baratro. E' che a sua volta è presa per il collo e per le palle da chi? Dal Moloch Europeo, dal grande mostro che tutto vuole e tutto sa e tutto può. Che ci autorizza a visitare inesistenti “congiunti” di centesimo grado, però vorrebbe imporci la App sul telefonino per controllare i nostri spostamenti. E se uno ha un telefonino vecchio o, addirittura, non lo possiede? E' obbligatorio averlo? 
O ci riprendiamo la nostra libertà o presto sarà finita. Non dico di fare come i commercianti portoghesi di cui sopra, ma se non ci sleghiamo dalle mille pastoie di Bruxelle (e di Berlino) saremo fregati definitivamente. E' ora di cambiare cavallo, quello europeo è da troppo tempo bolso e non sa più correre, E non permette di correre a chi ne avrebbe le capacità. Ci lega con una moneta inventata che non rappresenta, nel concreto, né la reale ricchezza tedesca né i reali risparmi italiani. Questo fa parte del quadro fosco, non delineato, che dicevo all'inizio, della mancanza di chiarezza, dell'approssimazione che guida Lorsignori nell'amministrare Noisudditi. 
Riprendiamoci ciò che è nostro, a partire dalla sovranità monetaria, perché quando il naufragio è vicino ognuno ha il diritto di salvarsi. O meglio, il dovere di salvare i propri figli. E, semmai, di recitare una prece per chi ci ha lasciato le penne.

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