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Perché le guide turistiche (rappresentate da Gti) in questo drammatico periodo vengono ignorate dal Governo?

Un’accorata presa di posizione: “Non chiediamo assistenzialismo, ma opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro”


05/05/2020

Simone Fiderigo Franci e Claudia Sonego

Si sentono escluse da ogni progetto relativo al rilancio del turismo e in effetti, a ben guardare, nei vari decreti per loro e per il comparto di riferimento non c’è nulla. Rientrano tra gli autonomi cui spettano i 600 euro una tantum. A spulciare nei bilanci regionali, compaiono giusto all'articolo 8 della Finanziaria approvata sabato scorso dalla Regione Sicilia, che tuttavia le suddivide in iscritte nel registro regionale (le aventi diritto a misure di sostegno) e non (le non aventi diretto), creando quindi un principio discriminatorio. 
Sono le guide turistiche rappresentate da Gti (Guide Turistiche Italiane), associazione di categoria che ne difende il ruolo, le competenze e, in tempi di Covid-19, la dignità professionale. Presieduta da Simone Fiderigo Franci e vice-presieduta da Claudia Sonego, tra gli interlocutori del MiBact, al Governo, di fatto, non chiede “assistenzialismo, ma opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro”. Cominciando dai Musei, accessibili dal prossimo 18 maggio, che - secondo Gti - potrebbero utilizzare la figura della guida turistica, cercando di favorire così il coinvolgimento dei liberi professionisti. 
“Sarebbe certamente garanzia di sicurezza, perché assicurerebbe la conduzione e gestione di piccoli gruppi osservando le misure sanitarie, nel rispetto di lavoratori e visitatori e opere. Sarebbe anche occasione di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale”, affermano Franci e Sonego, che sottolineano come nel 2020 sarà scontata l'assenza di stranieri. 
C’è un altro punto su cui Gti si batte da anni: il riconoscimento e l’attuazione del patentino nazionale - secondo la previsione della legge 97/2013 - da conseguire forti di un preciso cursus honorum. Il che potrebbe condurre a un censimento, oggi assente “ma necessario”, delle guide su tutto lo Stivale. 
 “Un computo esatto non è possibile farlo - ammette Franci -, perché si continua a ragionare per regionalismi, che in fin dei conti altro non sono che feudi con differenti normative. Si presume che a vivere esclusivamente di questo mestiere, quindi come liberi professionisti, come guide pure, siamo circa 5mila. Poi c'è chi svolge 'anche' questo lavoro, non in forma prioritaria. Un registro servirebbe pure per avere un quadro dei regimi fiscali». Sicuro, come conferma Sonego, è che “siamo quasi tutti lavoratori autonomi, di età media 40/50 anni, per la maggior parte donne”. Reddito mensile, dai 2 ai 4 mila euro al mese in alta stagione, con curva in calo fino allo 0 in bassa stagione. E se per usare una metafora il Covid-19 ha reso il Re Nudo, “oggi - sintetizza Franci - tutti i nodi arrivano al pettine”. Ipocrisie comprese. 
“Non si fa che dire che il turismo vale il 12 per cento del Pil - gli fa eco Sonego -, che è il motore del Paese, che dà occupazione, eppure è proprio il turismo coi suoi addetti il grande assente dal dibattito politico”. A meno che con turismo, non si intenda solo quello balneare e ricettivo, quindi imprenditoriale, certo importante, ma non esaustivo. 
È Franci a sottolineare come non si considera che “parlare di turismo significa parlare anche di strategie operative e di interconnessioni fra i protagonisti, di infrastrutture, di collegamenti, che vanno ripensati”. Un esempio facile? La Toscana, che ha mare, colline, città d’arte, dove ci si muove in auto come in traghetto. 
“Serve un Sistema Turismo Italia - la chiosa di Gti - che consideri il turismo come l'industria. Che ne contempli tutti i segmenti, guide turistiche incluse”. Diversamente? “Se non si affronta il ragionamento, non solo scomparirà una fetta del settore, cioè noi. Ma si legittimerà l’abusivismo e la concorrenza sleale che noi, come Gti, in forza delle competenze, abbiamo sempre combattuto. Ci saranno molti improvvisati e addio cultura. Basti pensare al proliferare, già prima, di corsi e percorsi di turismo esperienziale. L’emergenza sarà il nutrimento dell’effimero”. 

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