Cultura

Quale mistero si nasconde nell’affascinante Cripta del Cristo Velato?

A raccontarci la trama del terzo appuntamento con la intrigante serie de I Delitti dal Barbiere è lo stesso autore, un eclettico artista napoletano che, se ancora non lo conoscete, è il caso di rimediare


17/12/2020

di Nicola Manzò


Mi chiamo Nicola Manzò e sono un napoletano verace, di quelli radicati e cresciuti tra i vicoli di Partenope. Ho cominciato a leggere romanzi da bambino perché avevo uno zio libraio che mi regalava un libro a settimana. Ho cominciato a scrivere romanzi da adulto perché non avevo più lo zio libraio, ma, dentro di me, era nata un’immensa voglia di scrivere delle storie tutte mie.  E così, dopo cinque lavori teatrali, nel 2013 la prima stesura de Gli Amanti di vico Sanseverino prese forma. A questo seguirono altri due romanzi della stessa serie che ho chiamato I Delitti del Barbiere e che sono: Sette Cavalieri d’oro e ultimo, in ordine di arrivo, La Cripta del Cristo Velato
A tenere la scena è il commissario Alfredo Renzi, proveniente da Corbetta, un paesotto nei pressi di Milano, che viene trasferito a Napoli, dove dovrà districarsi nei meandri e nei misteri di Partenope confrontandosi con una realtà tanto diversa dalla sua. E così, per cominciare a conoscere un po’ di persone e ambientarsi in questo caotico, teatrale, esoterico e umano mondo dei napoletani, decide di recarsi dal… Barbiere. 
E bene fa, perché lì conoscerà, nel tempo, persone che lo aiuteranno nelle sue indagini e anche nella sua difficile strada per comprendere e penetrare l’animo dei partenopei: Ettore, un barbiere appassionato di gialli; Pierino, il ragazzo di bottega che con la sua insaponata magica lo aiuterà a riflettere nei momenti di caos; Mirella, un’impavida giornalista de Il Mattino; Tatillo, detto Gugol, un piccolo uomo gobbo, fondatore di Internos, la rete dei vicoli, delle voci dei cardini e dei decumani, cuore della città Greco-Romana; la strampalata ma veritiera zia Mariuccia, una sensitiva cartomante e molti altri che si susseguiranno nei tre romanzi collaborando con il commissario Renzi e portandolo, un po’ alla volta, a risolvere intricati delitti e a capire e scoprire di avere un animo molto “partenopeo”. 
Detto questo, veniamo a La Cripta del Cristo Velato (Edizioni Spb, pagg. 330, in formato Kindle euro 5,47 o dollari 6,50, nel cartaceo euro 12,28 o dollari 14,00). Raimondo di Sangro, VII Principe di Sansevero, uno degli uomini più potenti, discussi e misteriosi del Settecento napoletano, ha ricevuto, dalla Margravia di Prussia e dal di lei fratello Federico II il Grande, una donazione consistente in 250.000 talleri d’argento per ripristinare la Massoneria a Napoli e continuare le sue ricerche scientifiche. 
Il tesoro verrà celato dal Principe in un introvabile e impensabile nascondiglio nella sua cappella di famiglia, la Pietatella, riuscendo così a farlo arrivare intatto ai nostri giorni. 
La scoperta di una corrispondenza segreta e di un codice criptato, inventato dal popolo Inca migliaia di anni prima, e tracciato da Raimondo di Sangro sui rulli di un antico carillon, consentirà alla équipe nominata dalla sovrintendenza ai beni artistici di Napoli, con l’aiuto del Commissario Renzi e dei suoi nuovi amici, di ritrovare il nascondiglio dell’immenso tesoro. Intanto, una potente organizzazione malavitosa, ramificata in tutta Europa e dedita principalmente al traffico di opere d’arte rubate, che non esita a seminare morte sul suo percorso, è venuta a sapere di questo ingentissimo tesoro... E sarà una bella gatta da pelare per Renzi.

N.d.A. I personaggi dei miei romanzi sono presi da persone realmente esistenti, ai quali ho cambiato solo il mestiere e il nome. Anche il gobbo Tatillo, detto Gugol, è un personaggio reale ma di professione fa(ceva)... il borseggiatore sui pullman. La seconda edizione, riveduta e corretta anche nelle copertine, della Collana “I Delitti del Barbiere” è in vendita (formato kindle e cartaceo) su Amazon Kindle. 
Sito: www.nicolamanzoscrittore.it Mail: info@nicolamanzoscrittore.it

Nota della Redazione: Per completare il profilo di questo eclettico autore riportiamo parte di quanto, sei anni fa, avevamo scritto su queste stesse colonne: 
Un artista piacevolmente intrigante, iperattivo, dalla battuta pronta e dalla chiacchiera ironica. Lui che si propone come un uomo dai cento mestieri: da ragazzo cantante, ma anche posteggiatore, nei ristoranti frequentati dai turisti stranieri. “Avevo una bella voce, e gli americani erano generosi”. Poi burattinaio, mascheraro e pubblicitario: “Strada facendo ho fondato la Selling Pubblicità, regolarmente iscritta nel registro delle imprese di Milano”. Ma anche un autore di teatro che, non più giovanissimo, ha deciso di approdare alla narrativa di settore con un noir, di difficile collocazione, da poco arrivato in libreria. Si tratta del primo volume di una nuova serie gialla, I delitti del barbiere, firmata da Nicola Manzò, all’anagrafe Nicola Manzo. 
“In effetti a regalarmi questo gratificante accento sulla o fu il principe Ranieri di Monaco in quel di Parigi, in occasione di una mostra itinerante (alla quale partecipavo con alcune mie opere) sul suo casato che, partita da Roma, aveva fatto tappa nella capitale francese prima di approdare a Montecarlo”. 
Già, perché questo poliedrico personaggio, sulla cui data di nascita - forse per una punta di civetteria - amabilmente glissa adducendo un vuoto di memoria, si propone come un artista di prim’ordine specializzato in arte presepiale in stile settecentesco napoletano e realizzazioni su commissione di opere in bronzo. Manzò, si diceva. Un napoletano verace essendo nato nel popolare quartiere la Stella, a poche centinaia di metri dalla casa di Totò…

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