Cultura

Quando le parole possono a sorpresa cambiare le cose

La poetessa americana Amanda Gorman fa appello con i versi al coraggio e alla speranza per plasmare un mondo migliore


26/04/2021

di Giambattista Pepi


Le parole possono tutto. Questo ci insegna Amanda Gorman, una giovane poetessa afro-americana che nel libro The Hill We Climb. Parole di coraggio, speranza e futuro (Garzanti, pagg. 55, euro 10,00, traduzione di Francesca Spinelli) ci insegna a cercare la luce dietro ogni ombra, a costruire l’alba dopo ogni notte, a resistere davanti a ogni ostacolo. E bisogna farlo non per se stessi, ma per il mondo che verrà, perché una persona, da sola, non può bastare se non si mobilita un popolo. 
D’altra parte cosa può esserci di più “rivoluzionario” di una poesia, una poesia rap (lo stile musicale diventato parte di spicco della cultura musicale, così in voga tra le generazioni più giovani) come The Hill Weclimb (la collina che noi scaliamo, detto in italiano)? 
Questa poesia è stata letta dalla Gorman il 20 gennaio 2021, davanti al Campidoglio, cioè il Parlamento federale degli Stati Uniti (che pochi giorni prima che si svolgesse questa manifestazione era stato “profanato” da una masnada di supporter dell’ex presidente Donald Trump), nel quartiere di Capitol Hill a Washington, durante la cerimonia di insediamento del presidente JoeBiden. 
Ebbene, in quella solenne occasione Amanda Gorman, senza esitazioni né timori, pur essendo al cospetto delle autorità politiche, dei rappresentanti dei media, della pubblica opinione americana e mondiale, ha dato voce e forza alla sua generazione ma rivolgendosi anche alle altre. Cosa dice? Che bisogna impegnarsi tutti insieme per creare sempre più ponti che uniscano le persone: solo infatti la condivisione, la fratellanza, il superamento delle differenze ci salveranno. 
Solo insieme possiamo scalare il colle. Oltre i confini, oltre gli orizzonti, oltre le distanze, perché - è il suo ragionamento, ma è soprattutto un auspicio - siamo in fondo un unico popolo. Un popolo che ha bisogno di credere ancora, di credere di nuovo. E le sue parole ci sono state donate per questo. Per guardare al futuro con occhi diversi, con gli occhi di chi sa cosa c’è dietro ma è tutto teso nella volontà di generare il nuovo. 
Amanda Gorman è un’icona per moltissimi giovani americani e non solo. Perché chi riesce a infondere coraggio e speranza lo è. È luce. E sprona tutti noi a diventare luce nel mondo. “Nasce il giorno e noi usciamo dall’ombra, in fiamme e senza paura. Sboccia, da noi liberata, la nuova aurora. Poiché c’è sempre luce. Se solo avremo il coraggio di vederla. Se solo avremo il coraggio di essere luce” è uno dei versi più emblematici e carichi di significato della sua poesia. 
Da quel momento la stampa di tutto il mondo non ha mai smesso di parlare di lei. Michelle e Barack Obama hanno visto in questa “esile ragazzina nera, discendente di schiavi, cresciuta da una madre sola, appena ventiduenne” una fonte di ispirazione a cui guardare con orgoglio. 
Attivista di successo premiata a livello internazionale, la Gorman da anni lotta per l’uguaglianza razziale, la giustizia di genere, i diritti umani e la difesa dell’ambiente. È la donna più giovane cui è stato assegnato il titolo di National Youth Poet Laureate. Inoltre dal 2014 è delegata giovanile dell’Onu. Nessuno dimenticherà mai le parole che ha pronunciato davanti a milioni di persone, fondamentali per noi e, soprattutto, per i nostri figli. Perché sono loro il nostro futuro, da oggi più luminoso se a fare da guida, da punto di riferimento, ci sono donne come Amanda Gorman.

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