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Riparte la corsa all’oro generata dalla violenta crisi in atto a livello mondiale

La crescita dei prezzi del metallo prezioso apre degli scenari negativi legati alla crisi post-Coranavirus mentre le incertezze generate dalle prossime elezioni Usa lasciano intravvedere un quadro preoccupante anche per la ripresa dell’inflazione


31/08/2020

di Damiano Pignalosa


Come nel 1848 nella Sierra Nevada in California, sono mesi ormai che sembra partita una vera e propria corsa all’oro a livello mondiale. L’andamento del metallo prezioso da sempre è stato precursore di crisi economiche rilevanti e il più delle volte è stato utilizzato proprio come bene rifugio a fronte di svalutazioni monetarie e grandi periodi di depressione. Una grossa impennata seguita da una volatilità insolita, che normalmente non appartiene all’oro, si è registrata in concomitanza delle vicende legate al coronavirus con il susseguente diffondersi di lockdown a macchia di leopardo in tutto il mondo. Già lo scorso anno i prezzi puntavano verso l’alto ma è nei primi mesi del 2020 che si è avuta la svolta per i motivi appena citati, con delle impennate seguite da ritracciamenti improvvisi di prezzo degni del miglior ottovolante. Una corsa che non accenna a fermarsi tanto che a metà agosto l’aveva portato al record storico di 2.075 dollari l’oncia, evento già ampiamento pronosticato ma che ad atto compiuto ha assunto vesti di gran lunga incredibili.
Attualmente il suo prezzo si assesta sotto la soglia dei 2mila dollari ma senza dubbio questo scenario è strettamente legato anche all’andamento del dollaro e alla variazione dell’inflazione, infatti anche il biglietto verde e i Treasuries si erano mossi in modo altrettanto nervoso negli ultimi tempi, cercando un punto di assestamento mentre il presidente della Fed Jerome Powell delineava il nuovo approccio e le aspettative sull’economia della banca centrale più influente del mondo. Gli scenari restano incerti, non fosse altro per la prospettiva delle elezioni presidenziali Usa a novembre. Ma all’indomani del vertice virtuale di Jackson Hole il mercato ha cominciato (a scoppio ritardato, secondo alcuni) a riflettere maggiori possibilità di ripresa dell’inflazione in presenza di tassi d’interesse che resteranno a lungo super ridotti. La crisi economica mondiale ha creato senza dubbio un ambiente favorevole all’ascesa dell’oro ma non è detto che le quotazioni del metallo riprenderanno presto a salire in modo lineare. Al contrario, diversi analisti avvertono che le acque potrebbero restare agitate ancora per un po’. «Il mercato nel breve termine ha bisogno di consolidarsi e considerato come l’oro ha già corso quest’anno, una correzione potrebbe essere abbastanza profonda», mette in guardia Ole Hansen di Saxo Bank.
Come sottolineato pocanzi è proprio la crisi economica a dare maggior spinta agli andamenti positivi e altalenanti dell’oro, un segnale che in passato è stato premonitore di intensi periodi di instabilità e stagnazione. Ora più che mai le incertezze sul futuro sono all’ordine del giorno e non a caso l’intensa attività finanziaria di copertura che sta avvenendo con il gold sta spingendo anche i mercati delle criptovalute a tornare ai fasti del 2017 con tanta liquidità che sta entrando in tutto il settore FinTech, il tutto a discapito dei mercati tradizionali come quello borsistico che anzi vive un trend inverso. Bisogna infatti segnalare un numero sempre più alto di delistaggio di aziende quotate che stanno decidendo ove possibile di uscire dai vari indici azionari per un riassestamento societario e la ricerca di nuove forme di finanziamento diretto alle imprese proprio magari attraverso gli strumenti innovativi messi a disposizione dal settore FinTech.
Che si chiami incertezza, paura o previsione, i dati ci dicono che è in atto un cambiamento economico finanziario che attraversa tutti i settori e cerca di responsabilizzare maggiormente le aziende in vista di quello che ci attende da oggi fino ai prossimi 5/10 anni. Di sicuro l’immobilismo non porta a nulla e fa perdere ingenti quote di mercato a chiunque, che si parli di aziende, nazioni o investitori, nel frattempo restiamo alla finestra di questa nuova corsa all’oro che più che altro segna un direzione diversa da prendere in concomitanza agli eventi accaduti soprattutto nell’ultimo anno ma che hanno radici ben più profonde figlie di un sistema economico che non riusciva più a reggere determinati standard.  

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