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Parte zoppo il cashback volto a sponsorizzare l'uso di bancomat e carte di credito

L'operazione, prevista dal 1° dicembre, escluderebbe infatti il meccanismo degli acquisti online


14/09/2020

di Artemisia


Sarà un cashback zoppo. Parte male il progetto del Governo che prevede la diminuzione dell’uso del contante a favore di pagamenti con bancomat e carta di credito, con l’obiettivo di limitare sensibilmente l’evasione fiscale e favorire i micro consumi. L’operazione dovrebbe iniziare il 1° dicembre prossimo e prevede un rimborso per tutti coloro che utilizzeranno pagamenti elettronici con carte di credito, debito, bancomat, pari al 10% su una spesa di oltre 3mila euro annui. Il Governo intende però escludere da questo meccanismo gli acquisti online. Eppure è un mercato che con il Covid ha avuto una crescita esponenziale. Non è chiaro se questa limitazione è dovuta alla difficoltà di tracciare tali pagamenti o si vuole favorire i piccoli esercizi commerciali che sono in una situazione molto difficile proprio per la concorrenza spietata fatta dall’e-commerce. Non è chiaro inoltre se il bonus sarà cash con accredito diretto sul conto corrente o in altra forma. 
I tecnici del Tesoro stanno anche studiando di concedere un rimborso intorno al 15% per le cifre più ridotte, e mantenere il 10% se si supera una certa soglia che ha come tetto massimo sempre i 3.000 l’anno. 
Qualunque siano le varianti del bonus, il meccanismo per ottenerlo è come al solito piuttosto complesso, alla faccia della semplificazione delle procedure spesso promesse dal Governo. Ci si dovrà registrare sull’app IO di Pagopa e abbinare il proprio codice fiscale alla carta di credito che si usa solitamente per comprare o all’app che si utilizza per pagare. Insieme a queste informazioni si dovrà indicare anche il numero di Iban sul quale si vuole ricevere il rimborso, e infine scaricare e attivare il Qr code che dovrà essere esibito al momento dell’acquisto. 
Dopo aver inserito tutti i dati richiesti, aver scaricato i codici necessari si potrà quindi procedere alla cessione dei propri dati per ottenere in cambio 300 euro l’anno. Bisognerà quindi rilasciare tutti i propri dati. 
I tecnici del ministero dell’Economia stanno lavorando in tutta fretta per consegnare nelle prossime settimane il decreto attuativo per poter quindi avviare quella lotta all’evasione che si vuole inserire come voce importante nella prossima legge di Bilancio. Non si può contare ancora sui soldi del Recovery fund. Il nemico è chi usa i contanti. Poco conta se tra questi si trovano le fasce più «deboli» della popolazione o che semplicemente non hanno dimestichezza con l’uso di strumenti digitali di pagamento. 
Il cashback segue una serie di operazioni per disincentivare il contante.  Come il credito d’imposta del 30% sulle commissioni addebitate ai commercianti e professionisti per le transazioni fatte con carte e bancomat introdotte dal 1° luglio 2020; l’innalzamento della soglia per i pagamenti contactless senza PIN (dagli attuali 25 euro si salirà a 50 euro, dal 1° gennaio 2021); l’abbassamento della soglia dei pagamenti in contanti da 2.999,99 a 1.999,99 euro fino al 31 dicembre 2021, e dal 1° gennaio 2022 a 999,99 euro, e la lotteria degli scontrini dal 1° gennaio 2021. Il cashback di Stato era già stato previsto nella legge di bilancio 2020, ma non aveva trovato attuazione. Ora la misura viene riproposta e rifinanziata, ma rinviando comunque a un decreto del Mef per le modalità attuative. La norma era stata inizialmente pensata per alcune tipologie di attività, ritenute maggiormente a rischio evasione: barbieri, parrucchieri, servizi di cura della persona, ristoranti e via dicendo. Ma ora si pensa a estendere l’agevolazione a qualsiasi spesa per acquisti e prestazioni di servizio, purché, come detto, sia fatta in un negozio fisico.

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