Cultura

Perché dilaga l'ateismo nella società contemporanea?

Dialogando con Diego Manetti, il direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga, esamina il fenomeno della perdita della fede


04/02/2019

di Tancredi Re


… Mosè vide che il popolo non aveva più freno, perché Aronne gli aveva tolto ogni freno, così da farne il ludibrio dei loro avversari… Il giorno dopo Mosè disse al popolo: “Voi avete commesso un grande peccato; ora salirò verso il Signore: forse otterrò il perdono della vostra colpa”. Mosè ritorno dal Signore e disse: “Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d’oro. Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato… E se no, cancellami dal tuo libro che hai scritto!”. Il Signore disse a Mosè: “Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me. Ora va, conduci il popolo là dove ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà; ma nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato”. 
Il Signore aveva scelto il popolo di Israele perché aveva molto sofferto, lo aveva liberato dalla schiavitù cui era stato ridotto dagli egizi, e gli aveva promesso una Terra in cui scorreva latte e miele. Ma quel popolo gli si era rivoltato contro; aveva dimenticato tutto ciò che aveva ricevuto dal Signore; si era fatto un idolo, e lo aveva adorato, e poi si era dato alla perdizione. Mosè condusse il suo popolo attraverso il deserto per vent’anni, finché il popolo che aveva peccato contro di lui non si fu estinto e lui stesso vide da lontano la Terra promessa agli ebrei da Dio, ma non vi sarebbe entrato. 
Questo brano, tratto dall’Esodo (32,25 30-35), è il primo esempio plateale e collettivo di apostasia, cioè di rinnegamento della fede. È un episodio storico raccontato nella Bibbia, il Libro dei libri: non sappiamo quanto sia veridico, perdendosi nella notte dei tempi, e non essendoci prove e testimonianze, certe e inoppugnabili, sulla sua fondatezza, ed è giunto a noi solo attraverso la tradizione orale. 
Il citato episodio, tuttavia, ci permette di soffermarci su una delle minacce più gravi e ricorrenti nel corso dei secoli alla fede ed alla religione: l’abbandono di Dio e la sua sostituzione con feticci (il denaro, il sesso, il potere) che l’uomo persegue in maniera implacabile e costante, con qualsiasi mezzo (la violenza, l’inganno, il tradimento, la congiura) fino all’idolatria. 
L’ateismo è come un virus che contagia strati sempre più numerosi della popolazione dell’Occidente ed anche il nostro Paese non ne è immune. 
Le Chiese cristiane e, tra di esse, la Chiesa Cattolica Romana, non sembrano in grado di arrestare questa deriva. Quella che si definisce secolarizzazione della società altro non è che la sua scristianizzazione: la perdita della sua identità e dei suoi valori. 
La stessa Chiesa cristiana, fondata da Gesù, è lacerata al suo interno da conflitti di potere e scossa dai ripetuti e gravi scandali che l’hanno colpita negli ultimi decenni (la pedofilia, la pederastia, il lusso e la cupidigia), oltreché a causa della “lontananza” e del “silenzio” di Dio di fronte alle nefandezze degli uomini. 
Per dirla con Marcello Veneziani, acuto intellettuale dei nostri tempi, “dalla Rivoluzione francese ai regimi totalitari del Novecento, dalle due guerre mondiali alle catastrofi umanitarie, dal predominio della tecnica al dispotismo della finanza, dalla bomba atomica ai campi di sterminio, non c’è traccia di Dio, di fede, di religione cristiana nelle pagine più oscure del nostro tempo, da almeno tre secoli” (Piemme, La Bibbia dei non credenti, a cura di Francesco Antonioli). 
Davanti alla dispersione della fede, sorgono pertanto spontanee alcune domande: è forse una semplice evoluzione dei costumi? Oppure l’irresistibile ascesa della secolarizzazione causata dai recenti progressi della scienza e della tecnica? Oppure siamo all’alba di un nuovo mondo senza Dio, in cui l’uomo arbitrariamente rinnega Cristo e la Croce e sceglie di idolatrare dei surrogati di Dio (il denaro, il potere, il piacere) e, in definitiva se stesso, in un crescente delirio di onnipotenza? 
A questi interrogativi prova a rispondere La croce rinnegata. L’apostasia dell’Occidente (Piemme, pagg. 206, euro 16,50) di Padre Livio con Diego Manetti. 
“Con il direttore di Radio Maria - scrive nell’introduzione Manetti, docente di storia e filosofia nella scuola superiore, autore di numerose pubblicazioni tra le quali Oltre. La vita eterna spiegata a chi cerca e Pregate per vincere satana, entrambe edite dalla San Paolo - abbiamo cercato di esaminare il fenomeno della crescente perdita della fede collocandolo nel tempo presente secondo la lettura che ne viene data dalla Regina della Pace nei messaggi della apparizione di Medjugorie, laddove Maria ci invita a essere pronti, poiché siamo ormai giunti a un punto di svolta che interesserà la storia del mondo e della Chiesa universale”. 
Si sta avvicinando non la fine del mondo, come alcuni temono, ma dei tempi. E l’apostasia dilagante è la spia, come tutti gli altri eventi terribili che stanno scuotendo il mondo. “Nel tempo della prova ormai prossimo - aggiunge Manetti - la Chiesa sarà chiamata a riscoprire la sua originaria vocazione al martirio, ripercorrendo la Via Crucis di Gesù, fino all’esplosione della massima impostura anticristico… che si esprime nel nuovo culto dell’umanità… e che rifiuta Cristo, il Vangelo e la Chiesa stessa”. 
Paradossalmente, proprio chi ha perduto la fede, o chi non l’ha mai avuta, deve pregare per riavere questa grazia della fede in Dio “perché - conclude Manetti - solo chi avrà la fede potrà contare sulla fortezza necessaria per non soccombere al demonio, conservandosi fedele a Cristo e salvando così la propria anima”. 
In questo nuovo libro, Padre Livio Fanzaga (ordinato sacerdote presso i Padri Scolopi nel 1966, due lauree in teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e in Filosofia all’Università Cattolica di Milano, direttore di Radio Maria e autore di libri di successo tra cui ricordiamo Da Fatina a Medjugorje. Il piano di Maria per un futuro di pace) lancia un forte grido contro la pestilenza dell’apostasia e, sostenuto dai messaggi ripetuti che giungono da Medjugorje, invita coloro che non hanno perduto ancora la fede, e coloro che temono di poterla perdere, di non attendere ancora, ma di aprire la porta a Cristo, accogliendo il suo verbo ed il dono della vita eterna.

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