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Paese che vai rincari che trovi: la bussola per le vacanze

Perché il Covid-19 si è portato al seguito un aumento generalizzato dei prezzi in diversi settori


22/06/2020

di Artemisia


Paese che vai rincari che trovi. Il Covid-19 si è lasciato dietro un aumento generalizzato dei prezzi. Il fenomeno non riguarda solo l’Italia, ma anche i Paesi europei. Per chi si metterà in viaggio nei prossimi mesi, sia che resti sul territorio nazionale che varchi le frontiere, è bene tener presente anche questo fattore. 
L’Unione nazionale dei consumatori e l’Eurostat hanno realizzato delle mappe per aiutare i viaggiatori a cautelarsi dalle stangate. Cominciamo dall’Italia. Nel mese di maggio il primato per rincari dei generi alimentari spetta a Caltanissetta che ha registrato aumenti del 6,4% su base annua. Seguono Trieste, (+5,1%), Avellino e Trapani (+4,7% per entrambe). Per quanto riguarda le regioni, dal report dell’Unione nazionale dei consumatori viene fuori che il cibo più caro, in termini di aumento dei prezzi, si trova in Basilicata, +3,9%. Seguono Umbria, Lazio e Calabria (+3,4% per tutte), al terzo posto Campania e Sicilia (+3,3%). Complessivamente nel nostro Paese il cibo costa più della media europea. 
Chi non intende rinunciare a viaggiare anche quest’anno, deve sapere che il paese più caro è senza dubbio la Danimarca, mentre le mete più vantaggiose sono la Bulgaria e la Romania. L’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea ci dice dove è possibile risparmiare qualcosa. Ha analizzato i livelli dei prezzi dei 27 paesi e stilato una classifica di quelli più e meno cari per sei tipologie di prodotti e servizi. Va tenuto presente che la rilevazione si basa sui prezzi dell’anno scorso, quindi in un contesto che non risentiva del Covid-19, ma offre comunque delle indicazioni utili. Cenare in un ristorante danese potrebbe riservare non piacevoli sorprese al portafoglio. Mangiare fuori a Copenaghen costa oltre il 50% in più della media europea (e anche dell’Italia che è sostanzialmente in linea con l'insieme degli altri paesi). La Danimarca ha un livello medio di prezzi che è tre volte superiore alla Bulgaria. Il Noma, pluristellato ristorante simbolo dell’alta cucina danese, ha un menù degustazione, celebrato dalle guide gastronomiche, da 350 euro. Dopo il lockdown ha mitigato il listino, fornendo un menu più abbordabile anche con cheeseburger e hamburger vegetariani, per favorire e presenze. 
Meglio astenersi dal fare acquisti di elettronica e telefonia a Parigi, dove i prezzi sono esorbitanti mentre affari si possono fare a Varsavia. Acolici alle stelle a Dublino, Helsinki o Stoccolma. In linea generale il viaggio più economico è quello in Romania e Bulgaria. 
Un’altra bussola sulle destinazioni migliori è fornita da “Re-Open Eu”, la piattaforma lanciata dalla Commissione europea che dice se la destinazione scelta accetta voli dal loro aeroporto di partenza, se si possono utilizzare i trasporti pubblici o meno, se e con quali regole accedere a musei, spiagge e ristoranti. La piattaforma riunisce le linee guida provenienti dalla Commissione europea con le indicazioni e gli aggiornamenti forniti dai diversi Paesi. 
Tramite una mappa interattiva si possono vedere quali servizi turistici offre il Paese in cui intende trascorrere le vacanze e quali sono le misure in vigore. Si trovano anche informazioni dettagliate sui protocolli sanitari adottati dai vari Paesi europei quindi, per esempio, sulla necessità di sottoporsi alla quarantena obbligatoria una volta arrivati a destinazione. 
Inoltre «Re-Open Eu» fornisce aggiornamenti sull’andamento dei contagi nei diversi Stati membri, in modo che le persone sappiano a quali rischi potrebbero andare incontro.

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