Cultura

Ribellioni e scontri di potere nei primi anni Venti del Decimo secolo. “Quando l’Englaland, cioè l’Inghilterra, non esisteva ancora”

La mano calda dell’inglese Bernard Cornwell, acclamato autore di una sessantina di romanzi, si addentra ancora una volta, da par suo, fra le pieghe della storia


01/02/2021

di VALENTINA ZIRPOLI


Si è brillantemente occupato di vecchie avventure di mare; ha giocato a rimpiattino fra le storie legate agli accadimenti medievali; ha dato vita a una appassionante epopea ambientata fra l’Inghilterra e i mari del Nord durante il primo Medioevo; si è divertito a scrivere un saggio legato alla battaglia di Waterloo; infine non si è sottratto alle lusinghe del thriller contemporaneo, sfornandone cinque. 
Di fatto, quella dell’inglese Bernard Cornwell, è una penna benedetta, che cattura e intriga, appassiona e regala un senso alla storia e non solo. Forte di una bibliografia che viaggia a ridosso dei sessanta libri, alcuni dei quali sono stati travasati dalla Bbc sul piccolo schermo. È il caso delle vicende legate al personaggio di Richard Sharpe interpretato dall’attore Sean Bean, mitica figura sulla quale l’autore ha ricamato 24 storie, oppure attingendo dai tredici canovacci imbastiti sui re sassoni. 
Un autore sbarcato in chissà quanti Paesi che ora torna sui nostri scaffali - per i tipi della Longanesi, il suo editore italiano di riferimento - con La guerra del lupo (pagg. 416, euro 19,90, traduzione di Paola Merla), un lavoro uscito in prima battuta nel 2018 che appassiona e intriga, in bilico fra realtà storica e fantasia. A fronte di una storia che si rapporta al periodo in cui su tutte le terre britanniche a sud della Northumbria e a oriente del Galles regnava un solo sovrano… 
Con lo stesso Cornwell a ribadire nelle sue note storiche (per lui una piacevole consuetudine) sul perché e il percome dei fatti, sulla locazione dei luoghi (raffrontandoli peraltro con il presente) nonché sul ruolo dei personaggi. Il tutto a fronte di un romanzo ambientato nei primi anni Venti del Decimo secolo. “Quando l’Englaland, cioè l’Inghilterra, non esisteva ancora, ma la sua nascita, nel sangue e nell’orrore, era vicina”. 
Detto questo spazio alla trama. “Dopo immensi sforzi, Uhtred di Bebbanburg è riuscito a riconquistare la terra che gli spettava di diritto, ma non ha tempo di godersi la vittoria, minacciato su tutti i fronti da vecchi e nuovi nemici. Il mondo che lo circonda, infatti, è in subbuglio. In Mercia, la ribellione è nell’aria da tempo e re Edoardo cerca di impadronirsi della regione; nel regno del Wessex, le parti rivali non riescono ad accordarsi sulla nomina del loro nuovo sovrano; in tutto il Paese, i norreni, i guerrieri lupo invasori, proseguono nella loro incessante incursione sempre più affamati di terra, sotto il comando del terribile re Sköll, che è deciso a uccidere chiunque intralci i suoi progetti di conquista”. 
A detta di tutti Uhtred è un guerriero leggendario, “ammirato e cercato come alleato ma soprattutto temuto come avversario. Per anni è riu­scito a vivere sul confine tra le sue origini pagane e il mondo cristiano, tra la sua essenza di sassone e quella di vichingo, tra il vecchio mondo in cui era nato e la nuova realtà che lui stesso ha contribuito a forgiare. Ma il cambiamento non può essere fermato e Uhtred si troverà vittima della sventura e della tragedia, rischiando di perdere tutto nello scontro con uno dei nemici più duri di sempre. Solo l’astuzia più scaltra, la più grande lealtà e il coraggio più straordinario potranno, forse, salvarlo”. 
Per la cronaca Cornwell, nato a Londra il 23 febbraio 1944, venne adottato nell’Essex dalla famiglia Wiggins e soltanto dopo la morte del padre adottivo (quello vero lo avrebbe incontrato per la prima volta all’età di 58 anni) si sarebbe cambiato il cognome in Cornwell, ovvero quello della madre naturale. Dopo aver frequentato la Monkton Combe School ed essersi laureato alla London University, si sarebbe dedicato all’insegnamento, non prima di aver tentato diverse volte di arruolarsi nelle forze armate britanniche, venendone respinto a causa di una forte miopia. 
In seguito, dopo aver trascorso lunghi anni nella redazione della Bbc (diventando responsabile degli affari correnti della Bbc Northern Ireland), avrebbe militato nella Thames Television, per poi dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Inoltre, dopo essersi sposato e aver avuto una figlia, avrebbe divorziato per accasarsi con un’americana e quindi trasferirsi - era il 1979 - negli Stati Uniti. 
Che altro? Una penna benedetta da testate di peso - come il Washington Post (“Cornwell è probabilmente il più grande scrittore di romanzi storico-avventurosi di oggi”) o come il The Times (“Un autore magnifico, sempre magistrale”) - in quanto, pochi come lui, risultano capaci di regalare credibilità alle trame, nel dare respiro a protagonisti di peso, nell’affascinare il lettore con intriganti atmosfere dei tempi andati. Frutto peraltro di un robusto lavoro di studio e di approfondimento.

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