Cultura

Serve vaccinarsi anche contro la… pandemia dei dati relativi al Covid-19?

Armando Massarenti e Antonietta Mira ci spiegano come dotarci di un pensiero critico per valutare la veridicità e la coerenza delle informazioni


14/12/2020

di Tancredi Re


Dopo gli annunci delle case farmaceutiche sulla disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci contro il Sars-CoV-2, già in produzione, distribuzione e in alcuni casi addirittura (come nel Regno Unito, nella Russia e nella Cina) somministrati alla popolazione, sta crescendo la speranza di poter debellare a breve la pandemia Covid-19 che sta straziando l’umanità e ha già causato oltre 1,5 milioni di morti e quasi 68 milioni di persone infettate. 
Ma se si avvicina il tempo in cui potremo lasciarci alle spalle questa immensa sciagura che ha fortemente condizionato e messo a repentaglio la vita nostra e dei nostri cari causando morte, dolore e disperazione anche per le gravi conseguenze economiche provocate dalla recessione seguita alla crisi sanitaria, c’è un’altra “pandemia” contro la quale sarebbe necessario vaccinarsi al più presto: è la pandemia dei dati, che è altrettanto infettiva, forse letale. 
Questa forma di pandemia ha inondato le nostre vite in occasione dell’emergenza Covid-19 con ogni genere di tabelle, grafici, proiezioni statistiche, indicatori, algoritmi. Ma più aumenta il flusso dei dati, più si ha l’impressione che aumenti non la conoscenza, ma soltanto la confusione. Già da tempo, senza che quasi ce ne accorgessimo, viviamo infatti immersi in un mare di dati. 
Di questa pandemia nella pandemia, se ci è permesso definirla così, ci parlano Armando Massarenti e Antonietta Mira nel libro La pandemia dei dati. Ecco il vaccino (Mondadori, pagg. 322, euro 20,00) da pochi giorni nelle librerie. 
Come riuscire allora a stare a galla? Come salvarsi da questa invasione di numeri? E come ritrovare proprio attraverso i numeri il senso dell’orientamento? Il salvagente arriva dalla scienza dei dati, che gli autori di questo volume - Massarenti, caporedattore al Sole 24 Ore e firma storica del supplemento culturale “Domenica”, e Antonietta Mira, professoressa di statistica all’Università della Svizzera italiana e all’Università dell’Insubria - considerano uno degli ambiti decisivi per lo sviluppo umano e la crescita economica delle società contemporanee. Pensare che la sola conoscenza dei numeri possa farci capire la realtà non è altro che un’illusione. 
“I dati hanno bisogno di essere interpretati - spiega Giorgio Parisi nella presentazione del volume - utilizzando un quadro concettuale opportuno che si basa su due pilastri: la matematica e la probabilità”. 
Scopo di questo saggio è dunque fornire al lettore, nella maniera più chiara possibile, una scatola degli attrezzi che gli permetta di orientarsi nel grande mondo dei dati, somministrando un vaccino, sotto forma di anticorpi culturali, il cui ingrediente fondamentale è il pensiero critico, inteso come sapere trasversale tra lo scientifico e l’umanistico. Le scienze statistiche e la teoria della probabilità offrono infatti una “palestra naturale” per il pensiero critico, oggi indispensabile all’individuo per aumentare la propria comprensione del mondo. 
Scritto in un linguaggio accessibile e senza tecnicismi, il volume, attraverso l’analisi degli errori e delle confusioni più comuni, è “una sorta di manuale al contrario -  spiega Massarenti nella nota introduttiva - in cui gli strumenti che ci permettono a mano a mano di evitare di prendere abbagli quotidiani, o perlomeno di essere meno confusi, coincidono in parte con una scienza, la scienza dei dati, oggi pervasiva e imprescindibile per ogni cittadino del nostro tempo”.

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