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Passaggio di proprietà di un’auto: quali documenti servono e quanto si deve spendere


31/08/2020

Adesso che il mercato dell’auto si è rimesso in movimento dopo il blocco quasi totale causato dall’epidemia da Coronavirus, molti automobilisti sono intenzionati a vendere la loro vettura per rimpiazzarla con una nuova approfittando degli intriganti sconti messi in campo dal settore. Di riflesso ci saranno diverse persone - magari economicamente meno forti - intenzionate a rilevare l’usato. Ma comprare un’auto usata non è così semplice. L’acquisto di un veicolo da privato a privato, infatti, presuppone una ben definita lista di adempimenti burocratici di cui è necessario essene a conoscenza. 
Intanto il passaggio di proprietà presuppone la compilazione e la presentazione di diversi moduli e il pagamento di alcuni bollettini, rispettando scadenze temporali precise. Tutto inizia con la firma del contratto di vendita tra le parti e deve concludersi, secondo quanto previsto dalla legislazione, entro 60 giorni. Ma vediamo nello specifico cosa si deve fare. 
Prima di tutto - se non si vorrà delegare la pratica a una agenzia - acquirente e compratore dovranno sottoscrivere il contratto di vendita. Per sbrigare le pratiche ci si dovrà recare presso uno sportello della Motorizzazione Civile o del Pubblico Registro Automobilistico. 
Per poter concretizzare il passaggio di proprietà serve la Carta di identità e il certificato di residenza dell’acquirente, oltre ovviamente ai documenti dell’auto (certificato di proprietà, atto di vendita, carta di circolazione) e al Modello TT2119 (che può essere compilato direttamente in ufficio), che deve essere firmato contestualmente da acquirente e venditore. Conviene, dunque, richiedere un appuntamento presso uno degli uffici della Motorizzazione o del Pra così da non essere costretti ad attendere per ore. Completate la pratiche burocratiche, la formalizzazione del passaggio di proprietà avviene nel giro di qualche giorno lavorativo. 
Un passo indietro. Ma come riusciamo a farci consegnare il libretto senza sembrare degli agenti a un posto di blocco? Semplice: basta chiedere, ad esempio, quante misure di pneumatici può montare, oppure quanto tempo l’ha tenuta il precedente proprietario. Insomma, domande che in qualche modo vi consentiranno di ottenere la carta di circolazione, quella autentica e non una fotocopia. Inoltre, nel caso, si deve richiedere il duplicato dei documenti smarriti o delle targhe illeggibili, smarrite o distrutte. Operazione complicata: è quindi il caso di chiedere uno sconto se il proprietario non ha tempo per occuparsene. 
Inoltre è buona norma visionare anche il certificato di proprietà per capire se ci sono ipoteche legate al veicolo, ma questo controllo si può fare da casa sul sito dell’Aci o in una qualsiasi agenzia di pratiche automobilistiche, richiedendo una visura della targa dal costo di pochi euro. Nel primo caso pagherete con carta di credito, nel secondo in contanti direttamente all’agenzia. È cosa intelligente fare questo controllo prima di recarsi all’appuntamento, poiché saprete in anticipo anche il numero di proprietari e potrete decidere se vale la pena vedere l’auto da vicino. Nulla vi vieta di farlo dopo aver visto l’auto e ricordate sempre la regola principale: niente fretta. Suggeriamo inoltre di controllare via web che targa e telaio non risultino di un’auto rubata sul sito del Ministero dell’Interno. 
Che altro? Sulla carta di circolazione, meglio conosciuta come ‘libretto’, ci sono tutte le informazioni che riguardano il proprietario attuale (e chi l’ha preceduto) e le caratteristiche tecniche del veicolo omologato, incluse le integrazioni di accessori o sistemi che ne modificano le caratteristiche originarie. Procediamo quindi per gradi individuando il numero dei proprietari, la corrispondenza di targa e telaio, la data dell’ultima revisione periodica e gli aggiornamenti annotati dalla Motorizzazione. Va tenuto presente che un’auto passata troppe volte di mano non rappresenta certo un buon biglietto da visita. 
Detto questo, quanto costa stilare il passaggio di proprietà? Diciamo subito che varia in base alla potenza del veicolo. Oltre alle spese fisse - come bolli e diritti di segreteria - l’acquirente deve infatti versare l’Imposta Regionale di Trascrizione, che aumenta in maniera proporzionale alla potenza dell’auto. 
Il costo minimo del passaggio di proprietà, valido per veicoli fino a 53 kW di potenza, è di 266,20 euro (Emolumenti Aci 27,00 euro; Imposta di bollo 32,00 euro; Aggiornamento del libretto di circolazione 26,20 euro; Imposta regionale di Trascrizione 181,00 euro). Quest’ultima voce, come detto, varia in base alla potenza dell’auto e della provincia di residenza dell’acquirente. Dunque, all’interno della stessa Regione, il prezzo può variare anche a distanza di pochi chilometri. I costi per “singolo kilowatt” possono essere recuperati sul sito dell’Aci.

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