Cultura

Si possono proteggere i figli anche dalle loro scelte sbagliate?

Danielle Steel, autrice da oltre 650 milioni di copie, si addentra ancora una volta nel quotidiano di una famiglia giocando sui sentimenti


08/04/2019

di Valentina Zirpoli


Viene il sospetto che certi critici se la prendano con uno scrittore più per partito preso che per altro. Come nel caso dell’americana Danielle Steel che, alla faccia dei suoi detrattori, risulta particolarmente amata dal pubblico dei lettori per la sua capacità di addentrarsi nelle più variegate tematiche e nei più diversi campi con raffinata abilità. Tanto da essere premiata (sono poche le autrici che, come lei, riescono a toccare e a conquistare l’animo femminile) con traduzioni in 43 lingue, 69 Paesi e la vendita pazzesca, una più una meno, di oltre 650 milioni di copie, cifra che la colloca al quarto posto fra gli autori di best sellers del Novecento e all’ottavo fra gli scrittori più venduti di tutti i tempi. 
Numeri esagerati che l’hanno resa ricchissima, così come esagerato si propone il suo privato, con nove figli all’attivo - Beatie, Trevor, Todd, Nick (scomparso prematuramente e la cui vita mamma Danielle ha voluto raccontare in un libro), Sam, Victoria, Vanessa, Maxx e Zara - frutto di cinque matrimoni, tutti seguiti da altrettanti divorzi. Evidentemente l’irrequietezza dei sentimenti, quegli stessi che - da buonista -  dispensa a piene mani nei suoi racconti, non fanno parte della sua indole. 
Tanto per ripeterci, Danielle Fernande Dominique Schuelein-Steel, o più semplicemente Danielle Steel, è nata a New York il 14 agosto 1947 e, strada facendo, ha pubblicato la bellezza di 117 romanzi (24 dei quali travasati sul piccolo e grande schermo), cinque non fiction, 14 libri per ragazzi e tre storie illustrate.
Lei che aveva iniziato a scrivere racconti quand’era ancora bambina, per poi dedicarsi alla poesia nella tarda adolescenza; lei che, dopo essersi diplomata al liceo francese di New York (da qui la passione per la Francia, dove vive a corrente alternata con il suo Paese d’origine e dove le è stata conferita la Legion d’Onore), avrebbe iniziato a frequentare l’università all’ombra della Statua della Libertà per poi proseguire gli studi in Europa; lei che a 19 anni aveva già scritto il suo primo romanzo, pubblicato però soltanto sette anni dopo; lei che nel 1981 era entrata nella New York Times best-sellers list per poi sbarcare, otto primavere dopo, nel Guinness dei primati per il maggior numero di settimane consecutive (addirittura 381) in cui un suo libro era rimasto in classifica. 
Lei che torna per l’ennesima volta sui nostri scaffali - sempre per i tipi della Sperling & Kupfer, il suo editore italiano di riferimento - con Oltre ogni ostacolo (pagg. 358, euro 19,90, traduzione di Berta Maria Pia Smiths-Jacob), una storia “intensa e avvolgente” che per settimane ha tenuto banco nella classifica dei libri più venduti negli Stati Uniti. Una storia che, pur nella sua semplicità, attinge come di consueto ai sentimenti e al nostro vivere quotidiano, alle tematiche familiari, alle decisioni inaspettate prese dai nostri figli e a tutto quello che queste scelte possono comportare. 
Una storia - come da sinossi - ancora una volta ambientata a New York, e più precisamente nel cuore del quartiere di SoHo, dove tiene banco un elegante negozio di abiti vintage. La proprietaria, Kate Madison, grazie al suo innato senso per la moda e al suo occhio infallibile, è riuscita a farne un punto di riferimento per l’intera città. Un sogno, per lei, avveratosi soltanto dopo parecchi anni di duro lavoro nonché di gravosi sacrifici. E mentre la popolarità del negozio cresceva, lo stesso accadeva per i quattro figli: la vera gioia della vita di Kate, che ha dovuto occuparsene da sola dopo la morte del marito. 
Ormai adulti, con un’ottima istruzione e promettenti carriere, i quattro fratelli sono pronti a trovare la loro strada nel mondo, non senza commettere qualche sbaglio. Come Isabelle, brillante avvocato, che s’innamora di un cliente e si convince di poter costruire una vita con lui. O Julie, che ha ereditato il talento artistico della madre ed è pronta a lasciare il lavoro dei suoi sogni pur di seguire quel che le suggerisce il cuore. Oppure Justin, scrittore, alle prese con il suo primo romanzo, che insiste per avere un bambino prima di essere finanziariamente o emotivamente pronto. E poi Willie, il piccolo di casa che, con la spensieratezza della sua giovane età, prende una decisione che sconvolgerà tutti. 
Kate - come tutte le mamme - vorrebbe ovviamente poterli mettere al riparo dagli errori e dalle delusioni della vita, ma si renderà presto conto che non si possono proteggere i figli dalle loro decisioni, ma solo continuare ad amarli mentre le fanno. Anche perché “nella vita ogni scelta nasconde una scommessa. Ma, che il vento sia favorevole o contrario, l’amore di una madre sarà sempre un porto sicuro”.

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